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POCO, POCHISSIMO SENSO.

di giandiego

È quasi grottesco e sotto certi aspetti umiliante, che l’ANSA definisca l’assemblea Piddina “kermesse della Sinistra”. Per quanto squalificato ed inutile possa essere questo vocabolo ormai, per la memoria del suo significato è umiliante essere adoperata in questo contesto. 

Fra neo-liberisti più o meno radicali.

Tutti costoro, infatti, senza distinzioni di sinistre o destre ipotetiche hanno votato il Job Act, hanno accettato, implementato e permesso il ruolo attivo del Paese sui quadranti mondiali a fianco della NATO, hanno sprecato parole e teorie fantasiose sulla “Vocazione Maggioritaria” e questo vale, diciamolo anche per i primi fra i pentiti di pseudo-sinistra (mai sentiti in una auyo.critica) i Fassina ed i Civati … con un ovvia estensione per i supporters … i loro camerieri stolti Vendola, Pisapia e Boldrini.

Davvero che costoro definiscano l’idea di alternativa, diciamolo ancora per capirci, di Sinistra. E’ umiliante ed in qualche modo dipinge il colore esatto e completo della nostra sconfitta nel secolo trascorso e del tentativo di annullamento del dissenso e del “pensiero socialista” in quello nuovo e presente.

Su questo equivoco di fondo, sostanziale … sulla differenza per esempio del significato reale del termine “socialismo” piuttosto che della parola, appunto, “sinistra” si gioca, anche, il “vuoto culturale ed ideale” che accompagna questi tempi.

Elucubrazioni, inutilmente dotte, trattati d’economia reale che si perdono in termini incomprensibili e criptici. Giri di parole iniziatiche e difficilmente leggibili che sostituiscono il senso semplice ed alla portata di tutti della necessità di un cambiamento spirituale, filosofico e politico.

Ed allora si perde tempo in una Kermesse che ribadisce solamente la distanza abissale dei convenuti dalla realtà di questo paese. Un gruppo di persone che ormai si confrontano solamente con se stesse ed il proprio potere. Preoccupandosi ed usando parole e termini solo strumentalmente, distorcendone a proprio tornaconto il significato profondo. Giocando sul filo delle mezze verità, di un relativismo omicida e folle impregnato di autoreferenza.

Oppure assistiamo impotenti al proliferare inutile di partiti “personalistici o peggio inventati” al di fuori dell’area PD almeno in linea teorica, ma che poi finiscono inesorabilmente a fare satellite non già a quel partito, ormai morto e fra poco sepolto, ma a quell’area di potere e di influenza, che invece è ben salda e da sempre al potere.

Vestita di volta in volta da neodemocristianità, da area grigia del liberalismo, da nazionalismo, da centrismo insulso … l’area, tutta italica, dei sempre presenti al potere in questo paese, degli Andreotti in erba.

Liberiamoci da questo termine, dalla confusione che provoca, dall’appropriazione indebita dei liberisti di una cultura che ormai e scomparsa insieme al 900′. reinventiamo l’alternativa, certo partendo dai riferimenti saldi.

La parola Socialismo, per esempio, sebbene abusata è molto più difficile da confondere.

L’alternativa è L’AreA di Progresso e Civiltà, anti-capitalista, anti-liberista, salvificamente radicale nella sua volontà di cambiamento, portatrice degli embrioni d’una nuova filosofia e di una spiritualità altra … e soprattutto Lontana dal PD, dai suoi travestimenti in recupero a sinistra.

Aperta a tutti, profondamente unitaria. Attenta al nuovo ed all’ascolto, solidale, orizzontale, circolare  Proiettata nel qui ed ora senza nostalgie ma con memoria. Soprattutto però chiara, netta, e precisa nelle sue premesse irrinunciabili in supporto appunto del vero Progresso e della vera Civiltà.

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