Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Venezia – Occupata la Prefettura per la morte di Sandrine a Cona | Global Project

Prefettura_venezia

globalproject.info – Venezia – Occupata la Prefettura per la morte di Sandrine a Cona. Gli attivisti dei Centri Sociali del Nord-Est denunciano le responsabilità del Prefetto, oltre a quelle della cooperativa Edeco, degli enti locali leghisti e del governo per le condizioni dell’accoglienza dei migranti.

A seguito della tragedia di Cona e delle dichiarazioni delle istituzioni locali, i Centri Sociali del Nord-Est hanno occupato il pontile della Prefettura di Venezia e hanno manifestato sul canale antistante a bordo delle barche. In più di cinquanta attivisti hanno denunciato le responsabilità del Prefetto per aver deciso di creare i grandi centri-lager in cui internare i migranti, come quello di Cona, creando pessime condizioni di igiene, salute, socialità.

Invece di promuovere modalità di accoglienza diffusa e capace di adempiere all’inserimento sociale e lavorativo dei migranti, la Prefettura di fatto si piega agli interessi razzisti degli enti locali che rifiutano di dare accoglienza ai richiedenti asilo e, allo stesso tempo, avalla la sete di profitto, sulla pelle dei migranti, delle cooperative criminali come Edeco. Di seguito il comunicato stampa dei Centri Sociali del Nord-Est

Dopo la morte di Sandrine nel centro di Cona l’immediata reazione dei migranti era ampiamente prevedibile oltre che legittima. Stipati in 1400 come bestie in un ex base militare, una specie di lager in mezzo al nulla (altro che hotel a 5 stelle!), i richiedenti asilo avevano già protestato in diverse occasioni per le condizioni inumane dell’accoglienza e la totale mancanza di servizi essenziali come quello sanitario e di orientamento legale.

Già nel giugno scorso, Melting Pot Europa e la campagna LasciateCIEntrare avevano visitato il centro e denunciato che all’interno erano ammassate più di 620 persone, tra cui donne e minori che in questi non-luoghi proprio non dovrebbero starci. Nonostante le enormi carenze segnalate, la prefettura e l’ente gestore sono andati avanti come se tutto andasse bene ed il numero delle persone accolte, trascorsi soli 7 mesi da quella visita di monitoraggio, è più che raddoppiato.

La responsabilità più visibile è certamente quella della cooperativa Edeco (ex Ecofficina), la società che gestisce i profughi sul territorio e che sta facendo enormi affari sulla pelle dei migranti, già finita sotto inchiesta per truffa aggravata ai danni dello Stato, maltrattamenti ai migranti e falsità materiale.

Ma dietro al lavoro sporco di Edeco ci sono delle pesanti connivenze ed inadempienze della Prefettura di Venezia, la quale ha enormi responsabilità in tutto ciò perché ha deciso che il centro di Cona fosse riempito oltre ogni limite ed ha volutamente chiuso entrambi gli occhi sull’operato dell’ente gestore. Ci aspettiamo, dal momento che questa protezione è stata ampiamente svelata, che il Prefetto si dimetta.

Tuttavia se la filiera dell’accoglienza non sta funzionando ci sono diversi gradi di responsabilità: sia delle istituzioni locali, sia del governo.

Le prime, come avviene in Veneto, giocano una partita di speculazione tutta politica nei confronti dei profughi, rifiutando l’accoglienza diffusa nei Comuni e stringendo patti con i comitati anti-accoglienza, il più delle volte capeggiati da fascisti riciclati dall’estrema destra, veri propagatori di odio, falsità e paure contro i richiedenti asilo.

Non possiamo però non notare che in cima alla piramide delle responsabilità politiche nel fallimento del sistema d’accoglienza vi è il governo italiano incapace di gestire e organizzare i flussi migratori, rimanendo così ancorati ad un perenne stato d’emergenza. Fino a quando non verrà resa obbligatoria l’accoglienza diffusa in tutti i comuni italiani attraverso un sistema equilibrato e proporzionato che punti alla qualità e ad offrire opportunità di inclusione sociale ai migranti, ci saranno sempre delle cooperative che lucrano sull’accoglienza e centri-lager dove scoppieranno rivolte, alimentando razzismo e timori tra gli abitanti dei paesi limitrofi.

Il governo Gentiloni non si è limitato a registrare l’eredità di Renzi sulle politiche migratorie: ha proposto, attraverso le parole del Ministro degli Interni Minniti, un piano per riaprire i CIE e per fare accordi criminali con i Paesi considerati “terzi sicuri”. Costruire degli altri lager aggraverà solo la criminalizzazione del migrante e la violazione dei diritti umani, in quanto verranno rinchiuse al loro interno persone che non hanno commesso nessun reato. Tutto ciò si unisce alla volontà di eliminare il ricorso in Corte d’Appello per il riconoscimento della protezione internazionale ed il permesso di soggiorno umanitario.

La guerra ai migranti, dichiarata dal governo nazionale, con questi provvedimenti accresce ulteriormente una situazione di tensione sociale xenofoba e viene strumentalizzata dalle destre istituzionali per continuare a negare l’accoglienza locale. I comitati cittadini contro l’arrivo dei migranti nelle piccole e grandi località si nutre della logica dei “grandi lager”, utilizzandola per rifiutare la presenza dei migranti per motivi di sicurezza, e allo stesso tempo costituisce le gambe delle amministrazioni leghiste o del centrodestra.

E’ necessario ottenere un cambio di rotta per affermare un futuro possibile per i migranti e gli abitanti delle città italiane: rifiutando il Piano Minniti con un soggiorno umanitario garantito a tutti e tutte, applicando l’accoglienza diffusa praticata da tante associazioni e realtà fuori dalle logiche di profitto delle cooperative, promuovendo percorsi di inserimento sociale e di inclusione nei servizi di welfare. Il governo, le Prefetture, gli enti locali devono operare affinché si eviti che ci siano altre tragedie, violazioni dei diritti umani, odio popolare nei confronti dei migranti. Solo così possiamo immaginare, tutti assieme e tutti eguali, di uscire dalla perenne emergenza e costruire un orizzonte di diritti.

Sorgente: Venezia – Occupata la Prefettura per la morte di Sandrine a Cona | Global Project

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *