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Vecchi e mal attrezzati. “Un bus ogni quattro non rispetta le norme” – La Stampa

I dati della Polizia stradale sui pullman utilizzati nelle gite. Violati limiti di velocità e tempi massimi di guida

L’autobus ungherese che si è schiantato su un pilone dell’autostrada A4 ha riacceso il dolore dei genitori dei setti universitari italiani dell’Erasmus, morti in un tragico incidente in Spagna nel marzo scorso con altri cinque di altre nazionalità.

 

E da Torino, dove risiedevano alcuni di quei ragazzi, l’associazione “Genitori generazione Eramus 20 marzo 2016 – Uniti perché non accada mai più” chiede al governo (al quale riconosce la vicinanza in questi mesi) un intervento sull’Unione europea per ottenere «l’installazione obbligatoria di dispositivi anti-sonno su tutti i pullman adibiti a servizi del genere, divieto di circolazione di tali mezzi nelle ore notturne, controlli rigorosi sul rispetto delle ore di guida degli autisti, uniformità delle legislazioni europee in materia di sicurezza stradale e risarcimento del danno».

 

Sono innumerevoli purtroppo gli incidenti che coinvolgono pullman e anche i pericoli scampati per un soffio. Lo scorso marzo è andata bene ai ragazzi del liceo Annibal Caro di Fermo che tornando da Napoli e Pompei hanno fatto appena in tempo ad abbandonare il bus su invito dei professori proseguendo il viaggio a piedi in superstrada a causa della guida fin troppo sportiva dell’autista, che poco dopo si schianterà contro il guardrail. Tragedia sfiorata anche nel luglio 2015 vicino Aviano, dove è finito in una scarpata un autobus con a bordo 47 bambini (tra i 7 e i 13 anni) e cinque accompagnatori (due diciassettenni animatori di un centro estivo e tre adulti) oltre all’autista. Gli incidenti con i pullman accadono anche Oltreoceano: sono morti ad esempio due turisti italiani e l’autista del mezzo nello scontro con un Tir sulla Interstate 380, nella regione di Pocono Mountain, in Pennsylvania (Stati Uniti) a circa 120 chilometri da New York.

 

Eppure le statistiche indicano autobus e pullman come meno soggetti ad incidenti stradali rispetto alle automobili, ai camion e alle moto. Ma quanto sono sicuri i pullman su cui viaggiano i nostri ragazzi? E quanto sono preparati e affidabili gli autisti che li guidano? Dai dati della polizia stradale sui controlli effettuati da inizio febbraio a fine marzo dello scorso anno un mezzo su quattro (il 22,5% per la precisione) che porta in viaggio le scolaresche risulta non sicuro. Infatti le 1150 pattuglie che hanno controllato 2051 autobus, hanno elevato contravvenzioni a ben 462 di questi per una serie di violazioni al Codice della strada e alle norme sulla professione. Su 123 pullman i dispositivi di equipaggiamento (porte, finestrini, parabrezza, estintori, ecc.) erano alterati o non funzionavano correttamente, 54 autobus viaggiavano oltre i limiti di velocità, altri 54 avevano sforato i tempi di guida imposti dalla legge, 12 non avevano fatto la revisione e un’altra dozzina non aveva la licenza di «noleggio con conducente». Un pullman era addirittura senza assicurazione, mentre 410 autisti non erano in regola e le ragioni andavano dalla guida sotto influenza di alcol e/o di droga alle cinture non allacciate, all’uso del cellulare e altre irregolarità nel trasporto delle persone.

 

L’attenzione degli agenti della Polstrada alle irregolarità amministrative non è certo una pignoleria: era falsa ad esempio la revisione del pullman che cadde dal cavalcavia nei pressi di Avellino il 28 luglio 2013, provocando la morte di 40 passeggeri. La Procura di Avellino ha indagato due dipendenti della Motorizzazione civile di Napoli per falso in atto pubblico. Avrebbero violato il sistema informatico della Motorizzazione fabbricando un certificato falso che attestava una revisione del bus mai avvenuta.

 

Sono comunque i mezzi che arrivano dall’Est Europa a conquistare «la maglia nera» per il parco autobus turistici più vecchio d’Europa, dove tutt’oggi girano catorci di vent’anni e più. «Bisogna essere estremamente rigidi nei controlli dei mezzi, anche di quelli stranieri che attraversano il nostro Paese, per verificare il rispetto nelle revisioni degli autobus», afferma Mauro Beccherle, presidente nazionale degli Autobus Operator della Confartigianato. L’organizzazione, spiega, «chiede tolleranza zero riguardo al superamento dei limiti di velocità, al superamento dei tempi di guida e di riposo degli autisti e al lavoro sommerso, per la salvaguardia della propria e dell’altrui incolumità. Inoltre – conclude Beccherle – la nostra associazione concorda sul potenziamento dei controlli e ritiene che i provvedimenti debbano essere immediati, più rigidi nei confronti dei trasgressori».

Sorgente: Vecchi e mal attrezzati. “Un bus ogni quattro non rispetta le norme” – La Stampa

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