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Trump: il miliardario eletto dal popolo della televisione e della disuguaglianza – ilcambiamento.it

ilcambiamento.it/ – Trump: il miliardario eletto dal popolo della televisione e della disuguaglianza.

Cerimonia di insediamento il 20 gennaio per Donald Trump, quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti. Il miliardario eletto dal popolo della televisione e della disuguaglianza.

I commenti e le analisi post voto ci dicono che Trump è stato eletto anche dal cosiddetto popolo, quello arrabbiato delle classi sociali povere o medie, operai, licenziati, disoccupati, che sono contro i cinesi che rubano il lavoro, contro le ditte che non assumono, che vogliono più soldi e rivendicazioni del genere.

Da noi questo è già successo con Berlusconi e la Lega, dove una parte consistente delle cosiddette masse, quelli che una volta si chiamavano proletari, assieme a un esercito di casalinghe televisive, sono diventati i  più convinti e forti sostenitori dell’uomo di successo che attraverso la televisione gli fa credere qualsiasi cosa.

Negli Stati Uniti come in Italia e in genere, non sono certo i giornali che influenzano maggiormente la gente, bensì la televisione, non solo in quello che dice ma soprattutto nel modello che fa passare. Il modello di Trump e Berlusconi è fatto di donne e uomini oggetto, i soldi come unico Dio, il successo come scopo dell’esistenza, l’apparire, fare finta di essere vicini al popolo perché si parla come scaricatori di porto e si fanno battute pesanti sulle donne o sulle minoranze.

Il prototipo esatto delle chiacchiere da bar o dal parrucchiere. In questo modo la gente sente vicini questi personaggi che nella realtà sono lontani anni luce e li apprezza per il loro linguaggio che identifica come forte e chiaro.

Personaggi che, non avendo fatto altro nella vita che fregare gli altri, sono molto abili nel vendersi e fanno pure credere che sono il nuovo, che sono contro la vecchia politica, che sono per il popolo, per le famiglie, per la sicurezza, il lavoro e tutta la solita litania di parole assolutamente vuote che vogliono dire tutto e niente.

Questi messaggi e modelli sono perfettamente veicolati dalla televisione e non me ne vogliano gli estimatori di questo mezzo di disinformazione, ma per quanti voli pindarici e giravolte si possano fare, la televisione rimane quella che è: un mezzo per il quale conta solo l’audience e più il livello è basso, infimo sensazionalistico, sessuale, morboso, violento e più la televisione è seguita. Stessa cosa sta diventando l’informazione in Internet: rozza, scandalistica e soprattutto dove l’immagine è tutto, non certo il contenuto.

E quando si parla di immagine, di rappresentazione della realtà, secondo canoni ben precisi e studiati per vendere qualsiasi cosa, gli americani sono i campioni assoluti.

Non ci si deve stupire quindi che un piazzista inascoltabile, razzista, misogino, dalle fortune accumulate in modo ben poco chiaro, con innumerevoli scheletri nell’armadio, sia stato eletto. Visto il livello culturale che propone la televisione, gli è bastato lanciare insulti e sfoggiare i suoi soprammobili femminili per avere ammirazione da molti uomini e invidia da molte donne.

Il potere di persuasione di un modello razzista, discriminatorio ma ben confezionato e veicolato dai mezzi  televisivi e  di internet è estremamente forte e vincente. La prova ne è che questo modello chiaramente rivolto contro di loro, non ha impedito a molte donne di votare un uomo che con chiarezza disarmante e più volte le ha trattate in maniera scandalosa, considerandole inferiori e utilizzabili solo per il loro ruolo sessuale.

Non è certo un caso che libri dalle varie sfumature di grigio, nero e rosso che vogliono vendere la sopraffazione e il dominio come gesti d’amore, abbiano avuto successi incredibili. C’è in giro una frustrazione e repressione da far paura e se arriva un maschio alfa ricco e potente che incarna il modello da tante donne e uomini segretamente sognato, può diventare presidente degli Stati Uniti ed eletto anche dal sesso femminile che lui indica come nei peggiori modi e insulta.

Quindi oltre ai ricchi o benestanti che si riconoscono in Trump, anche il cosiddetto popolo ha eletto il proprio dittatore, un personaggio pericolosissimo, circondato da altri miliardari, da superpotenti che faranno solo i loro interessi e non si fermeranno di fronte a nulla e nessuno come chiunque abbia fatto quelle carriere asfaltando qualsiasi cosa gli si pari davanti.

Ed è incredibile come possa essere successo tutto ciò e questo accadimento dà il senso di quanto possa essere persuasivo e forte il messaggio che passa attraverso i mezzi televisivi e di disinformazione se addirittura viene eletto chi è contrario agli interessi di chi lo elegge ma gli fa credere esattamente l’opposto. Non ci vuole infatti molto a capire che un miliardario che ha fatto la sua fortuna sfruttando chiunque si possa veramente interessare di  operai, disoccupati e simili.

Per non parlare poi dell’interesse all’ambiente, minacciato mortalmente vista la serie di Attila petroliferi messi da Trump in ruoli chiave.

Quale sia la politica di Trump è fin troppo chiaro fin dallo stesso slogan ridicolo e minaccioso della campagna elettorale:  “Facciamo di nuovo grande l’America!”. Come se fino ad oggi l’America fosse stato il Bhutan, piccolo, inoffensivo e timido e non la prima superpotenza mondiale  che interviene militarmente ovunque e detta legge con ogni mezzo. Se l’America deve ridiventare grande, mettiamoci l’elmetto e iniziamoci a scavare un bunker sottoterra.

Altro aspetto per il quale il famoso popolo è assai contraddittorio nelle proprie scelte e proteste, è quello relativo alle cosiddette disuguaglianze che crescono sempre di più cioè che fanno diventare i ricchi sempre più ricchi.

Ma a fare diventare i ricchi sempre più ricchi sono quelli che, poveri o meno, gli comprano i loro prodotti, aderiscono al modello del successo, mettono i soldi nelle loro banche, se ne fregano degli altri, l’importante è che arrivino, che possano finalmente sfoggiare l’ultimo modello di qualcosa e scimmiottare i propri divi televisivi o cinematografici. In più adesso i ricchi sfondati vengono pure eletti capi di Stato, primi ministri etc, per farli diventare ancora più ricchi e potenti, loro e i loro amici.

Quindi i diseguali contribuiscono in maniera sostanziale ad aumentare le disuguaglianze delle quali poi ovviamente si lamentano.

Siamo quindi ancora convinti che il problema vero e serio siano solo i cattivi capitalisti che tanto male fanno al mondo o anche chi li tiene in piedi guardando i loro spot, comprando le loro schifezze e addirittura  eleggendoli al proprio capo?

Il popolo televisivamente programmato degli Stati Uniti ha eletto una persona che ha detto questa frase testualmente: “Gli Usa devono rafforzare notevolmente ed espandere la propria capacità nucleare, fino a quando il mondo non inizierà a rinsavire riguardo gli armamenti nucleari”. Oltre alla assoluta follia di una politica del genere, già di per sé dalla frase si capisce la statura dello statista e la sua intelligenza, come a dire che per fare del bene a qualcuno lo devi ammazzare di botte.

Non oso pensare cosa potrà succedere con Trump che è un Berlusconi all’ennesima potenza e che come lui non ha superato ancora la fase adolescenziale ma con una piccolissima particolarità e cioè che Trump ha in mano il più grande arsenale nucleare mondiale.

Ringrazieremo il metalmeccanico arrabbiato e la casalinga disperata quando si sentiranno le prime esplosioni atomiche?

Speriamo di no. Speriamo che il popolo americano rinsavisca e prima che Trump possa fare danni irreparabili, lo rimandi a giocare con le sue Barbie di plastica.

Sorgente: Trump: il miliardario eletto dal popolo della televisione e della disuguaglianza

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