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Strage di Istanbul, l’Isis rivendica: l’attentatore sarebbe un cinese uiguro – Repubblica.it

Le autorità avrebbero identificato il responsabile dell’attacco alla discoteca Reina: sarebbe un 25enne originario dello Xinjiang cinese, un jihadista uiguro come quelli impegnati a combattere in Siria con al-Nusra e Daesh. L’intera azione ricostruita dai video interni del locale e dalle testimonianze dei tassisti. In cucina avrebbe ripulito l’arma e cambiato l’abito

ISTANBUL – Dopo oltre 30 ore, l’Isis ha rivendicato l’attentato di Istanbul di capodanno. L’attentatore – che ha fatto fuoco nel locale Reina, uccidendo 39 persone (le vittime) – “un eroico soldato del califfato”, si legge nella rivendicazione, ha colpito “il più famoso nightclub dove i cristiani stavano celebrando la loro festa apostatica”. E attacca la Turchia “serva dei crociati”.

I jihadisti uiguri – Che l’attacco fosse legato all’Isis lo avevano già ipotizzato le forze di sicurezza turche; ora i passi avanti nell’identificazione del terrorista stanno confermando la pista jihadista, anche se legata a un fenomeno specifico: le immagini del volto e dell’aspetto riprese dai video e le testimonianze hanno infatti spostato tutta l’attenzione su un uomo di 25 anni che sarebbe originario dello Xinjiang cinese e membro della minoranza uigura. “Gli inquirenti ne avrebbero accertato la nazionalità”, ha affermato il canale televisivo ‘CnnTurk’, e il quotidiano ‘Haberturk’ afferma nell’edizione online che l’uomo sarebbe originario non delle Repubbliche ex sovietiche dell’Uzbekistan o del Kirghizistan, come riferito in un primo momento, ma proprio della regione autonoma della Cina nord-occidentale già nota come Turkestan Orientale e abitata dagli uiguri, etnia di fede musulmana e che parla una lingua simile al turco. Centinaia di jihadisti uiguri negli ultimi anni si sarebbero spostati a combattere in Siria, prima nelle fila di al-Nusra e poi con Isis. Cosa che darebbe solidità alla pista del movente legato all’intervento turco in Siria.

Il percorso in taxi verso il Reina – La ricostruzione della polizia è stata resa possibile soprattutto dall’esame delle riprese di varie telecamere di sorveglianza confrontate con altre registrate a un posto di controllo dove il giovane era transitato in precedenza. L’attentatore avrebbe preso un taxi nel quartiere di Zeytinburnu, nella parte sud del versante europeo della città, e si sarebbe fatto portare in quello di Ortakoy, più a est, dove è situata la discoteca ‘Reina’ teatro dell’eccidio, costato almeno 39 morti accertati, compresi 27 stranieri, e 69 feriti. Sarebbe sceso però a una certa distanza dalla meta, a quanto sembra per il traffico troppo intenso che stava rallentando l’andatura della vettura, e avrebbe completato il tragitto a piedi, impiegando circa quattro minuti.

La ricostruzione dell’attacco dai video delle telecamere – L’attacco è stato ricostruito sempre dai video fino al momento in cui il terrorista si cambia nelle cucine della discoteca. La prima immagine risale all’1,20 del primo gennaio ora locale, le 23,20 in Italia, e ritrae l’attentatore mentre cammina a passo spedito verso l’ingresso del club. Sta già sparando: si vedono una persona crollare al suolo, poi lui che apre il fuoco contro i buttafuori, disarmati. La registrazione successiva è di tre minuti dopo, e lo immortala ormai all’interno, dove non si vede nessun altro in piedi.

Spara e cambia 6 caricatori – Il giornale ‘Hurriyet’ riferisce che l’attentatore indossava “una camicia verde, pantaloni scuri e scarpe nere”, brandiva “un’arma a canna lunga” e mirava “alla parte superiore del corpo” delle vittime. All’inizio è salito al primo piano, da dove ha cominciato a colpire chi stava sotto. Quindi è sceso al pianterreno e qui avrebbe sparato alla testa molti tra i presenti che si erano sdraiati a terra nel tentativo di evitare i colpi. Dal modo metodico, dalla precisione e dalla freddezza con cui ha agito, gli esperti hanno tratto la convinzione che si tratti di un killer addestrato professionalmente e con esperienza militare sul campo. Nel complesso ha cambiato sei volte caricatore e ha esploso centottanta colpi.

Il cambio di abiti in cucina, la fuga nel caos – Non si sa quanto a lungo l’uomo si sia trattenuto dentro al ‘Reina’, ma prima di fuggire, il terrorista avrebbe raggiunto la cucina nella quale sarebbe rimasto per tredici minuti, durante i quali avrebbe ripulito l’arma, che peraltro a detta di fonti investigative riservate avrebbe lasciato sul posto, si sarebbe levato il cappotto, anch’esso poi abbandonato con 500 lire turche (pari a quasi 135 euro, ndr) in una tasca, e si sarebbe cambiato. Infine si sarebbe allontanato approfittando del caos e del panico collettivo. All’esterno avrebbe fermato un taxi, ma dopo poche centinaia di metri avrebbe chiesto al conducente di fermarsi, sostenendo di non avere il denaro necessario per pagare la corsa. Infine, sarebbe sparito.

Il ministero dell’Interno di Ankara in mattinata aveva già dichiarato che le immagini del presunto killer pubblicate da tutti i media turchi e mondiali non erano dell’attentatore. Più tardi ha dato notizia del fermo di 147 presunti militanti dell’Isis nel corso dell’ultima settimana, dei quali 25 sono stati arrestati. Otto persone sarebbero state fermate perché sospettate di essere coinvolte nell’attentato.

Alcuni media turchi hanno ipotizzato poi un collegamento diretto tra l’autore della strage e la cellula terroristica che a giugno colpì l’aeroporto Ataturk, causando 47 morti. L’azione contro lo scalo era stata infatti condotta da tre membri di un gruppo jihadista provenienti da Russia e Asia centrale con il coinvolgimento di complici locali.

La ricostruzione dell’attacco ha avuto conferme dalle autopsie: alcune delle vittime sono morte infatti per colpi esplosi a distanza ravvicinata. Il killer, ha spiegato a CnnTürk anche l’esperto di terrorismo Abdullah Agar, ha agito in modo “estremamente professionale” e dal suo modo di camminare asimmetrico sembra che in passato possa aver riportato lezioni alla gamba destra. In base alle testimonianze raccolte, sembra ormai certo che parlasse arabo.

L’ANALISI La Turchia e i nuovi nemici di Erdogan di BERNARDO VALLI

Istanbul, l’attentatore spara con un kalashnikov nel locale

In un articolo di fondo del quotidiano Hurriyet, Abdulkadir Selvi scrive che la Turchia ha ricevuto il 30 dicembre infomazioni di intelligence dagli Usa in merito a possibili attacchi a Istanbul o ad Ankara nella notte di Capodanno, ma senza alcuna segnalazione di particolari obiettivi. Secondo quanto riferito dalla Cnn Turk, che cita fonti dei servizi segreti, le segnalazioni di possibili attacchi avevano scatenato una serie di blitz della polizia e delle forze speciali, tra il 28 e il 31 dicembre.

Sorgente: Strage di Istanbul, l’Isis rivendica: l’attentatore sarebbe un cinese uiguro – Repubblica.it

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