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Scuola: asili e sostegno, le nuove norme – Corriere.it

corriere.it – Riforma della scuola – Scuola: asili e sostegno, le nuove normeA 24 ore dalla scadenza il governo discute i punti della riforma di sua competenza: esami, voti, diritto allo studio  –  di Claudia Voltattorni

1. I punti della riforma

Quasi fuori tempo massimo. A 24 ore dalla scadenza, 18 mesi dopo l’entrata in vigore della legge, questa mattina la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli porterà nella riunione del Consiglio dei ministri le 9 deleghe della Buona Scuola.

Si tratta dei decreti legislativi di attuazione previsti dalla legge 107 di 9 questioni che il governo ha voluto avocare a sé per introdurre importanti novità nel sistema scuola. Dalla famosa riforma del segmento zero-6 anni a quella del sostegno agli studenti con disabilità fino alla valutazione, cioè il cambiamento del sistema di voto nelle elementari e degli esami di Stato alle medie e alla maturità, le novità, dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri, dovranno poi essere valutate dalle commissioni parlamentari e quindi rinviate all’esecutivo per l’ok definitivo.

Ma in questo iter potranno subire altre modifiche. Si tratta del «secondo tempo» della riforma della Buona Scuola dell’ex premier Matteo Renzi e dell’ex ministra dell’Istruzione Stefania Giannini approvata il 9 luglio 2015. Se fossero stati lasciati scadere i 18 mesi per l’attuazione dei decreti, si sarebbe arenata questa seconda parte della riforma che porterà novità già dal nuovo anno scolastico. La ministra Fedeli l’ha definita «la parte più innovativa della legge».

Nelle deleghe al governo c’è anche quella sul riordino dei percorsi dell’istruzione professionale, la garanzia del diritto allo studio, la realizzazione di un testo unico di norme sulla scuola, la promozione della cultura umanistica, il riordino delle scuole italiane all’estero e l’accesso alla professione degli insegnanti.

Quest’ultima, che definisce il percorso di studio per diventare docenti e le modalità per entrare in classe, rischia di diventare la più delicata per il governo. C’è infatti ancora in ballo il rinnovo del contratto dei docenti, tema di cui ministra e sindacati hanno appena iniziato a parlare.

2. All’asilo nido con maestre laureate

È forse la delega che più sta a cuore alla nuova ministra Valeria Fedeli che all’inizio della sua vita professionale è stata maestra d’asilo. E del disegno di legge è stata la seconda firmataria. Prevede la creazione di un sistema d’istruzione integrato che parte da subito, fin dai primi mesi di vita del bambino, un sistema in cui viene rafforzata soprattutto la scuola fino a 3 anni con l’assunzione di maestre d’asilo con una laurea triennale obbligatoria e la realizzazione di programmi omogenei e di qualità su tutto il territorio.
I nidi «non saranno più solo uno strumento di welfare per le famiglie, si fa un investimento educativo fin dalla nascita, come avviene nel resto d’Europa», spiega la senatrice pd Francesca Puglisi, da anni al lavoro su questo progetto e prima firmataria del ddl. Ci sono pronti 200 milioni di euro per l’estensione dei servizi anche a questa prima fascia scolastica.
Fondi che il ministero dell’Istruzione darà direttamente ai Comuni, cui resta la responsabilità diretta di nidi e materne. Il tutto con criteri che verranno stabiliti coinvolgendo anche le Regioni, in un primo tempo escluse dalla delega, cosa che la Consulta aveva dichiarato incostituzionale.
3. Insegnanti formati per ogni disabilità
Quella del sostegno è una delle riforme più attese, soprattutto dalle migliaia di famiglie che hanno figli con disabilità che frequentano la scuola. L’idea di fondo contenuta nel testo della delega è che ogni ragazzo con difficoltà possa avere l’insegnante adatto alla propria disabilità, preparato e in grado di sostenerlo nella maniera giusta: «Inclusione scolastica degli studenti con disabilità e bisogni educativi speciali», si legge al comma 181 della legge 107. Ci saranno insegnanti di sostegno con una formazione specifica per le materne, le elementari, le medie e le superiori.
Diversamente da quanto accade ora con insegnanti di sostegno che entrano in ruolo e poi si spostano sull’insegnamento, la riforma prevede un percorso specifico per chi sceglie il sostegno con l’obbligo di restare in quella posizione per almeno 10 anni o comunque per tutto l’ordine o grado di studi del ragazzo, questo per garantire quella continuità didattica fondamentale per gli alunni con disabilità. La figura del prof di sostegno si associa sempre di più a quella di un vero e proprio tutor che aiuta lo studente e collabora con il docente durante le lezioni.

Al nido solo maestre laureate  Ecco le nuove norme su asili, maturità e sostegno

il dossier

4. La nuova maturità a partire dal 2018
Le novità sulla valutazione di alunni e studenti restano il grande spauracchio di tutti. Il ministero ci sta lavorando da tempo, ma il testo che arriverà oggi in Consiglio dei ministri potrebbe comunque subire nuove modifiche durante il suo percorso parlamentare. La nuova maturità entrerà in vigore nel giugno 2018, i maturandi del prossimo giugno affronteranno ancora il vecchio esame.

Deleghe legge 107, le insegnanti dell’asilo nido dovranno essere …

  Nel 2018, gli studenti si troveranno due prove scritte anziché le tre di quest’anno, la tradizionale di italiano e una specifica per l’indirizzo scelto. Dovrebbe essere abolita la temutissima terza prova. Le commis-sioni d’esame saranno formate da 3 membri interni, 3 esterni e un presidente esterno.
Per la valutazione si terrà conto sia di tutti e cinque gli anni che dei percorsi di alternanza scuola-lavoro effettuati nell’ultimo triennio, diventati ormai obbligatori con la riforma.
Prima dell’esame, tutti i maturandi dovranno effettuare una prova Invalsi, test il cui risultato però non entrerà nel voto finale dell’esame di Stato. Per quanto riguarda i più piccoli, i voti saranno sostituiti dalle lettere (dalla A alla E), e sparirà la prova Invalsi alla fine della terza media.

5. Il modello formazione-Italia nel mondo

Tra le novità che verranno presentate questa mattina ci sarà anche quella del riordino delle scuole italiane all’estero. In tutto il mondo sono 135 e impiegano 624 insegnanti e sono frequentate da circa 30 mila alunni e studenti. Oggi dipendono dal ministero degli Affari esteri che le gestisce attraverso le singole ambasciate.

Ciò comporta una frammentarietà e disomogeneità che vanno superate. Il decreto prevede quindi un maggiore coordinamento tra la Farnesina e il Miur per creare un modello di «Formazione Italia nel mondo» con l’obiettivo di diffondere la lingua e la cultura italiana all’estero.

Sarà il Miur a selezionare e inviare i docenti e in sinergia con il ministero degli Esteri verranno aperte nuove scuole e sezioni, decisi partenariati e attività di promozione della lingua e della cultura italiana sul territorio, scelte le modalità di formazione degli insegnanti.

Non solo. Il Miur invierà anche nelle scuole italiane all’estero i docenti dell’organico di potenziamento, proprio per garantire anche fuori dall’Italia l’attuazione della Buona Scuola, con il rafforzamento di materie come arte, musica, cinema. In tutto i docenti all’estero dovrebbero arrivare a 674.

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Sorgente: Scuola: asili e sostegno, le nuove norme – Corriere.it

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