Una mattinata di tensione di fronte alla prefettura, con accenno di scontri fra rifugiati e forze dell’ordine. Poi, per gli ottanta somali senza una casa dopo il rogo dell’ex mobilificio di Sesto Fiorentino arriva la decisione: saranno smistati in varie strutture della città metropolitana. Diversi Comuni ospiteranno piccoli gruppi, secondo i dettami dell’accoglienza diffusa. Ma non è stato semplice riuscire a controllare i rifugiati.

Che hanno urlato la loro rabbia proprio di fronte alla prefettura, dove nella mattinata di sabato 14 gennaio il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha deciso su dove sistemarli, visto che per il momento, dopo l’incendio, erano stati accolti nel palazzetto di Sesto Fiorentino. La manifestazione, che è iniziata in mattinata, ha visto la partecipazione di diverse associazioni e gruppi, tra cui il Movimento lotta per la casa, il Collettivo Universitario Autonomo e l’associazione Firenze Dal Basso. Minuti di grande tensione quando i rifugiati hanno chiesto di partecipare al tavolo.

Volevano entrare in prefettura. Le forze dell’ordine hanno sbarrato il portone, mentre agenti in tenuta anti-sommossa hanno presidiato l’ingresso, respingendo gli stessi rifugiati che volevano entrare. Attimi di parapiglia, poi la situazione è tornata alla normalità. Ma i manifestanti non sono andati via. Sono rimasti davanti alla prefettura, seduti, in una sorta di sit-in.

La situazione in via Cavour, chiusa fin dalla mattina, è rimasta di stallo fino alle 17 circa. Quando il gruppo è andato in corteo fino alla stazione di Santa Maria Novella per poi salire sul treno che ha riportato tutti a Sesto Fiorentino. Intanto, il sindaco di Sesto Fiorentino Falchi riferiva degli esiti dell’incontro. Con la decisione di smistare il gruppo in vari comuni della città metropolitana, comuni che hanno dato la loro adesione a ospitare.

Il primo cittadino si è poi recato al palazzetto per parlare con i profughi. E mentre l’ex mobilificio, rifugio di fortuna, è sotto sequestro, da lunedì si organizzerà il nuovo progetto di accoglienza. Il palazzo dello sport verrà restituito alla città, mentre per i somali dovrebbe cominciare una nuova vita, in una struttura finalmente idonea e non al freddo e nel degrado di quel capannone adesso in fumo. Il tutto, nel ricordo del loro amico che nell’incendio della notte tra mercoledì 11 e giovedì 12 ha perso la vita.

In serata è intervenuto, via Facebook, il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi. “Sesto Fiorentino ha fatto e farà sempre la sua parte, ma serve che gli altri comuni ci aiutino”: questo il senso del suo intervento che riportiamo qui sotto.