LE RICERCHE – Non è possibile, allo stato attuale, intervenire con mezzi meccanici. Si scava ancora con mani e pale e con l’utilizzo di sonde. Per i parenti dei dispersi sono ore di lunghissima ed estenuante attesa. “Si lavora nei cunicoli, la gente potrebbe ancora resistere e questa è la nostra speranza”, dice Luca Cari, responsabile comunicazione dei vigili del fuoco. “Non ci fermiamo, aggiunge”.

GIALLO DIGHE – Ieri la Commissione Grandi Rischi ha parlato di “possibile effetto Vajont” per la diga di Campotosto. “Nessun pericolo imminente”, si sottolineava. Immediata la rassicurazione di Enel: “La diga è in sicurezza”. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha convocato per oggi un vertice ‘ad hoc’ al ministero sul tema grandi dighe.

L’EX SINDACO –  “In settant’anni una valanga non è mai stata presa in considerazione come possibilità”. Lo dice Massimiliano Giancaterino, ex sindaco di Farindola e fratello di una delle vittime. “Facile parlare ora. Se vogliamo, possiamo pure ammettere che era una cattedrale nel deserto. Ma io quell’albergo lo conoscevo bene, ci avevo lavorato da ragazzo per pagarmi gli studi. Era nato come rifugio dopo la seconda guerra mondiale”. Fu lui ad autorizzare l’ampliamento dell’albergo. “Se avessi saputo (della valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano, ndr), mi sarei tagliato il braccio destro”, dice in diretta ad Agorà (Raitre). “Ma non potevo saperlo. E sinceramente – aggiunge – non me ne faccio una colpa, perché abbiamo dato un’opportunità a tanta gente del paese”.