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Rigopiano, si lavora per nuova apertura su fronte opposto hotel – Rai News

22 gennaio 2017 I soccorritori lavorano per praticare una nuova apertura nell’albergo di Rigopiano, dal lato opposto a quello dove finora si è operato. Lo rende noto la prefettura di Pescara. Il nuovo varco darà accesso a locali che finora non è stato possibile raggiungere. Si amplia così il fronte della ricerca dei dispersi, il cui numero è salito a 24. Mancano notizie, infatti, un giovane senegalese la cui presenza in albergo è stata segnalata da una delle persone superstiti che lo aveva incontrato durante il soggiorno. Al momento, però, nessun familiare o conoscente dell’immigrato ne aveva segnalato la scomparsa. Soccorritori cercano dei varchi nei muri perimetrali per consentire l`esplorazione di nuove porzioni dell`hotel I soccorritori hanno sottoposto il campo di operazione ad una nuova tipologia di intervento, nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti. Matteo Gasparini, delegato del Soccorso alpino e speleologico dell’Ossola e nuovo referente del gruppo piemontese in Abruzzo, spiega che “stiamo cercando di ‘attaccare’ i muri perimetrali dell`albergo, nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l`esplorazione di nuove porzioni dell`hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche, visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno”. Domani partirà da Torino il terzo contingente di volontari del CNSAS Piemonte che giungerà in Abruzzo verso sera, per dare il cambio alla seconda tornata di operatori. Sono 20 uomini provenienti dalle Delegazioni Biella, Canavesana, Mondovì, Pinerolese, Valle di Susa e Val Sangone, Valli di Lanzo e 1° Gruppo Speleologico comprensivi anche di un sanitario. Il bilancio: 9 estratti vivi, 5 vittime, 24 dispersi Il bilancio delle persone tratte in salvo è ancora invariato: sono nove. Cinque i morti. L’avanzamento dei mezzi meccanici di ausilio viene assicurato dal personale del Soccorso Alpino che sonda la neve, tracciando la pista da seguire. La Polizia Stradale e l’Esercito si stanno occupando di garantire la viabilità sulla strada che consente ai soccorsi di raggiungere le zone operative, condizione essenziale per garantire la continuità dei soccorsi. I 9 sopravvissuti in condizioni stazionarie “Risulta immodificata” la situazione sanitaria dei nove sopravvissuti alla valanga sull’hotel Rigopiano ricoverati all’ospedale di Pescara. È quanto si legge nel bollettino medico del nosocomio delle ore 16. “I quattro bambini – spiega l’ospedale – sono stati trasferiti peresso il reparto di Pediatria; quattro degli adulti nel corso del pomeriggio, eccetto il paziente operato, saranno trasferiti nei reparti di degenza”. “Le condizioni del paziente operato ieri sono stazionarie. Il decorso post-operatorio regolare. Nei prossimi giorni potrà essere valutata la funzionalità dell’arto. Da lunedì, eccetto che per il paziente operato, verranno valutate le possibilità di dimissioni”. Curcio: c’è speranza di trovare dispersi vivi “La speranza” di trovare persone vive sotto le macerie dell’hotel Rigopiano “c’è sempre”. Lo ha detto a In mezz’ora su Rai 3 il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio. “Chi lavora in quelle condizioni – ha spiegato – lavora come se fossero da recuperare persone ancora vive: la speranza c’è sempre, quelle condizioni tecniche difficilissime possono aver dato luogo a situazioni molto particolari, quindi la speranza c’è sempre”, ha concluso Curcio. Sotto la neve ancora segnali “Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie – ha detto il funzionario dei vigili del fuoco Alberto Maiolo – stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell’albergo che si muovono sotto il peso della neve. Ieri sono state riconosciute altre tre vittime: si tratta di di Sebastiano Di Carlo, 49 anni, di Loreto Aprutino (Pescara), della moglie Nadia Acconciamessa, padre e madre di Edoardo, e di Barbara Nobilio, di 51 anni, anch’essa di Loreto Aprutino. La tragedia ha per ora lasciato soli due bimbi: oltre ad Edoardo Di Carlo, anche per Samuel Di Michelangelo non si hanno notizie dei genitori, il poliziotto, Domenico, 41 anni, di Chieti, e Marina Serraiocco, che vivono a Osimo (Ancona). Le altre due vittime della tragedia sono il maitre dell’hotel Alessandro Giancaterino e del cameriere Gabriele D’Angelo. I soccorritori continuano la loro opera incessante di scavo a 1.200 metri d’altezza, stanno lavorando in condizioni estreme: la pioggia mista a neve ha reso ancora più pesante l’ammasso che ha sommerso l’hotel ed il rischio valanghe è salito a 4 su una scala di cinque. Il capo dei vigili del fuoco: ci sono ancora speranze Non si attenua la speranza di salvare altre vite umane. Entusiasmo, determinazione, efficienza: queste le caratteristiche comuni dei soccorritori. Una battuta di uno spettatore del luogo rende bene l’idea: “Questi – ha detto guardando i Vigili del Fuoco che salivano su un elicottero – sono geneticamente modificati!”. “Le speranze ci sono – dice Giuseppe Romano, direttore Emergenze dei Vigili del Fuoco – abbiamo già visto tanti casi di persone che sono sopravvissute anche per periodi ben più lunghi”. Sulla stessa linea, il suo collega Fabio Jerman del comando di Belluno, spiega che le squadre all’opera lavorano con entusiasmo e determinazione e non c’è traccia di rassegnazione. “Abbiamo predisposto un avvicendamento delle squadre ogni quattro o cinque giorni a seconda delle mansioni”. I carabinieri: una ‘bomba gelata’ sul resort, come 4.000 tir Una valanga da 120.000 tonnellate che ha investito l’hotel a una velocità di 100 chilometri l’ora. Il calcolo è del servizio Meteomont dei Carabinieri. Si tratta di dati provvisori sulla dimensione e la forza d’impatto della valanga, stimati in base ai rilievi effettuati sul posto. Il fronte di distacco della massa nevosa ha una larghezza di 500 metri e una lunghezza di 250 metri, con uno spessore di 2,5 metri. Con una simile altezza, il peso della neve è pari a a 200 chili per metro cubo. E di metri cubi di neve ne sono scesi sull’albero tra 200 e i 300 mila. Una bomba gelata che è scivolata su un pendio con 35 gradi di inclinazione. Alla partenza la valanga pesava 40-60 mila tonnellate, ma precipitando a una velocità che ha raggiunto i 100 chilometri l’ora con una pressione di 50-270 Newton, ovvero come 4.000 tir a pieno carico, nei suoi due chilometri di corsa si è inngrossata fino a 120.000 tonnellate e all’arrivo, nella zona di accumulo, ha coperto un’area di 800 metri per 100 di larghezza con 300.000 metri cubi di neve: uno spesso di 4 metri, che esercita un peso di 400 chili per metro cubo. –

Sorgente: Rigopiano, si lavora per nuova apertura su fronte opposto hotel – Rai News

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