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Parlamento Europeo, chi sono i candidati alla presidenza – Corriere.it/esteri

corriere.it/esteri/ -7 candidati aspirano alla successione del tedesco, e socialista, Martin Schulz. Ma il derby, secondo i pronostici e il conto degli eurodeputati dei gruppi, è tutto tra gli italiani Tajani e Pittella  di Laura De Feudis

1. L’elezione del nuovo presidente dell’europarlamento
otazioni a scrutinio segreto per eleggere il nuovo presidente dell’europarlamento. Per decidere chi sarà il successore del socialista Martin Schulz tre scrutini a maggioranza assoluta. Se dopo le prime tre votazioni nessun candidato avrà ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi, passeranno al quarto solo i due che al terzo turno avranno ottenuto il maggior numero di voti. Ma da quando il Parlamento europeo è eletto a suffragio universale si è arrivati al quarto scrutinio soltanto una volta, nel 1982, quando fu eletto presidente il socialista olandese Pieter Dankert. I candidati sono sette: tra loro tre italiani. E tra due di loro (Tajani e Pittella), secondo i pronostici, si giocherà la partita.
2. Antonio Tajani – Ppe
Numeri alla mano parte favorito: 63 anni, Antonio Tajani, eletto con Forza Italia (partito di cui è stato uno dei fondatori) per il Partito Popolare Europeo ( che conta 217 eurodeputati), è vice presidente del Parlamento Europeo. Nato a Roma, è laureato in giurisprudenza. È stato ufficiale dell’aeronautica ed è giornalista professionista. Nel 2001 è stato candidato sindaco di Roma con la Casa delle Libertà, sconfitto al ballottaggio da Walter Veltroni) Dal 2008 al 2014 è stato Commissario europeo ai Trasporti e poi, per quasi cinque anni, all’Industria. È all’Europarlamento dal 1994. Fedelissimo di Berlusconi. «Non ho mai cambiato partito politico» è il cavallo di battaglia di Tajani.
3. Gianni Pittella – S&D
In corsa per i socialisti, 58 anni, Giovanni Saverio Furio Pittella, detto Gianni, è stato vicepresidente vicario del Parlamento europeo prima di Tajani. Sulla carta può contare sui voti della sinistra radicale, di alcuni liberali e di qualche ecologista. Laureato in medicina, nel 1994 si è candidato alle elezioni europee con il partito socialista (risultando primo dei non eletti). Entra al parlamento europeo 5 anni dopo con i Ds. Alterna l‘impegno politico in Europa con quello in Italia: nel 2013 si candida alle primarie del Pd (ma vince Renzi). La direzione del Partito gli ha consentito, con una deroga, di candidarsi per la quarta volta nel 2014 al parlamento europeo. È il primo italiano a guidare il gruppo dei socialisti all’Europarlamento. Il suo progetto sono «gli Stati Uniti d’Europa»
4. Guy Verhofstadt – Alde
Ex primo ministro belga, 63 anni, Guy Verhofstadt è balzato agli onori delle ultime cronache politiche italiane per lo sfumato accordo con il M5s, respinto dal gruppo dei liberali da lui guidato, l’Alde (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa). Il patto voleva portare nell’Alde i 17 eurodeputati grillini. Forse proprio in previsione del voto per l’elezione del presidente dell’europarlamento. Laureato in legge, figlio di un professore e di una infermiera, è stato eletto al parlamento europeo per la prima volta nel 2009, dopo essere stato primo ministro del Belgio (a guida di una coalizione di governo tra socialisti e liberali).
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