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Naufragio al largo della Libia, superstiti: “Almeno 180 morti”

Un team di psicologi e mediatori culturali di Medici Senza Frontiere ha fornito assistenza ai 38 migranti sbarcati nella notte al porto di Trapani dalla nave norvegese Siem Pilot. Fra loro anche i quattro superstiti del naufragio avvenuto il 13 gennaio al largo della Libia. Secondo i sopravvissuti sarebbero ben 180 le persone morte e disperse in mare.”Quando siamo arrivati al molo, le persone che abbiamo assistito erano molto scosse dall’orribile esperienza alla quale sono sopravvissute – ha raccontato Andrea Ciocca, coordinatore del team di primo soccorso psicologico MSF a Trapani – Un uomo ha perso la moglie nel naufragio, senza neanche poter recuperare il corpo”.

I sopravvissuti, una donna e tre uomini di origine etiope ed eritrea, hanno raccontato di essere rimasti in acqua, “in balia delle onde, per più di 11 ore prima che arrivassero i soccorsi”. Secondo i loro racconti, l’imbarcazione a due piani aveva a bordo circa 195 persone e avrebbe subito un guasto ad entrambi i motori per poi iniziare ad imbarcare acqua, fino ad affondare del tutto.

“Le centinaia di storie che abbiamo ascoltato negli ultimi mesi durante l’assistenza psicologica agli sbarchi sono di disperazione, di famiglie e vite spezzate, ma non ci abitueremo mai a questa enorme sofferenza” aggiunge il coordinatore del team di primo soccorso psicologico MSF a Trapani. Dall’inizio del 2017, già 219 persone hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Numeri che si aggiungono agli oltre 5mila morti del 2016, fino ad ora l’anno più nefasto nel Mediterraneo centrale.

Sorgente: Naufragio al largo della Libia, superstiti: “Almeno 180 morti”

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