Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Modena, ragazzo denuncia: “Apartheid all’ingresso della discoteca” – Repubblica.it

Italiano, ma di colore, racconta di essere stato invitato a usare un’entrata secondaria. Gli organizzatori: “Solo calunnie”

Una serata in discoteca con gli amici. La classica rimpatriata, per un ragazzo cresciuto nella bassa modenese e che ora vive a Londra. Una serata come qualunque altra, quella tra venerdì e sabato scorsi, se non fosse che al momento di entrare in discoteca ad Abi Zar, che contrariamente ai suoi amici ha la pelle nera, viene chiesto dai buttafuori di utilizzare un ingresso secondario. E’ il protagonista dello sgradevolissimo episodio a raccontare la vicenda sul suo profilo facebook, in un post che ben presto viene condiviso da decine di persone furibonde che denunciano l’episodio di apartheid alla modenese.

Gli organizzatori della serata negano: “Nessun intento discriminatorio”.

Teatro della vicenda è il Kyi (sigla che sta per Kill your instincts) di Baggiovara, alla periferia di Modena, per una serata organizzata dall’agenzia Mo.Ma. Scrive Abi Zar. “La notte tra venerdì 13 e sabato 14 gennaio 2017 è successo qualcosa di talmente grave che ho deciso di non ignorarla, ma di denunciarla pubblicamente. Sono tornato in Italia per una breve vacanza con l’intento di stare con la famiglia e gli amici, così in una serata come le altre ho deciso di andare a ballare in compagnia. Eravamo quattro maschi e una femmina. Il locale in questione contava due ingressi: uno vuoto dove nessuno era in fila e l’altro invece usato dai clienti. Logicamente il nostro gruppo si avvicina all’ingresso usato da tutti, ma al momento di andare a prendere il ticket il buttafuori si avvicina a noi e mettendosi davanti mi mette la mano sul petto e mi ferma: ‘devi usare l’altra entrata’. ‘Ma perché?’, chiesi con uno sguardo perplesso e incredulo. ‘Mi dispiace, è la regola’, ribatte di nuovo il buttafuori”.

“Io – prosegue il post-denuncia – sono un uomo di colore nero; però davvero, è questo ciò che sta succedendo? Mi stavano davvero dicendo di usare un’altra entrata riservata ai neri? Dopo le nostre continue domande, e le risposte standard dal buttafuori, si avvicina il ragazzo che mette i braccialetti all’entrata e gli dice ‘dai, per questa volta fallo passare’. Possibile che nel 2017 i neri abbiano un ingresso diverso dai bianchi? Assurdo, inammissibile, vergognoso. Il mio caro amico mi ha detto all’orecchio ‘io mi vergogno di essere italiano’. Ma io di che cosa mi dovevo vergognare? Sono italiano e vengo trattato come si tratta un animale?”.

Sempre su facebook arriva la replica di Mo.Ma, l’organizzazione: “Siamo sorpresi da un’accusa che non ha senso, è grave e ci offende per l’impegno professionale che mettiamo in questo lavoro e in questa organizzazione da anni, un’accusa nata probabilmente da una molto più comune incomprensione all’ingresso del locale. Ingresso che, peraltro, è gestito da persone altamente professionali”. Non “c’è nessun intento discriminatorio da parte nostra ma solo il tentativo di premiare e privilegiare i clienti più affezionati che si mettono in lista per entrare o che arrivano prima di un determinato orario. Confidiamo di poter avere un confronto più maturo con chiunque abbia avuto dei disservizi in passato e di poter lavorare insieme per risolvere eventuali incomprensioni”. Poi l’avvertimento: “Non tollereremo quelle che sono, a tutti gli effetti, delle calunnie, e in caso tornassero a ripetersi affideremo la questione al nostro legale di fiducia”.

Nel dibattito interviene in prima persona anche uno degli organizzatori, Federic Zambelli: “A mio modo di vedere qui si tratta di vittimismo puro. Chi mi conosce, come chi conosce i miei soci, sa benissimo che discriminare per il colore della pelle non è nella nostra indole di organizzatori né di credo politico… Soltanto perché sei nero non vuole dire che devi portare avanti un dibattithe per di più ha fondamenta false”.

Abi Zar tuttavia, ancora su facebook, replica che lui e i suoi amici erano tutti nella stessa condizione (per quanto riguarda liste o prenotazione tavoli) e che il proprietario del Kyi gli ha subito fatto le sue scuse e precisato che quella era una serata ‘appaltata’, dove le regole vengono fatte dagli organizzatori. E aggiunge: “Sono stato contattato da altre quarto persone che hanno subito la stessa cosa”.

Sorgente: Modena, ragazzo denuncia: “Apartheid all’ingresso della discoteca” – Repubblica.it

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.