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“Mi sputano addosso”: l’ultima confessione del pedofilo suicida in carcere all’avvocato – Repubblica.it

Era detenuto a Alessandria da tre notti: giovedì l’autopsia

“Mi hanno sputato” aveva raccontato al suo avvocato. Adesso sulla morte in cella di Antonio Marci, 64 anni, è stato aperta un’inchiesta della procura. Le indagini serviranno a stabilire come sia riuscito a togliersi la vita. L’agente della polizia penitenziaria che l’ha trovato ha cercato subito di soccorrerlo. Respirava a mala pena, era agonizzante: un sacchetto di plastica infilato in testa, stretto con lacci da scarpe. Lui era sotto le coperte, da solo, nella cella numero 9, al quarto piano, sezione B. E’ morto la sera di venerdì. Era da tre notti nel carcere di Alessandria. Tra i detenuti si parlava solo di lui: per 30 anni avrebbe abusato dei baby calciatori che allenava. Ad arrestarlo sono stati carabinieri di Alessandria grazie alla testimonianza di una delle vittime che, ormai da adulto, lo ha riconosciuto. Fino allora nessuno aveva mai immaginato, tra i dirigenti dell’Aurora calcio, per la quale ha allenato fino a un anno fa, di avere a che fare con un orco.

In carcere tutto farebbe pensare a un suicidio, ma sarà l’indagine aperta dalla procura – giovedì è prevista l’autopsia – a chiarire come sono andate esattamente le cose. Nelle sue ultime ore Marci sperava ancora di finire ai domiciliari: in ballo c’era anche la possibilità di un trasferimento in una sezione specifica del carcere di Vercelli. Dopo la cena, che in carcere viene servita molto presto, si sarebbe infilato un sacchetto di plastica in testa. Per non respirare l’avrebbe poi chiuso al collo con delle stringhe e avrebbe aspettato. Quanto sia durata la sua agonia lo stabilirà il medico legale. Quando gli agenti hanno capito quello che era successo, il suo corpo era ancora caldo. Hanno subito avvisato il 118.

I carabinieri sentiranno gli agenti di polizia penitenziaria in servizio nel giorno della morte dell’uomo e i detenuti nella stessa sezione. E’ prevista anche una perizia del nodo al sacchetto che ha chiuso la busta attorno alla testa della vittima. “Faremo tutti gli accertamenti dovuti – spiegano i carabinieri – per escludere che nella morte del detenuto ci siano state responsabilità di qualsiasi genere”.

Nel frattempo ad Alessandria sono arrivate due sorelle dalla Sardegna, ma si sono presentate direttamente dall’avvocato che seguiva il caso. Marci era nato a Villasimius il 23 marzo del 1953 e qui tornava ogni estate accompagnato da uno o più bambini. Vacanze che negli anni hanno insospettito chi gli era accanto, qualche genitore, alcuni dirigenti delle società calcistiche, ma non abbastanza da denunciare. Nella sua casa, un bilocale alla periferia

di Alessandria, nel quartiere Cristo Re, i carabinieri hanno trovato e sequestrato centinaia di foto e persino filmati di rapporti. Quando i militari dell’Arma si sono presentati a casa sua era in compagnia di un tredicenne. “Diventerai un campione” – ripeteva sempre ai suoi ragazzi per conquistarne la fiducia.

Sorgente: “Mi sputano addosso”: l’ultima confessione del pedofilo suicida in carcere all’avvocato – Repubblica.it

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