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Maltempo, il più lungo black out in Italia: da una settimana senza luce e riscaldamento settemila case – Repubblica.it

Per colpa delle nevicate erano 150mila una settimana fa. E visti i disagi, sindaci minacciano di dimettersi e  il presidente dell’Abruzzo chiede chiarimenti all’Enel sui 50 milioni di euro spesi per migliorare la rete. Nel 2003 andò il tilt il servizio elettrico di tutto il Paese: buio per 24 ore dal nord al sud, treni, tram, metrò fermi, ospedali salvi grazie ai gruppi elettrogeni

di CATERINA PASOLINI

ROMA – È il più lungo black out della storia d’Italia. Da una settimana settemila famiglie in Abruzzo vivono in case senza luce, spesso anche col riscaldamento in tilt e la neve fuori a bloccare il passo, la strada ai soccorritori, agli uomini dell’Enel che cercano di riattivare il servizio. Prigioniere del maltempo. In condizioni di vita insopportabili per colpa di un black out che per molti non accenna ancora a finire, anche se la situazione sta lentamente migliorando.

Le case al buio sono quasi tutte nella provincia di Teramo, la più bersagliata in questi giorni di forti nevicate, cinquemila si trovano in zone in cui i tecnici faticano ad arrivare, in frazioni isolate dalla tormenta. Gli altri tremila dovrebbero riavere caldo e luce i in tempi brevi, assicurano dall’Enel: sono infatti tutte nell’area di Teramo città dove c’è una cabina che non si riesce a riattivare dopo il crollo di un traliccio. Molte sarebbero poi seconde case, e quindi, non abitate.

Erano 150mila sette giorni fa le famiglie al buio, al freddo, le utenze in tilt per colpa della neve che ha abbattuto pali, spezzato le reti, mandato in tilt le cabine di controllo. Erano 39mila in provincia di Chieti,  90mila in provincia di Teramo, 23mila nelle Marche che chiamavano il numero verde 803 500 o si attaccavano a internet sul www.e-distribuzione.it.

Restano i disagi e cresce la protesta. Si affida ai social per comunicare ai cittadini il sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Giuseppe D’Ercole, che minaccia di riconsegnare la fascia al prefetto, er protestarer il sindaco di Castiglione Messer Raimondo, Giuseppe D’Ercole, che minaccia di riconsegnare la fascia al Prefetto, per protestare contro le condizioni di abbandono in cui è stato lasciato il centro montano in questi giorni di maltempo.

E’ una protesta e una richiesta di aiuto, quella di D’Ercole, che sottolinea la situazione di incredibile disagio del suo territorio: “Non è mio costume ma io in queste condizioni mi vedo costretto a riconsegnare la fascia al prefetto perché dopo 7 giorni uno Stato degno di tale nome non può lasciare i cittadini senza luce… Sono giorni che vengo preso letteralmente per il c… e a questo gioco non ci sto più. Ho un territorio martoriato gente che ha perso tutto e non si può più sopportare questa situazione senza luce…è un bene primario. Dopo 7 giorni non si possono non avere dei gruppi allacciati almeno nelle zone più popolate. – e conclude con un appello – Qualcuno ci aiuti … Fate girare più possibile”.

E i disagi fanno salire il tono della polemica che arriva ai piani alti della politica. “Enel ha il dovere di controllare: 50 milioni di investimenti effettuati nel 2016 devono dare luogo ad un’ imponente quantità di km di rete rinnovati. Questo è il dato che voglio approfondire. Ho già avvertito i vertici di Enel, lo farò appena superata l’emergenza”. Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ospite di Gerardo Greco questa mattina ad Agorà solleva dubbi sui lavori di Enel nella regione duramente colpita in questi giorni da terremoti e maltempo.

Non solo: “L’energia elettrica stamani è mancata per un’ora anche nel centro di coordinamento soccorsi del comune di Teramo. Sono pentito di non aver chiesto le dimissioni del direttore generale Enel Tamburi e dei vertici in occasione della visita di sabato scorso a Teramo. Devono andare via subito”. Così il vice presidente del Consiglio regionale Paolo Gatti, consigliere teramano di Fi. “Dopo 9 giorni di maltempo e di terremoto c’è una parte della provincia al buio – tuona ancora Gatti – e un’altra alimentata con generatori. Ci sono posti dove gli addetti non sono mai andati. E’ una vergogna”

E se questo è il più lungo black out della storia di Italia, il più intenso, che lasciò al buio tutto il paese da nord a sud, accadde il 28 settembre 2003. Alle 3.30 di notte, quando a Roma si stava tenendo la Notte Bianca e trentamila passeggeri si trovavano a bordo di treni in tutta la penisola, un gigantesco black-out lasciò tutti al buio.

Una impressionante sospensione dell’energia elettrica che coinvolse tutto il Paese fatta eccezione della Sardegna, e che durò fino alla mattina. I trasporti ferroviari si bloccarono, si bloccarono le metropolitane ed i tram, si spensero i semafori ed i lampioni. Anche gli ospedali rimasero al buio, ma per fortuna i gruppi elettrogeni di emergenza entrarono in funzione scongiurando conseguenze drammatiche per i pazienti collegati

alle macchine. 59 milioni di italiani vennero interessati dal blackout, che ebbe un impatto meno grave solo perché il 28 settembre era domenica.

Nel resto del mondo il più lungo black out è quello che avvenne nel 1998 ad Aucklan: durò ben cinque settimane.

Sorgente: Maltempo, il più lungo black out in Italia: da una settimana senza luce e riscaldamento settemila case – Repubblica.it

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