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Lucia Del Grosso » IL CONSENSO DI D’ALEMA

Butto giù le mie impressioni sull’iniziativa di oggi di D’Alema proprio nell’ordine in cui mi sono venute (ho il foglietto degli appunti) e senza alcuna pretesa di sistematicità:

  1. La politica non è immagine e un logo non è nient’altro che un logo, ma poiché sono decenni che confondiamo l’immagine con il simbolico, non dobbiamo cadere nemmeno nell’errore opposto di non preoccuparci di quello che dice al cuore un colore o una parola. Se no non si capisce perché sventolavamo tutte quelle bandiere rosse alle manifestazioni: per fare la corrida? ConSenso è scritto in campo verde e non c’è nemmeno uno schizzo di rosso. E si capisce anche perché, ma siccome ho già detto che questo non è un discorso ordinato lo dico dopo.
  2. Non è serio liquidare D’Alema con sufficienza, lo dico ai suoi detrattori da sinistra. Si può essere d’accordo o meno con la sua linea, ma è un politico che sa fare un discorso coerente, è intellettualmente onesto ed è coraggioso. E’ lui che sta suscitando burrasche nella bonaccia appena mossa da qualche borbottio in cui regna Renzi. Ci sono manovre, certo, ma tutto sottotraccia; si sollevano critiche, anche questo è vero, ma senza chiamare alla mobilitazione. Chi arma le truppe è D’Alema, onore al combattente;
  3. A proposito dell’archiviazione della battaglia referendaria tra il fronte del SI’ e quello del NO non mi trovi consenziente, D’Alema, te lo dico con stima. Io penso che quel discrimine vada mantenuto. Perché attiene a due diverse concezioni della democrazia, l’una orientata alla governabilità, l’altra alla rappresentanza. E perché il progetto del SI’ era organico a questo assetto europeo, mentre il NO era aperto alla riflessione e messa in discussione di tale ordine. Nessun progetto di ricostruzione della sinistra può rimuovere questo dissenso tra le diverse visioni alla base del SI’ e del NO. Capisco la necessità di un progetto inclusivo, ma come ha detto bene Calvi: “La missione di questo movimento, in continuità con l’ispirazione della battaglia referendaria, è soprattutto quella di coinvolgere il numero più largo di elettori e militanti del centrosinistra in uno sforzo di rinnovamento politico e culturale, anche perché siamo convinti che nei valori di libertà ed eguaglianza sanciti nella prima parte della Costituzione ci siano i fondamenti per un programma del centrosinistra”. Beh, D’Alema, lo sai anche tu che l’esplicitazione piena dei principi generali della nostra Carta richiede il dispiegamento della più ampia partecipazione democratica nei luoghi dove si decide. Chi voleva sacrificare questo metodo democratico alla governabilità non so quale contributo possa dare al rinnovamento politico e culturale.
  4. Non è un partito, ma è un movimento che per il momento rimane nel PD perché intende scalarlo al Congresso: ho capito bene? Se il Senso  dell’iniziativa è proprio questo ti dico subito, caro Massimo, che guardo con molto interesse e simpatia alla tua proposta: un conto è quando il campo che dovrebbe essere dei progressisti è ingombrato da un bullo senza senso dello Stato e per di più di destra (ma ci rendiamo conto della tragedia?!?!?), un conto è un centrosinistra dove la tua parola è forte. Quindi non mi troverai tra i critici e oppositori della tua operazione, anzi ti auguro il successo. Ma non sarò della partita. Il PD è irrecuperabile per due motivi: a) è venuto a maturazione l’equivoco che aveva contrassegnato la sua nascita, cioè il compromesso al ribasso delle culture da cui proveniva; b) la sua “connessione sentimentale” con il pezzo di popolo di cui era riferimento è così sfilacciata che non è più possibile recuperarla. Per cui il Congresso, che tu giustamente reclami, non potrà essere altro che uno spastamento di truppe da una leadership all’altra, ma senza l’apporto di passione di un’ampia partecipazione di uomini e donne. Sono scappati tutti e quei pochi che sono rimasti guardano il mondo con occhi diversi, per cui un congresso vero sulle idee non potra che essere divisivo: quale sintesi vuoi trovare con i fan del Jobs Act? Toccherà ad un altro soggetto il compito di ristabilire la connessione sentimentale, un soggetto che saprà parlare agli uomini e alle donne escliso dai fasti della globalizzazione, alle periferie ed al disagio con un progetto più preciso di quello di un generico progressismo;
  5. Per cui puoi rimettere da subito un po’ di rosso nei manifesti di ConSenso, tanto le posizioni si radicalizzeranno e forse non arriverete nemmeno al congresso. Renzi è una belva ferita e le belve ferite non sono inclini alla riflessione e all’analisi, mordono, incornano e tirano calci, prenotate il Colosseo per il congresso, sempre che arriverete a celebrarlo.
  6. Comunque, nonostante il quadro pessimista che ti ho descritto, hai il mio plauso. Hai fatto la cosa giusta: sarà probabilmente scissione e tu sei l’unico che avuto ha il fegato di averla messa all’ordine del giorno

Sorgente: Lucia Del Grosso » Blog Archive » IL CONSENSO DI D’ALEMA

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