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Lucia Del Grosso » Blog Archive » INVECE DI DARE RETTA A GRILLO ……….

E’ inspiegabile che da giorni si discuta della tremenda fesseria di Grillo a proposito della giuria popolare sull’informazione e invece sia caduta nel vuoto l’uscita di Bersani del 29 dicembre scorso su “Il Campo delle Idee”, che invece una fesseria non è. Correggetemi se sbaglio, ma non mi pare che sui social abbia suscitato un acceso dibattito e nello stato maggiore del partito neanche avesse esternato il coordinatore di circolo di Tufillo. Ma si capisce: Renzi e i petali interni ed esterni del Giglio Magico sono impegnati nel programmare il timer a Gentiloni e sul web ci si distrae in massa. Possibile che un ex segretario tiri fendenti così poderosi e nel PD si faccia finta di niente? E’ sconcertante, ma rappresenta bene lo stato di quel partito: una sigla che raccoglie un ceto politico interessato solo al governo per il governo, non al governo della società. Ed è per questo che adesso la priorità è confezionare una legge elettorale che impedisca ai populismi di entrare nelle istituzioni. Come se i populismi non continuassero ad abitare la società. Anzi, più rancorosamente, non avendo sbocco nelle istituzioni.

Bersani nel suo interessante contributo avverte di questo e nel PD la reazione è l’afasia. Una classe dirigente che ha divorziato dal pensiero.

Dove non mi convince Bersani, pur avendo apprezzato i suoi richiami?

Nel punto che rappresenta il vero nodo della sinistra europea, l’origine della sua deriva, l’archè della sua attuale natura: l’Europa.

Ma non è una lacuna solo di Bersani, tutta la sinistra distoglie lo sguardo da quel peccato mortale, tranne poche eccezioni (una di queste è Fassina) guardate con sospetto, anche fuori dal PD, anche in Sinistra Italiana.

Non è un mistero, ma è un dato storico rimosso, che nelle prime intenzioni l’unione politica doveva precedere l’unione monetaria e che la libera circolazione dei capitali dovesse seguire alla centralizzazione delle politiche monetarie e fiscali, non il contrario. Così era immaginato lo spazio politico ed economico europeo nei rapporti Werner, Jenkins, Marjolin e MacDougall. Il rapporto Delors, da cui poi sarebbe nata l’Europa che conosciamo noi, invertì questo percorso: prima la rimozione dei controlli ai movimenti di capitali e per questa via, alla fine del processo, la centralizzazione della politica economica. E’ evidente che questo non poteva non portare ad incatenare gli Stati al vincolo esterno, a assoggettarli ai diktat dei mercati: le politiche economica non sono altro che aggiustamenti ai flussi di capitali.

Lì gli Stati europei finirono in un binario stretto e persero la leva delle politiche monetarie e fiscali per rimuovere le diseguaglianze e promuovere gli interessi dei lavoratori. E lì la sinistra perse il suo spazio, il suo campo d’azione, la sua stessa ragione d’essere. Lì il riformismo, da azione graduale per introdurre passo dopo passo elementi di socialismo nella società, divenne legislazione per aderire alle supreme ragioni dei mercati.

Perciò la sinistra non può che ripartire dalla critica  di quell’errore storico, senza reticenze, rimozioni e scorciatoie. Senza illudersi che si possa rilanciare la sinistra senza affrontare quel nodo: dire che bisogna “rimettere al centro le persone”, sapendo bene che questa è l’Europa dei mercati perché pensata a Maastricht proprio per essi, è ancora esercizio di narrazione, seppure più raffinato e riflessivo dello storytelling che corre a Rignano.

Curioso che la sinistra si ribelli al pensiero unici liberista, ma non osi nemmeno prendere le distanze dal pensiero unico europeista.

Sorgente: Lucia Del Grosso » Blog Archive » INVECE DI DARE RETTA A GRILLO ……….

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