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La Spoon River dell’Hotel Rigopiano – La Stampa

Una foto aerea scattata all’indomani della tragedia: il resort Rigopiano è completamente sommerso dalla slavina.

lastampa.it/ – La Spoon River dell’Hotel Rigopiano. Il resort trasformato in tomba di ghiaccio ha inghiottito 29 persone. Il pilota, l’allenatore, l’infermiera: ecco le loro storie

maria corbi, inviata a rigopiano (pescara)

A mezzanotte, mercoledì, tutto è perduto. L’ultimo corpo senza vita. Nessuno più uscirà vivo dalle fauci del «mostro», quell’enorme cratere che rimane dell’hotel Rigopiano dopo che la slavina lo ha travolto. Ed eccolo, visto da vicino, ancora più spaventoso, immobile, crudele, una enorme cerchio colmo di detriti, alberi, ghiaccio e tanto, tanto dolore. 29 morti, 11 sopravvissuti alla furia che le macerie rivelano. Ma oggi, qui, davanti a questa enorme bara algida e abbagliante è il giorno di chi non c’è più. Lo Spoon River, il cimitero dei sogni di 29 persone. Il cimitero della felicità di chi gli ha voluto bene, di famiglie che il dolore e l’attesa hanno unito nella preghiera e nella speranza.

Il primo corpo a essere identificato è stato quello di Alessandro Giancaterino, 42 anni, che Al Rigopiano faceva il capocameriere e a Farindola aveva la famiglia, un figlio di 10 anni, la casa con i segni della sua passione più grande: l’Inter. Era collega di Gabriele D’Angelo, 30 anni, di Penne, un impegno come volontario nella Croce Rossa, che secondo la famiglia è morto per assideramento. Ma anche di Alessandro Riccetti, receptionist del resort nonostante una laurea in lingua e letteratura straniera e un master. Tutti agli ordini del proprietario Roberto Del Rosso 52 anni, che viveva per la sua creatura, ereditata da uno zio. Pensava fosse stata la sua fortuna. E invece…

Pezzi di vita che escono da questo inferno che adesso mostra tutta la sua ferocia. Fa freddo, tanto freddo, a Rigopiano, e il pensiero va chi ha resistito tanto a lungo e a chi non ce la ha fatta. Ai vigili del fuoco che hanno tentato il possibile e anche l’impossibile per salvare vite. Non ce l’hanno fatta Sebastiano e Nadia i genitori del piccolo Edoardo Di Carlo, che ha invece resistito per 40 ore sotto alla neve facendo forza a due bambini più piccoli e mangiando Nutella. I Di Carlo, di Loreto Aprutino, erano in vacanza insieme agli amici Piero Di Pietro, allenatore del Lauretum, squadra di calcio dilettanti, e Barbara Nobilio. Dovevano stare una notte sola perché il giorno dopo ci sarebbe stata la laurea della figlia.

Da lunedì sera soffiava sempre più debole il vento della speranza su questa montagna. Quando i vigili del fuoco sono riusciti finalmente a bucare il muro che separava la parte già controllata dell’hotel dalle cucine e dalla zona bar. Speravano che dietro a quel muro di cemento armato spesso 80 centimetri ci potesse essere vita, magari protetta da una stanza, un angolo, come era successo per i bambini nella sala biliardo. Ma non è andata così.

«Dietro quel muro – spiegano – c’è un ammasso di neve ghiacciata e compatta, tronchi d’albero, fango, detriti della frana e pezzi di cemento. Tutto frullato insieme».E inizia la tragica conta dei corpi.

Il mostro che cancella famiglie, trasforma figli sereni in orfani. Come Samuel Di Michelangelo, 6 anni, figlio di Domenico 41 anni, poliziotto a Chieti e Marina Serraiocco, di Osimo. «Stavo giocando a biliardo», ha detto ai suoi angeli con la divisa da vigile del fuoco mentre lo portavano via da lì, ma prima ha chiesto della mamma e del papà. È rimasto vedovo Giampaolo Matrone, pasticciere a Monterotondo, che ha perso la moglie, Valentina Cicioni, 32 anni, originaria di Mentana, infermiera nel blocco operatorio del Policlinico Gemelli di Roma. Hanno una figlia di 5 anni che avevano lasciato ai nonni per andare a festeggiare l’anniversario del loro matrimonio.

Destini incrociati, crudeli. Vite spezzate. Luana Biferi lavorava al Rigopiano, ma era una calciatrice del Pescara. Ilaria Di Biase, 22 anni, era la cuoca dell’hotel, veniva dalla Val di Sangro, poco prima del disastro aveva scritto al padre: «Vienimi a prendere ho paura».

Emanuele Bonifazi, 31 anni, di Pioraco (Macerata) era addetto alla reception, sempre un sorriso per tutti. Il padre Egidio è responsabile della protezione civile nella sua città. È toccato a lui riconoscerlo. Anche Linda Salzetta, 31 anni, lavorava in hotel, al centro benessere. Si doveva sposare a maggio e testimone sarebbe stato suo fratello Fabio, salvo perché si trovava nel locale caldaia che ha retto all’urto. E poi c’è Faye Dame, del Senegal, rifugiato, che lavorava come tuttofare e che per giorni nessuno ha cercato.

Un resort da sogno, meta di coppie che qui cercavano la conferma di una promessa, e che invece hanno trovato la fine di tutto. Marco Vagnarelli e Paola Tomassini, 25 e 24 anni, marchigiani di Castignano si erano regalati due giorni. Un break dai rispettivi lavori (lui all’Ariston, lei all’Autogrill). Claudio Baldini e Sara Angelozzi, quarantenni di Atri, la minivacanza ricevuta in regalo. Avevano disdetto ma all’ultimo minuto poi il ripensamento: si parte. Lei estetista voleva conoscere la spa del Rigopiano gestita da Marinella Colangeli insieme all’estetista Cecilia Martella: anche loro non ci sono più.

Luciano Caporale, 54 anni e Silvana Angelucci, 46 anni, facevano i parrucchieri a Castel Frentano, in provincia di Chieti e dovevano tornare a casa il giorno prima. Troppa neve, meglio aspettare. Solo una manciata di ore tra la salvezza e la morte. Sliding doors, porte che si chiudono e si aprono e basta un attimo per rimanere chiusi fuori. Marco Tanda, pilota della Ryanair, 25 anni, di Macerata e Jessica Tinari, un anno di meno, trovati vicini nella sala tv. Lei, tifosa della Juventus e impegnata in politica, faceva parte dei Giovani del Pd.

Tobia Foresta e Bianca Iudicone sono stati tra gli ultimi a essere estratti la scorsa notte dai soccorritori. Li hanno trovati l’uno vicino all’altra. Lui, dipendente dell’Agenzia delle Entrate, aveva 60 anni, mentre lei, che gestiva un negozio a Montesilvano, ne aveva 50. La grande passione di Tobia Foresta era la musica, si esibiva con una tribute band di Lucio Battisti.

E poi c’è Stefano Feniello, 28 anni, di Valva vicino Salerno, che era stato messo per sbaglio nella lista dei sopravvissuti. Il grido di gioia del padre e poi quello di dolore, quando ha capito l’errore, rimangono nella drammatica colonna sonora di questa tragedia. Stefano era qui per festeggiare il suo compleanno con la fidanzata Francesca Bronzi che si è salvata. «Illuminavo il braccio di Vincenzo con il telefonino, poi si è spento e a un certo punto non lo ho più sentito». Un silenzio di morte che ancora opprime questa valle incantata, una volta, e adesso terra degli incubi peggiori.

I VOLTI DI CHI HA PERSO LA VITA NELLA SCIAGURA DEL GRAN SASSO  

Stefano Feniello

28 anni, originario di Valva (Salerno). All’inizio era nella lista dei sopravvissuti. Salva la fidanzata Francesca Bronzi

Marco Tanda e Jessica Tinari

25 e 24 anni. Originario di Macerata ma residente a Roma, Marco era un pilota di Ryanair ed era arrivato al Rigopiano il giorno della valanga assieme alla compagna Jessica, di Lanciano. I loro corpi sono stati identificati il 25 gennaio

Claudio Baldini e Sara Angelozzi

Entrambi quarantenni, di Atri, sono stati vittime della fatalità. Quel mercoledì non dovevano essere al Rigopiano, perché avevano disdetto la prenotazione. E poi ci avevano ripensato.Inizialmente infatti i loro nomi non erano nel registro degli ospiti

Luciano Caporale e Silvana Angelucci

54 e 46 anni, la coppia lascia due figli. Dovevano ripartire il giorno prima ma avevano deciso di rimandare a causa del maltempo

Piero Di Pietro e Rosa Barbara Nobilio

54 anni lui, 51 lei. Sarebbero dovuti ripartire dal Rigopiano l’indomani per partecipare alla laurea della figlia. Di Pietro, che allenava il Lauretum, è ricordato come l’allenatore gentiluomo

Alessandro Riccetti

33 anni, originario di Terni, era uno dei receptionist dell’hotel. Era laureato  in lingue straniere

Ilaria Di Biase

22 anni, di Archi (Chieti), era la cuoca dell’hotel. Il corpo identificato una settimana dopo il disastro

Marinella Colangeli

30 anni, di Farindola, gestiva la Spa dell’albergo. Insieme a lei lavorava Cecilia Martella, non ancora identificata

Faye Dame

30 anni, senegalese, era in Italia dal 2012: aveva lo status di rifugiato e lavorava al Rigopiano come tuttofare

Luana Biferi

Di Bisenti (Teramo) lavorava all’hotel ed era calciatrice del Pescara. Aveva scritto: «Sono bloccata con 3 metri di neve»

Nadia Acconciamessa

47 anni, moglie di Sebastiano Di Carlo, morto anche lui nella tragedia del Rigopiano. Salvo il figlio Edoardo di 9 anni

Marco Vagnarelli e Paola Tomassini

44 e 46 anni. Si trovavano al Rigopiano per una vacanza di due giorni. Erano di Castignano (Ascoli Piceno). Vagnarelli era un dipendente dell’Ariston, mentre la sua compagna lavorava per la società Autogrill

Alessandro Giancaterino

42 anni, era il maître dell’hotel. Il suo corpo è stato tra i primi ad essere estratti dalle macerie

Tobia Foresta e Bianca Iudicone

I corpi dei due coniugi di 60 e 50 anni, sono stati tra gli ultimi ad essere identificati. Tobia era nato a Cosenza. Li hanno trovati l’uno accanto all’altra

Gabriele D’Angelo

31 anni, era un cameriere dell’hotel. Da molti anni volontario della Croce Rossa. Sarebbe morto assiderato

Roberto Del Rosso

Roberto Del Rosso (a sinistra), amministratore del Rigopiano. Lo scatto è stato pubblicato sul profilo Instagram dal tecnico del Pescara Massimo Oddo (in foto, a destra) che ha voluto ricordare così l’amico scomparso nella tragedia

Linda Salzetta

31 anni, lavorava al centro benessere dell’hotel. Fabio, suo fratello, si è salvato perché era fuori dal resort

Valentina Cicioni

32 anni, era infermiera del Policlinico Gemelli di Roma. Il marito Giampaolo Matrone è rimasto ferito nella tragedia

Emanuele Bonifazi

31 anni, da 4 era l’addetto alla reception dell’hotel. I clienti lo descrivevano come «un vulcano di simpatia»

Slavina a Rigopiano, i nomi di chi c’era nell’hotel . Il superstite: “Io salvo, la mia famiglia là sotto”

Sorgente: La Spoon River dell’Hotel Rigopiano – La Stampa

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