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La sera del 15 gennaio 1919, verso le 9 …

 

La sera del 15 Gennaio 1919 verso le nove Karl Liebknecht, rampollo di Wilhelm, uno dei fondatori della socialdemocrazia tedesca nel 1875, e Rosa Luxembourg, entrambi dirigenti del Partito Comunista Tedesco-Lega di Spartaco, vennero arrestati insieme a Wilhelm Pieck nel loro ultimo rifugio berlinese, in Wilmersdorf-Mannheimer Strasse 53- da un drappello di soldati sotto il comando del sottotenente Lindner e dell’albergatore Mehring, membro del consiglio dei cittadini di Wilmersdorf, i quali erano tutti facenti parte dei famigerati Freikorps, le squadre paramilitari controrivoluzionarie guidate dal Ministro tedesco della Difesa, il socialdemocratico di destra Gustav Noske.

Gli arrestati dapprima dettero delle false generalità, ma vennero comunque segnalati da una spia che aveva saputo conquistare la fiducia di Liebknecht. Quest’ultimo venne inizialmente portato al quartier generale del consiglio dei cittadini e poi all’hotel Eden.
Qui fu presto raggiunto da Rosa Luxembourg e da Pieck accompagnati da una grossa scorta militare.

All’hotel Eden l’assassinio di Rosa Luxembourg e di Karl Liebknecht era già stato deciso e organizzato sotto il comando del capitano Pabst.
Al suo arrivo Liebknecht ricevette due colpi alla testa con il calcio di un fucile. Le bende necessarie gli vennero rifiutate.

Rosa Luxembourg e Wilhelm Pieck vennero invece accolti volgarmente e plebeiamente, con grida selvagge e con insulti disgustosi. Pieck restò a lungo in un angolo di un corridoio sotto sorveglianza e, per sfuggire ad ogni possibile pericolo immediato, chiese di fare una dichiarazione ufficiale. Si trattava di bugie destinate a raggirare gli inquisitori.
Egli venne pertanto messo sotto custodia militare ma con un colpo fortunoso riuscì in quella stessa ferale notte a dileguarsi.

La Luxembourg e Liebknecht, invece, vennero trascinati dal capitano Pabst con la scusa di un “interrogatorio”. Dopo poco, la soldataglia avvinse Liebknecht. Mentre abbandonava l’albergo, egli venne abbattuto a colpi di calcio di fucile dal soldato Runge. Poi venne trasportato in un’automobile su cui salirono il luogotenente capitano Horst von Pflugk-Harttung, il capitano Heinz von Pflugk-Harttung, i sottotenenti Liepmann, von Ritgen, Stiege, Schultz ed il soldato Friedrich, tutti appartenenti al corpo di Pabst.
Essi avevano l’ordine, in apparenza, di trasferire i prigionieri nel carcere giudiziario di Moabit. Presso il Neuer See nel Tiergarten, in un luogo poco illuminato, la macchina ebbe, a quanto fu detto, una panne.

Liebknecht, semisvenuto, venne trascinato fuori dalla macchina e, scortato da sei uomini tutti armati di pistola senza la sicura e di granate a mano, venne portato un poco più in là. Dopo pochi passi, col pretesto che avesse cercato di fuggire, il rivoluzionario venne liquidato sul posto.
Dopodichè la macchina fu di nuovo in grado di funzionare. Il cadavere del comunista venne portato ad un pronto soccorso e consegnato come cadavere di uno “sconosciuto”.

Poco dopo Liebknecht, Rosa Luxembourg venne condotta fuori dall’albergo dal tenente Vogel. Davanti all’uscita aspettava Runge, non ancora sazio, il quale aveva avuto dai tenenti Vogel e Pflugk-Harttung il comando di abbattere Rosa Luxembourg: con due colpi di calcio di fucile le fracassò il cranio.

Più morta che viva, la rivoluzionaria venne gettata su una macchina. Alcuni ufficiali balzarono sull’automezzo. Uno di essi la colpì ancora e reiteratamente con il calcio del fucile. Infine il tenente Vogel la uccise con un colpo di pistola al cervello.

Soltanto in questo modo la borghesia potè far cessare gli intensi palpiti del cuore generoso di quella donna, che aveva dedicata l’intera sua esistenza alla lotta per l’abbattimento del dominio capitalistico.
Il suo cadavere venne portato al Tiergarten e qui, per ordine di Vogel, venne gettata dal ponte Liechtenstein nel canale Landwehr. Soltanto nel Maggio 1919 esso ricomparve a riva.

 

 

 

 

 

 

sorgente:http://face book – contro la disinformazione

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