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La nonviolenza degli antenati – nigrizia.it

nigrizia.it – La nonviolenza degli antenati – di Elianna Baldi

Nel villaggio di Wanamboko, sulla riva destra del fiume Bombolet, vivevano i nostri alleati, il popolo degli zanga. Erano i peggiori nemici del nostro popolo, i gappa, prima di diventare i nostri migliori alleati.

Eravamo sempre in guerra, una guerra atroce che provocava disastri da entrambe le parti. Le vedove aumentavano molto rapidamente e gli uomini forti diminuivano altrettanto rapidamente. Tutte le occasioni erano buone per innescare nuove carneficine.

Le vedove e le altre donne delle due tribù si misero d’accordo, all’insaputa dei loro mariti, e decisero di mettere fine a queste stupide guerre, dispensatrici di desolazioni e senza vantaggio per nessuna delle due parti.

Quando si presentò una nuova occasione di conflitto, le donne elaborarono rapidamente il loro piano. All’alba del giorno stabilito per la battaglia, tutte le donne dei due campi, accompagnate dai loro bambini, precedettero i loro mariti sul luogo previsto per il combattimento, e i loro figli si misero a giocare insieme.

Alla vista di questo spettacolo insolito per un campo di battaglia, i guerrieri rimasero stupefatti. I capi delle due tribù ordinarono alle donne di andarsene immediatamente. Come risposta, le donne e i bambini si misero seduti. Un momento dopo, la più anziana si alzò e, accompagnata da due bambini piccoli, maschio e femmina delle due tribù, andò a mettersi tra i due eserciti e cominciò a parlare con voce chiara e forte: «Siamo felici, noi le donne, di versare il nostro sangue all’alba della vita, perché perpetuiamo questa vita. Ora le lacrime hanno un gusto amaro a causa vostra, uomini. Voi sopprimete freddamente la vita, perché non ne conoscete il prezzo.

Voi tutti, uomini qui riuniti, armati, pronti a distruggervi, siete usciti dal nostro corpo, vi siete nutriti del nostro latte, siete cresciuti circondati dall’amore e dal calore di una madre. Oggi noi, le donne, ne abbiamo abbastanza di vedervi uccidere o morire, solamente per saziare il vostro orgoglio e le vostre ambizioni. Oggi noi, le madri, con i più giovani dei vostri figli, consegniamo i vostri corpi alle vostre armi omicide. Dovrete eleminarci tutti, prima di uccidervi tra voi».

Trascorse un lungo momento di silenzio, senza che nessuna delle due parti prendesse una decisione. Stanca di aspettare, la donna chiamò i due capi-tribù per nome e li invitò ad avvicinarsi.

Esitanti, avanzarono seguiti dai loro eserciti. La donna ordinò ai due di deporre le armi ai suoi piedi. Nessuno reagì. La donna allora andò verso il capo della propria tribù, lo disarmò senza ottenere resistenza. Poi fece lo stesso con l’altro capo. I guerrieri la guardavano sconcertati.

Prese allora i due bambini, e con un coltello fece una piccola incisione sui loro polsi, raccolse qualche goccia di sangue nel palmo della sua mano e lo mescolò. Quindi, avvicinatasi ai capi, mise sulla loro lingua il sangue dei piccoli. Fece lo stesso con i bambini, unendo i loro polsi sul punto della ferita affinché il loro sangue si mescolasse.

Disse ancora: «Capi delle tribù gappa e zanga, avete appena concluso un patto di non aggressione e sigillato col sangue un’alleanza eterna. Chiunque infrangerà questa alleanza attirerà sulla propria tribù le peggiori calamità mai viste sotto il sole. Con questo atto, avete affermato davanti a tutti che i bambini qui presenti sono sacri e appartengono alle due tribù. La guerra e il suo corteo di miserie devono sparire per sempre e lasciar posto all’amore, ai matrimoni, alla procreazione e alla continuazione della vita».

Sorgente: La nonviolenza degli antenati – nigrizia.it

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