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La neve e noi, ovvero: il problema non è il meteo, ma chi ci lucra sopra

EX OPG OCCUPATO – JE SO’ PAZZO

Com’è possibile che una nevicata, per quanto abbondante e duratura, lasci centinaia di migliaia di persone senza acqua, corrente elettrica, immobilizzate in casa?

300.000 persone, in Abruzzo, sono rimaste senza corrente elettrica, e i responsabili comunicazione di e-distribuzione (ENEL) e Terna imputano il disagio al carattere straordinario di un evento meteorologico che, in queste dimensioni, non accadeva dal lontano… 2012!

Nevica sui paesi del cratere del terremoto di Agosto e ci accorgiamo che nessuno aveva pensato ad un piano per mettere in sicurezza le – poche – persone ancora residenti in zone periferiche e per sgomberare rapidamente le principali strade di collegamento.
Nevica in Molise e ci accorgiamo che il sedicente Piano Neve delle Ferrovie dello Stato consiste nel sostituire i treni con… autobus, privati, a noleggio, senza alcuna sicurezza relativa alla manutenzione e con le strade ancora parzialmente coperte di ghiaccio.

Ma com’è possibile che una nevicata, per quanto abbondante e duratura, lasci decine di migliaia di persone senza acqua, corrente elettrica, immobilizzate in casa?

Il 15 Giugno del 2016, sei mesi fa, il sindacato ORSA abbandonava il tavolo di confronto con RFI (Rete Ferroviaria Italiana) sulla riorganizzazione della manutenzione. I motivi: tagli al personale, assunzioni promesse e mai effettuate, turni di reperibilità massacranti, razionalizzazione (leggi: chiusura) delle direzioni territoriali, riduzione dei Nuclei Manutentivi.

Pochi mesi fa, a fine anno, il nuovo A.D. di Trenitalia annunciava roboante il piano decennale di investimenti, il 70% dei quali previsto per mettere in piedi una flotta di bus, BusItalia, per competere con i privati sul trasporto su gomma.

I treni non partono perché c’è troppa neve? Falso! I treni, al contrario, sono sempre stati gli ultimi a fermarsi: se non partono è perché non ci sono mezzi e personale per liberare i binari, e sempre meno ce ne saranno in futuro.

300.000 persone restano senza corrente perché siamo di fronte ad un evento eccezionale? Falso! Restano senza corrente perché ENEL ha fatto da tempo la ristrutturazione della sua rete, smantellando i presidi sul territorio.

Intanto si scopre che l’Hotel Rigopiano, sommerso da una slavina, era al centro di un’inchiesta per abuso edilizio, finita con assoluzioni perché il collegamento tra la sanatoria che lo mise a norma e il presunto scambio di favori non fu provato.

Mentre scriviamo, il bilancio di una somma di eventi prevedibili e annunciati è di 4 morti e 25 feriti, ma temiamo che alla fine saranno di più, senza contare i restanti disagi alla vita quotidiana, alla produzione e quindi anche alla tenuta economica di queste zone.

Il problema è che i padroni, privati o pubblici che siano, adorano la catastrofe, perché con la catastrofe si ride e si mangia, come l’Aquila tristemente insegna.

Non c’è prevenzione, non c’è pianificazione, perché si guadagna poco: di fronte a infrastrutture inadatte e fatiscenti, mezzi di soccorso insufficienti e inadeguati, l’unica idea che viene in mente a padroni e governanti a corto di tutto è di mandare gli immigrati a spalare “volontariamente” la neve, come è successo a Campobasso, per permetterci di guardare allo specchio e farci dire quanto cazzo siamo buoni e generosi.

A noi tutto questo non piace. Ci piacciono i fratelli immigrati che lavorano se, dove e quando vogliono, pagati, e non ricattati per ottenere l’asilo; ci piace la programmazione, il controllo popolare su chi deve fare cosa, quando, come; ci piace la manutenzione ordinaria, che lascia a bocca asciutta l’ad di Ferrovie o di ENEL e fa mangiare migliaia di giovani senza lavoro.

Noi sappiamo che cosa fare: dal lavoro delle Brigate di Solidarietà Attiva sui luoghi del terremoto, all’organizzazione dell’accoglienza contro il freddo, ogni volta che le classi popolari si mobilitano in modo solidale dimostrano di non aver bisogno di padroni.
Non lasciamoci fregare, non smettiamo di denunciare mentre pratichiamo solidarietà: il vero disastro non è la neve (il terremoto, il freddo…) ma chi fa in modo che disastro sia!

Sorgente: La neve e noi, ovvero: il problema non è il meteo, ma chi ci lucra sopra

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