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La linea di Gentiloni: “Avanti con dignità, ma niente barricate” – La Stampa

lastampa.it – La linea di Gentiloni: “Avanti con dignità, ma niente barricate”Il premier non brigherà per arrivare al 2018. Al netto delle dietrologie, Gentiloni e Renzi si parlano, si scambiano informazioni, continuano a collaborare senza apparenti riserve

fabio martini
roma

Nel suo studio al piano nobile di Palazzo Chigi Paolo Gentiloni non sgualcisce il suo aplomb neppure davanti all’accelerazione verso le elezioni impressa dalla Consulta. Dice il presidente del Consiglio: «Il lavoro da fare non manca, continueremo a farlo come se non avessimo una scadenza a breve termine, ma è del tutto pacifico che non sono io a decidere la durata del governo, perché ci rimetteremo alle decisioni del Parlamento, qualunque esse siano». E dunque, decide la maggioranza. Come sempre, nella storia della Repubblica. Con la differenza che stavolta il presidente del Consiglio non intende muover foglia per poter restare. Una novità non da poco.

 Ma un eventuale scioglimento anticipato delle Camere, da 48 ore lo scenario più probabile, non sarà una passeggiata. E poiché si passerà comunque attraverso quattro sponde, Pd-governo-Parlamento-Quirinale, a Palazzo Chigi escludono «qualsiasi coinvolgimento» dell’esecutivo nella «cottura» della nuova legge elettorale, anche se nessuno può scartare la necessità di una futura tessitura tra presidente del Consiglio e Capo dello Stato nel momento in cui si dovesse arrivare al «dunque». Ma intanto il primo messaggio, sia pure indiretto, il governo lo ha già dato: in queste ore i ministri si sono tenuti a distanza dalla questione-elezioni, a conferma che nella partita politica che sta per aprirsi – soprattutto fuori il Parlamento – l’esecutivo intende restar fuori.

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E d’altra parte Matteo Renzi – al di là della sua naturale sospettosità verso tutti, sa che Paolo Gentiloni rispetterà il patto che lo ha portato a palazzo Chigi, sa che il presidente del Consiglio non brigherà per restare, sa che non cercherà assi o intese sotterranee a dispetto del leader del Pd. Nelle ore decisive della scelta del suo successore a Palazzo Chigi, Renzi preferì Gentiloni ad altri (Padoan, Delrio) per una ragione per lui decisiva: la certezza di trovarlo leale nel momento della stretta decisiva, quando si valuterà se si debbano sciogliere o meno le Camere.

Certo, quel che conta sono i comportamenti pubblici, mentre quel che i due amici pensano nella sfera più intima per il momento sembra aver una scarsa incidenza. Si racconta che Renzi resti diffidente nei confronti di ogni espressione che esca da esponenti del governo e che il segretario del Pd tende ad interpretare come volontà di far proseguire l’attività dell’esecutivo. Al netto delle dietrologie, i due si parlano, si scambiano informazioni e continuano a collaborare senza apparenti riserve.

Per parte sua Gentiloni ha deciso di vivere l’inattesa stagione a palazzo Chigi, come dice lui, col massimo della «dignità» possibile. Nella cura nella preparazione dei provvedimenti e nello stile di governo. Nell’ultimo Consiglio dei ministri, i suoi colleghi sono rimasti spiazzati quando ha chiesto a tutti cosa pensassero su una misura che riguardava la scuola elementare. Collegialità ma anche valorizzazione delle competenze di ognuno, una discontinuità forte rispetto a Renzi.

Dopo i piani operativi emersi nelle scorse settimane (migranti, nuovi livelli di assistenza pubblica), i decreti (Mps, Abruzzo), il presidente del Consiglio sta preparando nuove carte e nuovi dossier. Di nuovo banche, di nuovo confronto con l’Europa («di correzione alla manovra non si parla, semmai possiamo toccare il Def»), forse un decreto-bis sul terremoto. E quel reddito di inclusione che sarà la prima impronta tutta del nuovo governo.

Ma c’è un altro fronte sul quale Gentiloni sta segnando una discontinuità rispetto al precedente governo: nei rapporti con le personalità più rilevanti della stagione dell’Ulivo. Giorni fa si è incontrato con Romano Prodi e con una certa frequenza si parla con Arturo Parisi che di quella esperienza politica è stato l’«ideologo». Oggi Gentiloni sarà a Madrid dove incontrerà il primo ministro spagnolo Rajoy, mentre domani parteciperà al vertice dei Paesi mediterranei nel segno dell’anti-austerity, promotore il primo ministro greco Alexis Tsipras.

Renzi accelera sulle elezioni, carlo bertini

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Sorgente: La linea di Gentiloni: “Avanti con dignità, ma niente barricate” – La Stampa

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