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La crepa nel gruppo M5S di Bruxelles: due lasciano. In tanti chiedono la testa di Borrelli ma i vertici dicono ‘no’

Riunioni di dodici ore al giorno. Permanenti. Come mai era successo prima d’ora. Nelle stanze del Movimento 5 Stelle di Bruxelles si fa di tutto per risanare la crepa che ormai si è aperta nel gruppo degli europarlamentari. Ma sarà difficile. Per la prima volta, il mondo pentastellato che siede al Parlamento europeo ha fatto i conti con faide interne, riunioni infuocate e addii. Ad abbandonare, per adesso, sono stati in due: Marco Affronte, che ha aderito al gruppo dei Verdi, e Marco Zanni, il quale dovrebbe avvicinarsi alla Lega Nord. Quanto è successo però potrebbe essere solo l’inizio della slavina, al momento contenuta rispetto a ciò che sarebbe potuto succedere dopo che domenica scorsa Beppe Grillo, a sorpresa, ha messo ai voti l’uscita dal gruppo Efdd per aderire all’Alde, la compagine più europeista che c’è in Ue. Su diciassette eurodeputati altri due questa mattina erano intenzionati a lasciare il Movimento, salvo poi ripensarci in extremis.

Al di là di chi andrà via e di chi resterà, nel gruppo pentastellato c’è una rivolta in atto. Molti eurodeputati, con il sostegno anche dei parlamentari nazionali, hanno chiesto a Beppe Grillo e a Davide Casaleggio la cacciata dal gruppo di David Borrelli, colui che ha curato la trattativa con Alde. Trattiva che alla fine si è rivelata disastrosa in quanto la compagine guidata da Guy Verhofstadt si è tirata indietro dando il benservito al Movimento nonostante quest’ultimo avesse già chiesto il voto alla Rete. Per esempio il riferimento a Borrelli, nelle parole di Tamburrano, è chiaro: “Hanno preparato un accordo schifoso sulla testa della maggioranza di noi Portavoce (di chi?) Europei facendo piombare una domenica mattina una votazione farlocca prendendo per i fondelli noi, decine di migliaia di iscritti, milioni di elettori e lo stesso Beppe Grillo. Chi crede ad altro, è o in cattiva fede o semplicemente un ‘webeta’”. Tra le righe non c’è solo Borrelli, ma anche l’advisor Francesco Calazzo, che insieme a lui ha curato la trattativa con Alde e che nel pre-accordo ha fatto mettere per iscritto che una parte dello staff pentastellato sarebbe andato a lavorare con il nuovo gruppo.

Nei fatti il malumore è evidente e nel corso delle riunioni senza fine in tanti hanno attaccato Borrelli, da sempre considerato uomo vicino alla Casaleggio associati ed è per questo che nel mirino è finito anche Davide Casaleggio. Tuttavia da Milano è arrivato lo stop alla cacciata del regista dell’accordo fallito ed è per questo che Tamburrano e Daniela Aiuto hanno meditato di lasciare il Movimento. Infatti il dato che Borrelli non sarà più copresidente del gruppo Efdd non è bastato a calmare i grillini in rivolta. Alla fine però, i colleghi del gruppo hanno invitato i due a desistere, ma di certo Aiuto era a un passo dall’addio. Tanto che aveva già chiesto ai Verdi di aderire al loro gruppo, che si è riunito votando a favore del suo ingresso. Insomma, l’ennesimo pasticcio grillino dal momento che pochi minuti dopo il voto Aiuto ci ha ripensato: “Io sto bene qui. Si sta facendo molta confusione”. Anche Tamburrano ha smorzato i toni: “Crisi finalmente verso risoluzione. Grazie per avermi sostenuto in queste lunghissime e durissime giornate”, ha scritto su Facebook aggiungendo che “abbiamo avuto morti e feriti, perdite importanti che rattristano e fanno male, e speriamo di risanare e tornare finalmente a lavorare”.

Nel gruppo malmesso si aprono a questo punto diverse questioni giuridiche. A cominciare dalla multa di 250mila euro che, secondo Beppe Grillo, Affronte – e non solo lui – dovrebbe pagare per “gravi inadempienze” rispetto al codice di comportamento del Movimento firmato da tutti gli eurodeputati. Soldi che, per il garante dei Cinquestelle, andrebbero ai terremotati. Ma proprio questo contratto potrebbe essere nullo in quanto, con una scrittura privata, viola un caposaldo del diritto italiano ed europeo quale il divieto di vincolo di mandato. Lo stesso vale per il contratto siglato dalla sindaca Virginia Raggi, su cui ha presentato ricorso l’avvocato iscritto al Pd Venerando Monello per accertare l’eleggibilità della candidata 5Stelle. La sentenza del tribunale di Roma è attesa a giorni. Da Bruxelles alla Capitale le spaccature sono tante.

Sorgente: La crepa nel gruppo M5S di Bruxelles: due lasciano. In tanti chiedono la testa di Borrelli ma i vertici dicono ‘no’

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