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Italia nel gelo, flop prevenzione Pochi spazzaneve, niente risorse | Il Mattino

Michele Emiliano, governatore pugliese che ha postato sui social anche un suo cellulare per i cittadini bloccati dalle tormente e dal gelo, ammette che «è difficile prendersela con i sindaci del Sud. Certo, se ognuno di loro avesse comprato uno spazzaneve, ora il Mezzogiorno non sarebbe bloccato. Ma se l’avessero fatto li avremmo denunciati alla Corte dei Conti, per primo io avrei gridato allo spreco. Perché io la neve sulla spiaggia di Porto Cesareo o di Gallipoli non la ricordo. Come non ho memoria qui, nel centro di Bari, dei ghiaccioloni alle ringhiere delle case. Io, personalmente, li ho visti soltanto a Roccaraso, che come dice Checco Zalone è il luogo per antonomasia più freddo per i pugliesi».

Alessandro Bianchi, ex ministro dei Trasporti del governo Prodi ed esperto di mobilità, dice che «quello delle infrastrutture nel Mezzogiorno è un problema che non si propone tutto soltanto d’inverno, perché il deficit di strade, autostrade, aeroporti e ferrovie, e con queste la loro manutenzione, è insostenibile tutto l’anno». Ma proprio chi ha affollato le località sciistiche abruzzesi come Roccaraso sta facendo non poca fatica in queste ore per tornare a casa con la fine delle festività. Perché con le temperature eccezionalmente sotto lo zero il Sud è andato tilt: autostrade interdette ai Tir, code sulle strade statali, aeroporti (come quelli di Bari o Pescara) chiusi, treni a rilento o grandi centri come Altamura, che è a 500 metri d’altitudine, isolati per la neve.

Emblematico proprio cos’è successo in Abruzzo: i locali gestori hanno interdetto ai Tir la circolazione sulle autostrade locali A14 e A25, ma i mezzi pesanti hanno virato verso la statale Adriatica nord o la Tiburtina, creando non pochi problemi alla circolazione di strade che vengono usati anche dai cittadini. Andando più giù, verso la Puglia, sulle statali 96 e 100, sono rimasti bloccati persino i mezzi di soccorso. Tutti i soggetti interessati – gestori autostradali e stradali, società di trasporto, protezione civile, prefetture, enti locali hanno approntato appositi i piani neve. Ma servono a poco di fronte al combinato disposto tra poche risorse e la scarsa esperienza sul versante della neve.

Autostrade per l’Italia, che sui tratti ghiacciati utilizza anche un cloruro di calcio che lavora meglio alle bassissime temperature, spende soltanto per il sale circa dieci milioni di euro e su duemila mezzi. E nelle ultime ore ha aumentato mezzi e personale sui tronchi del Centrosud, dove operano di solito per la neve 1.500 addetti e 600 tra spazzaneve e spargisale. Il tutto per 3mila chilometri di asfalto. Invece l’Anas, per oltre 300mila, deve affidarsi ai 420 milioni destinati a tutta la rete delle statali. Senza contare che spesso deve anche intervenire sulle provinciali, con le Province che dopo i tagli seguiti alla legge Delrio e alle ultime manovre si sono ritrovati con circa 600 milioni in meno per la manutenzione di strade e scuole. Anche per questo il gestore, che ieri ha smentito gli amministratori dell’Abruzzo dall’accusa di non aver messo il sale sulle strade prese d’assalto dai Tir, ha chiesto di portare al 40 per cento le risorse destinate alla manutenzione e di assumere circa quasi mille addetti.

Sorgente: Italia nel gelo, flop prevenzione Pochi spazzaneve, niente risorse | Il Mattino

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