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Il re bussa alla porta dell’Ua – nigrizia.it

Foto: re Mohammed VI a Kigali con il presidente rwandese Paul Kagame

nigrizia.it/ – MaroccoIl re bussa alla porta dell’Ua. Trent’anni dopo aver abbandonato l’Unione africana, contestando la presenza nell’organismo della repubblica del Sahara Occidentale, Mohammed VI chiede che il Marocco rientri in gioco. E pretende di sloggiare i saharawi.  – di Luciano Ardesi

Mohammed VI, re del Marocco, ha presieduto ieri a Marrakech il Consiglio dei ministri per approvare la legge di ratifica della Carta costitutiva dell’Unione africana (Ua) e consentire l’ingresso del paese nell’organizzazione panafricana in occasione del prossimo vertice che si terrà a fine gennaio a Addis Abeba, e che dovrà eleggere la nuova presidenza della Commissione.

Intanto a tre mesi dalle elezioni dello scorso ottobre, il primo ministro designato, Benkirane, non è ancora riuscito a formare il nuovo governo, e il parlamento, che dovrebbe approvare il testo licenziato dal Consiglio dei ministri di ieri, non ha cominciato a funzionare.

Quando è stata fondata l’Ua, nel luglio 2000, il Marocco non aveva aderito all’organizzazione internazionale a causa della presenza della Rasd, la repubblica del Sahara Occidentale proclamata nel 1976 dal Fronte Polisario e ammessa nell’Organizzazione dell’unità africana (Oua), di cui l’Unione Africana è l’erede diretta. Nel luglio 2016, in occasione del vertice di Kigali (Rwanda), Mohammed VI aveva inviato all’Ua un messaggio esprimendo la volontà di entrare a far parte dell’organizzazione. Il Marocco aveva infatti abbandonato l’Oua nel novembre 1984 dopo l’ammissione della Rasd.

Si tratta di una svolta rispetto alla politica di Hassan II, il padre dell’attuale monarca. Negli ultimi anni l’Ua ha preso più volte posizione contro l’occupazione marocchina del Sahara Occidentale. Paesi di peso come Sudafrica e Nigeria non solo riconoscono ufficialmente la Rasd ma conducono una politica attiva per la soluzione del conflitto che oppone il Marocco al Polisario.

Mohammed VI ha dunque preso atto del fallimento della politica della “sedia vuota”, anche tenuto conto dell’interesse di Rabat a rafforzare le relazioni economiche con i paesi africani. In settembre il Marocco ha ufficialmente fatto domanda di adesione all’Ua. Da un punto di vista procedurale non vi sono ostacoli, ma il Marocco intende giocare la sua partita con l’obiettivo della contemporanea esclusione della Rasd, che il re qualifica come uno «pseudo-stato». Una tale eventualità però non è neppure contemplata dalla Carta dell’Ua, che prevede solo la sospensione della partecipazione del governo di un paese in caso di presa del potere con mezzi anticostituzionali.

Intanto da mesi Marocco e Rasd conducono un intenso lavoro diplomatico, non senza colpi di scena. Il presidente della Rasd, Brahim Ghali, è stato ricevuto ieri dal presidente dello Zambia, a distanza di sei mesi dall’annuncio del ritiro del riconoscimento ufficiale della Rasd da parte di Lusaka.

Il Marocco intende condurre una battaglia che porti a un congelamento di fatto della partecipazione sahrawi all’Ua e alla condanna dei “separatisti” del Polisario. Rabat continua infatti a pretendere che il Sahara Occidentale faccia parte storicamente del Regno del Marocco, nonostante l’avviso contrario della Corte di giustizia dell’Aia (1975), e la disposizione della Carta dell’Ua che impone ai suoi membri “il rispetto delle frontiere esistenti al momento dell’accessione all’indipendenza”. Non sono pochi i governi che temono l’avvio di una guerriglia politica all’interno dell’Ua, che ne minerebbe l’unità.

Sorgente: Il re bussa alla porta dell’Ua – nigrizia.it

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