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Guerre e politica estera, mentre tutto cambia l’Italia che fa? L’appello al Governo di Unicef e Rete Romana di solidarietà con il popolo palestinese su Iraq e M.O. – ControLaCrisi.org

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controlacrisi.org – Guerre e politica estera, mentre tutto cambia l’Italia che fa? L’appello al Governo di Unicef e Rete Romana di solidarietà con il popolo palestinese su Iraq e M.O.  – Autore: fabio sebastiani

Si terrà a Parigi il 15 gennaio una conferenza internazionale per la pace in Medio Oriente cui sono stati invitati oltre 70 Stati. È la quarta iniziativa internazionale, dopo la Risoluzione dell’Unesco, quella del Consiglio di Sicurezza dell’Onu e l’apertura – che avverrà il 13 – dell’Ambasciata Palestinese presso la Città del Vaticano, che nel giro di brevissimo tempo riporta sulla scena politica la questione del conflitto che oppone lo Stato Israeliano al Popolo Palestinese.

C’è in ballo, infatti, l’iniziativa francese che caldeggerà la ripresa dei negoziati tra le due parti sotto l’egida internazionale dal momento che, per l’enorme disparità di forze e quindi di potere negoziale, sarebbe impossibile che negoziati bilaterali portassero ad una parvenza di pace.Il quadro internazionale si va via via stratificando di problemi irrisolti, oramai da tempo. E se a questo si aggiunge che ad essere interessato non è solo il Mediterraneo ma anche l’Europa.

Proprio ieri sono arrivati in Polonia i primi soldati americano del contingente Nato schierato per “mettere paura” a Putin dopo la vicenda Ucraina/Crimea. Nel momento in cui parte a Parigi la conferenza internazionale sul M.O. non aiuta certo.

Uno dei presupposti della conferenza è senza dubbio il fatto che mentre sulla Siria si può almeno tirare il fiato lo scenario internazionale propone un riequilibrio del ruolo di Mosca e un forte cambiamento, dagli esiti tutti da esplorare, della politica degli Usa. Insomma, c’è da cogliere la palla al balzo.

In questi giorni due distinte organizzazioni hanno lanciato un appello al Governo italiano per un ruolo di pace maggiormente attivo. Il primo appello, quello della La Rete Romana di solidarietà con il Popolo Palestinese, riguarda appunto il Medio Oriente e l’altro, quello di Unicef Italia sottolinea la drammaticità della condizione umanitaria in Iraq.

Per la Rete, che si è rivolta al presidente del Consiglio Gentiloni, è giunto il momento di “domandarsi, anzi per domandare a Lei, signor Presidente, se l’Italia parteciperà alla Conferenza, a quale livello di rappresentatività e con quale posizione. Israele, a quel che viene riferito dagli organi di informazione, è contrario alla Conferenza, addirittura la considera un ostacolo alla pace, che sarebbe raggiungibile, secondo il suo punto di vista, unicamente attraverso colloqui bilaterali, da iniziarsi senza condizioni. Cioè senza il preventivo impegno israeliano a interrompere le costruzioni di nuove colonie in Cisgiordania e di nuove case in Gerusalemme Est.

Come se farlo fosse un diritto dello Stato Israeliano e non una violazione gravissima del Diritto Internazionale! È evidente la pretestuosità della condizione. Qual è la posizione dell’Italia a questo riguardo?”

L’altro appello è firmato da Unicef Italia ed è rivolto a Gentiloni ed Alfano, “affinche’ l’Italia ponga al centro della sua azione internazionale anche la situazione in Iraq divenuta urgente al pari di altri teatri di guerra in corso in questo momento”.

“A Mosul e in Iraq e’ in corso una grave emergenza umanitaria con cifre impressionanti”, dichiara Andrea Iacomini, il portavoce dell’organizzazione Onu. “Ad oggi sono 109 mila le persone sfollate da Mosul di cui 52 mila bambini.

L’80 per cento degli sfollati sono stati accolti in campi a nord e sud di Mosul ma ci sono ancora 1,5 milioni di persone a rischio di cui 1,2 di rimanere sfollate, 600 mila sono bambini ed 1 milione di persone sono tagliate fuori dall’assistenza umanitaria, con migliaia di famiglie senza acqua per danni alle condotte idriche”, prosegue Iacomini.

“E’ un quadro di rara gravita’ – ha proseguito – I bambini sono le vittime sacrificali di questa situazione. 52 sono stati uccisi e 150 feriti nel 2016 sebbene notizie non confermate parlino di 244 bambini uccisi e 34 usati come attentatori suicidi. Cifre dell’orrore che si sommano alle oltre 170 gravi violenze e abusi ai danni di 380 piccoli innocenti. ISIS prosegue ad usare la violenza sessuale come tattica di terrore contro donne e bambini di minoranze etnico religiose e perdura l’uso di civili come scudi umani per rallentare l’avanzata militare, forzati a restare in case presidiate da cecchini”.

E ancora: “Siamo inoltre preoccupati per l’arresto di minori detenuti come combattenti e terroristi e per i controlli di sicurezza fuori dai centri di screening. Ma non finisce qui. Aumentano i rischi con l’avanzare dei combattimenti nelle aree densamente popolate con gravi difficolta’ d’accesso e assistenza medica per i bambini feriti sulla linea del fronte. La situazione e’ drammatica non solo nelle aree di prima assistenza ma anche nella zona di Erbil dove arrivano centinaia di bambini feriti”. Iacomini riv

olge “un appello al Premier Gentiloni e al Ministro degli Esteri Alfano affinche’ l’Italia ponga al centro della sua azione internazionale anche la situazione in Iraq divenuta urgente al pari di altri teatri di guerra in corso in questo momento.

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Sorgente: Guerre e politica estera, mentre tutto cambia l’Italia che fa? L’appello al Governo di Unicef e Rete Romana di solidarietà con il popolo palestinese su Iraq e M.O. – ControLaCrisi.org

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