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Gli indecenti capricci di Renzi sul voto anticipato – Lettera43.it

Andare a elezioni solo per calcolo personale e di partito è sconcertante. E denota un distacco totale dai fatti e dai sentimenti del Paese. Il Pd dovrebbe passare la palla a mani più esperte e amiche dell’Italia.

Peppino Caldarola

Sciogliere con anticipo, in questo caso di un anno circa, una legislatura non dovrebbe essere una decisione drammatica. È, anzi, una scelta inevitabile quando il parlamento non riesce a dar vita a un governo o decide di non tenerlo in piedi. Quello che non è costituzionalmente previsto è che si sciolga il parlamento per un capriccio di un leader politico, peraltro sconfitto in recenti consultazioni referendarie.

CI SONO IMPEGNI NON RINVIABILI. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha detto con estrema chiarezza che non scioglierà il parlamento se non avrà di fronte a sé leggi elettorali omogenee. La decisione della Corte costituzionale costringerà le Camere a fare questo lavoro. Fra le altre ragioni per cui molti ritengono inopportuno lo scioglimento anticipato vi sono gli impegni internazionali dell’Italia che la vedono protagonista di incontri non rinviabili e di sicuro prestigio.

FORSE SERVIREBBE UNA CALMATA. Potrebbe bastare questo per chiudere la questione e dire al riottoso segretario del Partito democratico, Matteo Renzi, di darsi una calmata e di aspettare qualche mese. E di dirlo anche a Matteo Salvini e Beppe Grillo, quest’ultimo forse meno sincero quando dice di volere il voto anticipato.

La crescita dell’indice di popolarità di un premier tranquillo come Paolo Gentiloni è la prova che gli italiani sono stanchi dei pifferai

Due altri argomenti però svettano su tutti per spingerci ad andare avanti verso la fine naturale della legislatura, nel 2018. Due argomenti e mezzo. Il “mezzo” è dato dalla crescita dell’indice di popolarità di un premier tranquillo come Paolo Gentiloni, a prova che gli italiani sono stanchi dei pifferai.

IL SISMA HA CREATO UN’EMERGENZA. Veniano ai due argomenti. Il primo è di tale evidenza che soltanto il solipsismo della politica non lo vede. Il terremoto con le sue ripetute scosse e quelle temute future ha creato una situazione del tutto nuova di emergenza umanitaria, ambientale, economica e sociale da richiedere che questo sia il primo dossier dell’attuale governo e di tutti i governi che verranno dopo.

VOTARE A SCADENZA È OBBLIGO. Si dirà: ma noi dobbiamo convivere con il terremoto, quindi anche alla scadenza naturale, facendo le corna, potremmo trovarci di fronte a una nuova emergenza. Ragionamento impeccabile, però con una obiezione gigantesca: votare alla scadenza è obbligo costituzionale che impone di scavalcare anche situazioni difficili, votare quando uno o due protagonisti politici vogliono, solo per calcolo personale e di partito, è francamente indecente.

Renzi davvero crede che il suo elenco di cose fallite o non fatte non spinga gli elettori a votare chiunque tranne lui?

Il secondo argomento riguarda direttamente la parte politica e il leader che vorrebbero il voto anticipato. Facciamo un elenco: saltata la riforma istituzionale, saltato l’Italicum, fallita la “Buona scuola”, da rifare in parti importanti la legge sulla Pubblica amministrazione, non avviata la riforma della Giustizia, per tacere poi dei dati dell’economia che mostrano quanta polvere sia stata nascosta sotto il tappeto. Renzi davvero crede che questi risultati siano il miglior viatico per vincere le elezioni? Sul serio pensa che questo elenco di cose fallite o non fatte ripetuto per ogni dove non sia l’ argomento che, da solo, potrebbe spingere gli italiani a votare chiunque meno lui e il partito che lo incoronerà come candidato premier?

E POI VINCONO I POPULISTI… È sconcertante questo distacco dai fatti, dai sentimenti, dalle cose di alcuni leader politici. Poi non chiediamoci perché vincono i populisti: ma come possono perdere se chi gli si oppone è cosi inguardabile? Il Pd deve rapidamente voltare la pagina Renzi, ringraziarlo per quella ventata di novità che “avrebbe” potuto introdurre, e non ha introdotto, e passare la palla in mani più esperte, soprattutto più amiche del Paese.

Sorgente: Gli indecenti capricci di Renzi sul voto anticipato – Lettera43.it

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