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Generali, si scatena la guerra sul gruppo di Trieste – Lettera43.it

Il licenziamento del dg Minali sembra spianare, via Mediobanca, la strada ad Axa. Ma Banca Intesa commissiona a McKinsey uno studio sull’integrazione con Trieste. E anche Unicredit è pronta a entrare in gioco. Il retroscena di Occhio di Lince

Peccato che a Davos a rappresentare Banca Intesa ci fosse solo il direttore International and Regulatory Affairs Stefano Lucchini. Perché l’amministratore delegato Carlo Messina sarebbe stato sicuramente invitato ai dinner organizzati da Goldman Sachs in cui si è molto parlato del risiko assicurativo e bancario prossimo venturo. A cominciare da quello che sta per riguardare Generali, che il duo di Mediobanca formato da Vincent Bollorè e Alberto Nagel – con la complicità dell’ad Philippe Donnet e l’acquiescenza (consapevole?) degli altri azionisti italiani, da Leonardo Del Vecchio a Francesco Gaetano Caltagirone passando per la famiglia Drago – intende portare in dote alla francese Axa.

LA FIGURA DI MINALI IN BILICO? Disegno che non si ferma davanti a niente: per esempio, la giubilazione del direttore generale Alberto Minali, fatta trapelare prima ancora che, nel pomeriggio di venerdì 20 gennaio, fosse informato dell’intenzione del consiglio di amministrazione di procedere al suo licenziamento nella riunione che programmata per mercoledì 25. Viene infatti da domandarsi: quando avrà scritto il suo articolo pubblicato lunedì 23 su Affari & Finanza di Repubblica il buon Marco Panara, in cui si accredita la falsa tesi che uscendo Minali dalla compagnia si risolverebbero i (presunti) problemi di governance che ci sarebbero a Trieste?

Alberto Minali Generali 160318135444

Alberto Minali

La verità è che le divergenze tra Donnet e Minali non hanno mai riguardato la gestione della compagnia, di cui il francese non si occupa preferendo gli ozi (Adriano Panatta racconta di giocare spesso con lui a tennis), bensì la scelta di Donnet – mai dichiarata ma palese nei comportamenti – di aprire la strada all’arrivo di Axa.

L’INGAGGIO DI UNA PRIMA LINEA TUTTA FRANCESE. Cosa che trova riscontro non solo nell’ingaggio di una prima linea di manager tutti provenienti dal colosso transalpino, ma soprattutto dalla disponibilità, taciuta agli analisti (cui è stato raccontato altro) ma resa esplicita direttamente ai suoi pari grado in Allianz e Zurich, rispettivamente Oliver Baete e a Mario Greco, di voler cedere i pezzi più pregiati di Generali in Europa (Francia, Germania e Svizzera). Un disegno contro cui Minali si è fortemente battuto.

UNA MANOVRA COORDINATA DA NAGEL. Insomma, Donnet avrebbe voluto che Minali facesse andare la macchina faticosa e complessa del Leone triestino riservando solo a lui la decisione di dove indirizzarla. Peccato però che il roccioso manager veronese non sia stato al gioco. Ma è evidente che non è Donnet il dominus della situazione, bensì Nagel. L’amministratore delegato di Mediobanca, nei mesi scorsi, aveva trovato crescenti difficoltà a gestire il rapporto con Bollorè, fino al punto da dare a Minali rassicurazioni. Poi il violento tiro al bersaglio esercitato da Jan Pierre Mustier sul suo modo di gestire Mediobanca lo ha indotto a rinculare sul bretone.

CON LUI DEL VECCHIO E CALTAGIRONE. E ora, per dare il segno che chi comanda il gioco è lui, forte del fatto che Del Vecchio gli deve l’esito positivo (per lui, non certo per il capitalismo italiano) dell’operazione Luxottica-Essilor, e avendo capito che Caltagirone tra Mediobanca-Generali e Unicredit sceglie i primi (tant’è che ha arrotondato la quota a Trieste e limato quella nella banca milanese), ha dato il via libera a che venisse dato il benservito a Minali.

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Vincent Bollorè e Alberto Nagel.

Nagel, però, rischia di non aver fatto bene i conti. Per quattro motivi. Il primo: ora Mustier, che ha deciso di fargli guerra, è impegnato nel roadshow di presentazione dell’aumento di capitale, ma tra un mese – quando avrà visitato i mercati di tutto il mondo -, se davvero dovesse riuscire a portare a compimento la ricapitalizzazione monstre da 20 miliardi (di cui 7 da cessioni e 13 cash) e se per di più questo avvenisse senza dover ricorrere ad alcun cavaliere bianco e quindi il duro banchiere francese dovesse ritrovarsi alla testa di una banca public company patrimonializzata come nessuna in Europa, allora muovere su piazzetta Cuccia e fare strike su Generali potrebbe essere più facile di quel che s’immagina.

INTESA PRONTA ALLA BATTAGLIA. Il secondo: Banca Intesa, anche se non va a Davos, ha il dossier Generali aperto sul tavolo. Giovanni Bazoli, Giuseppe Guzzetti, Messina e Gaetano Miccichè hanno commissionato a McKinsey e allo studio Pedersoli di Milano uno studio sulle possibile sinergie bancario-assicurative, ma anche sui modi con cui conquistare Trieste. I quattro non hanno ancora fatto un passo, ma ora la vicenda Minali potrebbe indurli a muoversi, magari ingaggiando lo stesso Minali.

I GRANDI PLAYER ESTERI NON STARANNO A GUARDARE. Terzo motivo: a Davos i discorsi fatti tra una tartina e l’altra all’incontro organizzato da Goldman Sachs non erano salottieri ed è logico aspettarsi, come ha scritto Francesco Spini in un articolo bene informato sulla Stampa di domenica 22 gennaio, che gli altri grandi player assicurativi, europei e mondiali, non stiano a guardare Axa mangiarsi Generali. E potrebbe essere che sia Unicredit che Intesa possano incrociare le loro intenzioni con quelle di qualcuno di questi e che il risiko assuma proporzioni più vaste.

IL GOVERNO PRONTO A INTERVENIRE? Infine, il quarto motivo per cui a Mediobanca dovrebbero preoccuparsi: il governo italiano può davvero stare a guardare inerte se, dopo Telecom (che è destinata finire ad Orange, magari in compagnia di Mediaset) ora monsieur Bollorè e qualche suo sodale italiano assai poco patriota facessero diventare francese anche un asset strategico come la compagnia triestina, che tra l’altro ha in portafoglio più di 70 miliardi di titoli di Stato? Partita straordinariamente importante ma ancora tutta aperta, con Minali che potrebbe trasformarsi da vittima designata in protagonista di successo.

Sorgente: Generali, si scatena la guerra sul gruppo di Trieste – Lettera43.it

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