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Fondazione Critica Liberale – tre letture della decisione della Consulta

e.m. – felice c. besostri – antonio caputo

 

Non sono affatto d’accordo su un giudizio riduttivo del valore della sentenza della Consulta sull’Italicum. A parte quanto scritto qui sotto da Besostri e da Caputo, c’è da sottolineare il valore politico della decisione. L’Italicum ha costituito il tentativo di instaurare un vero e proprio regime in Italia. Le velleità di Renzi sono state schiacciate. Per chiunque abbia a cuore la democrazia è un giorno di grande soddisfazione. Certo, la Consulta non ha cancellato tutto, ma doveva rimanere comunque nel campo dl diritto. E’ la politica che deve condannare le pluricandidature  e comunque un premio abnorme per chi abbia superato il 40% dei voti. E su questi punti aspettiamo che siano le forze politiche a esprimere il loro parere. Ma non dimentichiamo il pericolo che abbiamo corso. La stampa in ginocchio ha riportato di un Renzi quasi trionfante. La realtà è diversa. Possiamo dircelo: i pericoli per la democrazia parlamentare eran più nell’Italicum che nella riforma Boschi-Verdini. Un presidente del consiglio che ha voluto imporre al parlamento con tre voti di fiducia l’approvazione di una legge che doveva rimanere di iniziativa parlamentare  e che ha partorito una legge incostituzionale dovrebbe solo vergognarsi per la bocciatura. Dobbiamo gridarlo forte. Perché questo è il valore del giudizio della Corte. La discussione sugli scenari futuri è importante, ma non possono far passare sotto silenzio la sconfitta e anche l’irresponsabilità democratica di un leader pericoloso.
e.m.
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Il principio che è stato affermato è più importante dei due annullamenti.Le
leggi elettorali incostituzionali non devono essere applicate.
SE la difesa del Governo fosse stata solo nel merito, sarei insoddisfatto, ma
avendo chiesto l’inammissibilità di tutte le ordinanze, la sconfitta  degli
amici dell’Italikum è totale: la procedura non tutela più le mene
incostituzionali
Felice C. Besostri
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Concordo con Felice . Tutta la discussione orale in udienza e stata dedicata in non meno del 70% delle parole (ci vorrebbe un ‘analisi ) al problema dell’interesse ad agire e dell’ammissibilità dei nostri ricorsi. Il principio passato , che costituisce ora jus receptum, anche alla stregua della sentenza 1/2014 della Corte e della successiva sentenza della Cassazione e’ che la tutela costituzionale dei diritti fondamentali indisponibili perché assoluti non può mai essere pregiudicata . E che non e’lecita l’introduzione di norme che possano pregiudicarli indipendentemente dalla loro applicazione in concreto . Insomma  ha fatto scuola l’insegnamento del barbiere del prof. Aquarone , al quale potremmo intitolare il principio.  Non occorre che la sentenza capitale venga eseguita prima di rimuovere la legge che l’abbia prevista . Le aplicazioni di un tal principio sono potenzialmente tante e aprono spazi ampi ad una più solida tutela dei diritti fondamentali . Un caro saluto . Antonio Caputo

Sorgente: Fondazione Critica Liberale – tre letture della decisione della Consulta

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