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Fine vita: da un anno la discussione in Parlamento. Che fine ha fatto? – Speciali – ANSA.it

ansa.it – Fine vita: da un anno la discussione in Parlamento. Che fine ha fatto? Al testo, previsto per l’Aula il 30 gennaio, sono stati presentati 2.800 emendamenti. Arriverà all’esame dell’Assemblea dopo il 20 febbraioa cura  – di Alessandra Chini

Torna alla ribalta il tema del fine vita dopo l’appello sull’eutanasia di Fabiano Antoniani (dj Fabo) che ha chiesto al presidente della Repubblica di intervenire sull’argomento. In seguito ad un grave incidente stradale Dj Fabo oggi è un ragazzo di 39 anni cieco e tetraplegico.

L’argomento è in discussione in Parlamento da un anno. Da quando, il 4 febbraio 2016, la commissione Affari Sociali della Camera ha avviato l’esame di una serie di proposte di legge sul fine vita. Il 7 dicembre 2016 è stato elaborato un testo base sulla base dei provvedimenti depositati.

E da allora è iniziato l’esame degli emendamenti. Il testo doveva approdare in Aula il 30 gennaio ma potrebbe slittare a dopo il 20 febbraio. “Ho chiesto alla presidente della Camera Laura Boldrini – dice il presidente della commissione Affari Sociali di Montecitorio Mario Marazziti – di posticipare a dopo il 20 febbraio l’esame in aula delle norme sulle disposizioni anticipate e di trattamento. Ed essendo la richiesta motivata da ragioni oggettive, non c’è motivo per respingerla”.

Al ddl sul testamento biologico erano stati inizialmente presentati 2800 emendamenti, spiega Marazziti, “per lo più ammissibili ma in gran parte di bandiera, non di merito. Ho proposto ai gruppi di lasciare da parte quelli ostruzionistici e mantenere quelli che entravano nel merito. Alla fine quindi ne sono rimasti in piedi 288, mentre gli altri sono stati alla fine ritirati”. “Serve più tempo – ha spiegato Marazziti – per approfondire questioni reali”.

“Abbiamo iniziato il 24 gennaio – prosegue il deputato – ad esaminare due dei 288 emendamenti, non è quindi pensabile finire entro cinque giorni. Per questo, rappresentando le decisioni prese all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza della Commissione XII, ho scritto ieri alla presidente Boldrini. Saremo pronti – conclude – a partire dal 20 febbraio, non prima”.

Il TESTO, di cinque articoli, prevede all’articolo la possibilità di compilare la DAT (Disposizioni anticipate di trattamento) .

In base ad essa “ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (« DAT »), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari ivi comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali.

Può altresì indicare una persona di sua fiducia (« fiduciario ») che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e con le strutture sanitarie

E’ dal 2013 che si parla dell’argomento alle Camere. Diverse le proposte di legge depositate in Parlamento. Tra le altre una petizione popolare che è stata depositata in Parlamento il 13 settembre 2013.

Anche il 6 marzo del 2015 un appello per la discussione delle proposte di legge che ha visto tra gli altri protagonista anche Emma Bonino

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Sorgente: Fine vita: da un anno la discussione in Parlamento. Che fine ha fatto? – Speciali – ANSA.it

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