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E qualcuno già parla di guerra con la Cina – Remocontro

Trump visto dalla Cina, «Maneggiare con cura» Da Washington ci informa AsiaNews. L’Ufficio di propaganda del Partito comunista cinese ha ordinato ai media della Cina di “maneggiare con cura” ogni articolo sull’inaugurazione della presidenza di Donald Trump. “Ogni articolo su Trump -si legge nella direttiva- deve essere maneggiato con cura e non è permessa alcuna critica non autorizzata delle sue parole o azioni”.Poi l’oppositore cinese negli Usa che prevede la guerra certa Usa-Cina praticamente per dopodomani.

Pazienza cinese, si invoca spesso. La Cina comunista che impone il quasi bavaglio alla sua informazione nei giorni sdell’insediamernto del ‘diavolo biondo” alla Casa Bianca, mentre il corpulento presidente non risparmia sgarbi e offese. Concessione sospetta. Eppure, sul fronte elettronico degli sgarbi cino-americani, sino a ieri volava di tutto. Trump che ha accusato la Cina di essere “un manipolatore di valuta” e di voler tassare i prodotti cinesi da export, che distruggono i posti di lavoro negli Usa. Peggio, la battuta sul non sentirsi obbligati a mantenere la politica dell’unica Cina, accettando una conversazione telefonica con la presidente di Taiwan.

Timore di una guerra commerciale come prologo ad una guerra reale per il controllo del mar Cinese meridionale secondo molti analisti i quali concludono -esempio, George Yeo, ex ministro degli esteri di Singapore- che è meglio per le due superpotenze non scontrarsi. Non serviva un ex ministro a sostenere l’ovvio, ma il fatto che comunque sia stato detto, non rassicura. Col paradosso di alcuni dissidenti cinesi che sognano un Trump sostenitore dei diritti umani in Cina. E anche chi prevede il peggio. Wei Jingsheng, il “padre della democrazia” in Cina, esule negli Usa, prevede una guerra vera fra Cina e Stati Uniti.

L’azzardo Wei Jingsheng. La politica fondamentale di Trump sarà quella di correggere relazioni commerciali irragionevoli e trasformare i rapporti di “libero scambio” in rapporti di “scambio equo”. Nel mirino la nazione col commercio più ingiusto, la Cina. Donald Trump è pronto a evitare gli strumenti di negoziato usando invece il blocco del mercato, guerra commerciale. Alleggerimento del rapporto con la Russia per focalizzarsi sull’espansione della Cina. Alleanza con le nazioni in Asia e con l’India per fermare l’espansione strategica della Cina e indurre le nazioni del Sudest asiatico a ritornare all’abbraccio con gli Stati Uniti.

Rapporto commerciale Cina-Usa, e il controllo del mar Cinese orientale e meridionale. Chi può vincere tra Trump e Xi? La Cina ‘banditesca’ nel commercio mondiale, con gli Stati Uniti neo sceriffo? La Cina gode dei vantaggi del commercio ma non è pronta ad aprire il suo mercato. Trump pronto a proteggere il mercato Usa bloccando gli economici prodotti cinesi. Quale sarà la reazione di Xi Jinping? In una guerra commerciale il vincitore è chi controlla il mercato. Il saggio cinese dice: «calcolare la vittoria prima di entrare in guerra, assicura la vittoria anche dopo». Il vero problema di Trump sarebbe quindi il fronte del business interno.

Ma è la Cina ad avere oggi i problemi più grossi, con il tasso di disoccupazione in crescita e la situazione socio economica non stabile. Quindi, guerra per coprire i conflitti interni, o compromesso con gli Stati Uniti per regole commerciali più eque? Per il pessimista Wei Jingsheng, Xi Jinping cederà ai falchi militari cinesi e lancerà una guerra. Vera. Dal pessimismo al catastrofismo. Trump, dopo aver tranquillizzato le relazioni con la Russia, dispiegherà un grande potere militare nell’Asia dell’est contando sugli alleati Giappone e Corea del Sud. E nel folle ‘war game’, vine tirato in ballo anche il Kim della Corea nuclare a Nord.

AsiaNews, ci ha proposto queste chiavi di lettura della situazione come analisi. Con una ipotetica sola possibilità di evitare la guerra vera nel Pacifico. La Cina che accetta un accordo commerciale con gli Stati Uniti e inizia al suo interno una riforma politica e giuridica. La caduta della Cina comunista non negli interessi Usa a breve, mentre una riforma politica e giuridica sarebbe decisiva per la Cina. ‘Senza la protezione dei diritti umani non vi è incremento dei salari e quindi nessun ampliamento del mercato interno in Cina’, ripete l’ormai noto Wei Jingsheng. ‘Senza riforma politica e giuridica, non vi è miglioramento per il commercio, per cui le imprese tendono a fuggire in gran numero’.

E non sai se augurarti di aver letto le fantasie di un visionario e sui amici attorno, o le previsioni di un ‘guru’ capace di leggere il prossimo decennio che sconvolgerà il mondo.

Sorgente: E qualcuno già parla di guerra con la Cina – Remocontro

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