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Connessioni – Gli innovatori contro i populisti | l’Unità TV

unita.tv – Gli innovatori contro i populisti. Cosa c’è dietro “l’urlo della Silicon Valley” contro Trump

La storia scorre inevitabilmente davanti ai nostri occhi. Venerdì Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che blocca per 90 giorni gli ingressi negli Usa a coloro che provengono da: Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen, ovvero da Paesi a maggioranza musulmana e vieta per 120 giorni l’ingresso dei rifugiati. Le reazioni a questa decisione non si sono fatte attendere.

Malala Yousafzai si è detta addolorata perché l’America vanta una orgogliosa storia di accoglienza ai rifugiati e agli immigrati, e preoccupata per i bambini siriani che cercano di scappare dalla guerra.

Il Sindaco di New York Bill de Blasio dal suo account Twitter prima si è detto triste per l’ordine esecutivo – anch’egli discendente di immigrati – poi ha ribadito il pluralismo e i valori che contraddistinguono la sua città e in generale il Paese, infine ha sollevato perplessità su una lesione dei diritti sanciti dalla Costituzione e ha partecipato alla manifestazione di domenica a Battery Park.

Subito dopo l’emanazione dell’ordine presidenziale, associazioni e avvocati hanno offerto consulenza gratuita a chi era rimasto bloccato in aeroporto, intanto i procuratori generali di 15 Stati hanno avviato una battaglia legale. Molti hanno sentito la necessità di chiarire subito di non essere d’accordo con quello che viene chiamato Muslim Ban.

Tra i politici Justin Trudeau e Nicola Sturgeon hanno twittato il loro benvenuto ai rifugiati per marcare la differenza con gli Usa.

Il portavoce della Merkel ha parlato di stop agli ingressi non giustificato, il Presidente del Consiglio Gentiloni ha ribadito che l’Italia è ancorata ai propri valori, a una società aperta e senza discriminazioni.

Anche il mondo dell’economia si è mobilitato: Starbucks ha annunciato di voler assumere 10mila rifugiati nei prossimi 5 anni, in un comunicato si legge che Travis Kalanick, Ceo e cofondatore di Uber, ha inviato una lettera ai dipendenti in cui si dice che l’azienda cercherà di individuare e di aiutare coloro che possono subire danni economici dal provvedimento. Intanto Brian Chesky, Ceo di AirBnB, da Twitter annunciava che stavano provvedendo a fornire alloggi gratuiti ai rifugiati e che presto avrebbe dato altre informazioni, Mark Zuckerberg è stato tra i primi a dirsi preoccupato per la misura presidenziale in un lungo post su Facebook.

Come riporta anche l’agenzia Agi sono 22 le società della Silicon Valley che hanno preso iniziative simili o che hanno espresso solidarietà agli immigrati. Tra esse Netflix, Microsoft, Amazon, Twitter.

Non poteva mancare all’appello la Apple che con l’ad Tim Cook ha fatto sapere che aiuterà i dipendenti interessati dalle misure adottate, perché comprende il contributo che l’immigrazione ha dato a innovazione e crescita.

Google, come riporta Usa Today, ha creato un fondo di 2 milioni di dollari a cui se ne aggiungono altri 2 di donazioni da parte dei suoi dipendenti per sostenere quattro organizzazioni: the American Civil Liberties Union, Immigrant Legal Resource Center, International Rescue Committee e UNHCR.

Non deve sorprendere questo fronte comune a difesa dei valori e della libertà da parte dei colossi dell’economia, dal momento che, come ricorda Marco Viviani su webnews.it nel suo articolo «L’urlo della Silicon Valley contro Donald Trump», l’economia oggi va di pari passo con la tecnologia e le aziende più all’avanguardia sono quelle fondate proprio da immigrati di prima o seconda generazione che grazie allo scambio e alla contaminazione di idee ha prodotto le innovazioni di cui disponiamo.

Molti quindi stanno sentendo il bisogno di opporsi ai muri e alle barriere. Dobbiamo dirlo con convinzione perché non è scontato e dobbiamo farlo soprattutto noi dall’Europa: un insieme di popoli, di Nazioni, un tempo avversarie oggi consapevoli di un comune destino, un luogo dove la libera circolazione delle persone e delle idee è stata una conquista.

La Silicon Valley contro l’editto di Trump che minaccia la linfa vitale dell’innovazione

Sorgente: Connessioni – Gli innovatori contro i populisti | l’Unità TV

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