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Come un reggente fantoccio

Per quanto sia detestabile questo Partito Democratico, il partito è importante e lo è per tutti coloro che appartengono alle classi sociali meno abbienti, forzosamente. Bisogna sempre ricordare che quel partito è ancora l’unico strumento efficace che una parte della società, quella più debole (per quanto numericamente più consistente) si è data per difendersi dagli attacchi della parte più forte, quella più ricca e più potente. Il partito è lo strumento con cui combattiamo (o dovremmo combattere) la guerra di classe che i ricchi hanno da sempre scatenato contro di noi. Se però perdiamo di vista questo contesto, se perdiamo di vista questo obiettivo, se dimentichiamo i valori e le idee, magari interiorizzando quelle del nemico (come abbiamo fatto progressivamente in questi ultimi trent’anni), allora lo strumento diventa meramente fine a sé stesso, diventa soltanto utile per alcune persone, un mezzo di promozione sociale o un’occasione per arricchirsi e dare sfogo alla propria sete di potere.

Renzi è un cazzaro. Il suo petulante ottimismo è solo una sceneggiata per i media di corte ed il suo presunto carisma è solo un prodotto sintetico di quegli stessi media. Un Pd più dilaniato che mai dalla guerra fra bande, con arroganti capibastone che spadroneggiano alla faccia dell’immagine che Renzi vorrebbe spacciare, e cadaveri eccellenti pronti a cogliere l’occasione giusta per vendicarsi dell’usurpatore fiorentino. Come un reggente fantoccio insediato da un esercito occupante, Renzi non ha il controllo del territorio. Tutto il potere che ostenta deriva dalle lobby che lo sostengono al governo nazionale, e quello che a loro importa è controllare la politica economica nazionale in modo che l’Italia continui a togliere ai lavoratori per dare a sfruttatori e speculatori, e che ogni ostacolo residuo sul percorso di questo sporco “denarodotto” venga spazzato via.

Il controriformismo renziano, spregiudicato e preciso nei suoi elementi, pone l’interesse finanziario (la ‘nuova’ industria è quella della speculazione finanziaria) al vertice degli interessi tutelati. E lo fa attraverso l’aziendalizzazione e la contrattazione privata di ogni attività umana. Dalla scuola alle pensioni, passando ovviamente dalla sanità: “se servi al mercato hai diritto di vivere, altrimenti devi farti da parte; le casse da morto (degli altri) contribuiscono sempre all’aumento del PIL in un sistema neo-liberista”. Con tutta la sua vanagloria Renzi non è affatto un sovrano ma soltanto un garzone mandato dal droghiere ad incassare i sospesi.
Politicamente parlando, Renzi non è di sinistra ma un disgustoso esecutore di nefandezze sociali da parte dei suoi mandanti: la classe padronale e le destre. Ed il suo obiettivo siamo noi, chi altri sennò? Dopo oltre trent’anni questa classe dirigente di falliti, che non ha mai ottenuto alcun risultato per le classi sociali che dovrebbe rappresentare, non ha saputo far altro che ripeterci, sino alla nausea, che l’intera storia del movimento operaio non era altro che un orrido pantano di violenze senza senso, di disastri umanitari ed economici. Per i lavoratori italiani è invece necessario che questo partitucolo di faccendieri, ruffiani ed arraffoni scompaia quanto prima dalla scena politica e che si formi una forza sinceramente legata alla Costituzione, antifascista e realmente progressista, che unisca le persone oneste di questo sventurato paese per tentare di salvarlo dalla rovina.

Maurizio Giobbi

 

 

Sorgente: Contro la disinformazione – Diario

 

 

 

 

 

 

 

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