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Bufale in Rete, proposta Grillo: “Una giuria popolare per ‘smascherare’ media” – Repubblica.it

repubblica.it/ – Bufale in Rete, proposta Grillo: “Una giuria popolare per ‘smascherare’ media”.

Mentana: “Querelo, offesa non sanabile”. Critiche bipartisan, Fi: “Vuole imporre la mordacchia ai media”. Pd: “Somiglia a Paolini”. Si: “Suo modello Erdogan”. Fnsi: “Linciaggio mediatico contro tutti i giornalisti” – di ALBERTO CUSTODERO

ROMA – “Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali”. È la proposta avanzata da Beppe Grillo sul suo blog. Ma per questo suo post dal titolo “Una giuria popolare per le balle dei media” sarà querelato dal direttore del tg La7, Enrico Mentana. Critiche bipartisan dal mondo politici. Interviene l’Fnsi.

Mentana: “Offesa non sanabile”. “In attesa della giuria popolare – annuncia su Facebook il direttore del tg La7 – chiedo a Grillo di trovarsi intanto un avvocato. Fabbricatori di notizie false è un’offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo, e a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile”. Sul blog beppegrillo.It l’accusa – generica – lanciata dal leader del M5s è accompagnata da un fotomontaggio di testate giornalistiche che comprende il logo del telegiornale diretto appunto da Mentana.

M5s, Mentana in apertura Tg: “Quereliamo Grillo per diffamazione

Critiche bipartisan dalla politica. L’iniziativa di Grillo ha suscitato critiche bipartisan da parte del mondo della politica. Per il senatore di Forza Italia, Francesco Giro, “Grillo vuole imporre la mordacchia alla stampa e ai tg. Prima assolve tutti gli indagati del suo Movimento e ora vuole colpire i giornalisti: sembra terrorizzato dallo tsunami che presto si abbatterà sul Campidoglio”. “Minculpop 2.0”, dice il deputato forzista Luca Squeri.

Per Stefano Pedica, deputato pd, il leader 5 Stelle “più tempo passa più somiglia a Paolini, il disturbatore televisivo. Ma i nuovi giudici dovranno prima giurare sul Codice comico del M5s o su quello del mago Otelma?”. Vanna Iori, deputata dem: “Grillo censore, pericolosa deriva oscurantista”. Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra italiana alla Camera, chiede: “Grillo spieghi se suo modello è Erdogan”.

Fnsi: “Linciaggio mediatico”. “Se fosse approvata la proposta di Grillo l’italia non occuperebbe più il 77°, ma il 154° posto nella classifica sulla libertà di stampa nel mondo”. È il commento del segretario generale e del presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. “Quello che il leader del M5s fa finta di non capire – aggiungono – lanciandosi in un linciaggio mediatico di stampo qualunquista contro tutti i giornalisti, è che sono le minacce e le intimidazioni, come quelle che lui velatamente lascia trasparire, a far precipitare il Paese nelle classifiche internazionali”.

L’allarme bufale o fake news. Dopo le elezioni americane e la vittoria di Donald Trump, il dibattito si è intensificato. Le false notizie sui social – fake news o bufale – sono trattate oggi alla stregua di una minaccia contro la democrazia. Nei giorni scorsi Grillo aveva attaccato il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella che al Financial Times, a proposito delle bufale nel web, aveva parlato della necessità di “una rete di organismi nazionali indipendenti capace di identificare e rimuovere le notizie false”.

“Post verità nuova inquisizione”, era la dura critica del leader 5 Stelle al quale il capo dell’Antitrust aveva replicato sostenendo: “Nessuna censura, la Rete deve essere credibile”. Ora il cofondatore del Movimento, estremo difensore della Rete senza regole e della democrazia in Rete, torna sull’argomento rilanciando le accuse (di pubblicare bufale) a giornali e tv.

Grillo: “Se notizia falsa direttore si scusi”. Ecco i passi principali del post sul blog di Beppe Grillo dal titolo “Una giuria popolare per le balle dei media”. “Se una notizia viene dichiarata falsa – si legge – il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77mo posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa”, spiega Grillo.

Grillo: “Tutti contro Internet”. “Prima Renzi, Gentiloni, Napolitano e Pitruzzella, poi il ministro della Giustizia Orlando e infine il presidente Mattarella nel suo discorso di fine anno”, prosegue Grillo nel suo blog. “Tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull’esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell’inquisizione proposto dal presidente dell’Antitrust. Così il governo decide cosa è vero e cosa è falso su Internet”.

Grillo: “Chi pensa alle balle di giornali e tv?”. “E alle balle propinate ogni giorno da tv e giornali – continua il leader 5 Stelle – chi ci pensa? Il quotidiano La Stampa ha diffuso un articolo sulla fantomatica propaganda M5s capitanata da Beatrice Di Maio, notizia ripresa da tutti i giornali e i tg, poi si è scoperto che era tutto falso. La Stampa non ha chiesto neppure scusa – sottolinea il cofondatore del Movimento – e nessuna sanzione è stata applicata nei suoi confronti, nè degli altri giornali e telegiornali che hanno ripreso la bufala senza fare opportune verifiche.

Grillo: “La bufala di oggi”. “Poi fresca di oggi – continua Grillo – la bufala in prima pagina del Giornale di Berlusconi: ‘Affari a 5 stelle. Grillo vuole una banca’. Una falsità totale che stravolge un fatto vero, ossia che Davide Casaleggio ha accettato di incontrare l’Ad di una banca online che ha ricevuto vari premi per l’innovazione tecnologica utilizzando il web per scambiare esperienze e idee sula Rete e sulle sue possibilità, così come incontra decine di aziende innovative. Capite come lavorano i media?” Insomma, conclude Grillo, “i giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene. Sono le loro notizie che devono essere controllate”.

Sorgente: Bufale in Rete, proposta Grillo: “Una giuria popolare per ‘smascherare’ media” – Repubblica.it

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