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“Bolkestain” o “Balkenstein”, le diciture creative della giunta Raggi

Roma, 20 gen. (askanews) – E’ una direttiva difficile da ingoiare la 2006/123/CE, conosciuta come direttiva Bolkestein: la legge quadro dell’Unione europea che ha liberalizzato alcuni servizi, in particolare quelli commerciali, in tutto il territorio dell’Unione. La sua approvazione è stata molto tormentata: dal 2004 al 2006 in tutta Europa si sono sviluppate campagne di mobilitazione della società civile e dei sindacati perché la Bolkestein, nella volontà originale del suo estensore, il commissario al Commercio Frits Bolkestein ai tempi della presidenza della Commissione di Romano Prodi, intendeva spingere all’immissione sul mercato anche di settori sensibili come la salute, i contratti di lavoro, i servizi pubblici essenziali. Il suo simbolo fu quello dell’ “idraulico polacco” che fu usato dalle campagne del “no” per spiegare come, con la liberalizzazione dei contratti, il suo trattamento di fame poteva diventare regola generale per tutta Europa. La direttiva, tuttavia, oggi impegna la giunta di Roma a guida Raggi nella riorganizzazione dei mercati della capitale. Per questo il Documento unico di programmazione appena approvato ne contiene diverse citazioni, a dir poco creative. nel testo nelle disponibilità dell’Askanews, dopo una citazione corretta a nella tabella relativa al dipartimento Sviluppo economico, a pag. 55, viene definita “Bolkestain”, per tornare “Bolkestein” a pag. 219 e diventare “Balkenstein” in altre pagine relative ai municipi (pagina 74 e 75, Mun III). Auspicabile una revisione testuale prima dell’invio all’Oref e all’Aula. Sis-int5

Sorgente: “Bolkestain” o “Balkenstein”, le diciture creative della giunta Raggi

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