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Attali: “Trump potrebbe essere il nuovo Mussolini” – Repubblica.it

foto – Jacques Attali 

repubblica.it – Attali: “Trump potrebbe essere il nuovo Mussolini” Intervista al leggendario consigliere di François Mitterand: “L’Europa rischia il collasso se non convergerà attorno a un progetto comune”   –  dalla nostra inviata TONIA MASTROBUONI

DAVOS – È stato il leggendario consigliere di François Mitterrand in anni in cui si ponevano le fondamenta dell’euro e dell’odierna Ue, ma oggi Jacques Attali vede l’Europa “a rischio collasso”, se non avrà un sussulto e non convergerà attorno ad un progetto comune. Tanto più adesso che si moltiplicano le forze esterne “che hanno interesse a farci collassare”. E di Donald Trump l’ascoltato economista francese pensa che potrebbe essere “il nuovo Mussolini, che fu il primo keynesiano, molto prima di Roosevelt”. Il suo piano economico di investimenti potrebbe funzionare, all’inizio, ma “poi aggraverà la crisi della classe media”. E in quest’intervista l’ex presidente della “Commissione per la crescita” voluta nel 2007 da Nicolas Sarkozy, spiega il perché.

Attali, qui a Davos si è parlato molto di globalizzazione. Il nuovo presidente americano, Donald Trump, minaccia di metterle un freno.
“Il problema è che c’è una globalizzazione dei mercati e una mancata globalizzazione della democrazia. La globalizzazione dei mercati senza regole porta a molti disastri. O andiamo in una direzione di una governance globale o i mercati continueranno a dominare. L’Europa lo dimostra: senza una convergenza maggiore, collasserà”.

Ma anche chi è stato osannato come baluardo del mondo libero e unica salvezza per l’Europa, Angela Merkel, frena su una maggiore integrazione.
“Non è proprio così. Merkel vuole procedere, ma passo dopo passo. Quest’anno affronta anche le elezioni. Il fatto è che in America o in Russia i tempi tra un’elezione e l’altra sono lunghi. Qui in Europa non si fa altro che andare a votare, in un Paese o nell’altro. E’ difficile così prendere decisioni, fare progetti. E adesso si moltiplicano anche coloro che hanno interesse a farci collassare, a che la Ue finisca. Siamo deboli. Dovremmo ricordarci che i nostri Paesi continuano a essere tra i più potenti del mondo. L’Uk ci ha lasciato? Bene, ma quanti vogliono entrare?”

Ma non pensa che l’intergovernativo, ormai luogo decisionale prevalente nella Ue, stia minando le istituzioni europee?
“La Ue procede se ci sono progetti. Sono 20 anni, per dire, che la Francia non ha proposto più nulla. Francia, Germania e Italia dovrebbero prendere iniziative, in questo senso”.

Il problema non è che negli ultimi decenni si sono fatti solo progressi sul fronte economico e finanziario – mercato unico, euro, unione bancaria – ma nessuno sul versante politico?
“Secondo me la priorità, adesso, è fare anche in Europa un grande piano di investimenti, finanziato dagli eurobond, da 2000 miliardi per rilanciare la crescita. Inoltre va fatta un’iniziativa sulla Difesa. L’Europa ha bisogno di un’agenda per i prossimi vent’anni. Che non può essere il terzo pilastro dell’unione bancaria: non fa sognare”.

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Qui a Davos si parla molto di crisi della classe media

Nei prossimi 15 anni avremmo un miliardo di persone in più, seicento milioni saranno in Africa. E da 1,4 miliardi che appartengono oggi alla classe media, passeremo a 4. La classe media si sta contraendo solo nel mondo avanzato

“.Ma non è un dettaglio. Soprattutto se la rabbia di una classe media in difficoltà produce un Donald Trump, che da oggi sarà a capo di un Paese potentissimo dal punto di vista economico, finanziario, militare e politico.

“Certo, perciò dico che dobbiamo svegliarci, in Europa. Le vorrei ricordare una cosa. Il primo keynesiano non è stato Roosewelt: è stato Mussolini. Il secondo non è stato Roosevelt, è stato Lenin. Il terzo Hitler. Esistono politiche buone fatte da persone sbagliate. E che comunque non durano a lungo, se non c’è altro. In questo senso temo che Trump potrebbe essere il nuovo Mussolini”

.In che senso?

“All’inizio avrà successo, se farà davvero quello che ha promesso. Il problema è che, oltre ai piani per gli investimenti che sono positivi, smantellerà la scuola pubblica, distruggerà la sanità pubblica, isolerà gli Stati Uniti dal resto del mondo. Sul breve può funzionare, sul lungo è un incubo. E finirà di distruggere la classe media ancora di più. Ma, come si sa, la classe media vota spesso per i miliardari…”

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Sorgente: Attali: “Trump potrebbe essere il nuovo Mussolini” – Repubblica.it

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