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Alunno in strada con la «schiscetta» Accuse alla preside della scuola Negri – milano/corriere.it

milano.corriere.it – Alunno in strada con la «schiscetta»*. Accuse alla preside della scuola Negri. L’episodio di un ragazzino di 11 anni che la scuola media ha fatto uscire per la pausa pranzo perché aveva la «schiscetta» senza avvisare la famiglia. La replica della preside: i genitori non hanno informato l’istituto  – di Sara Bettoni

È scontro alla media Negri, zona San Siro, una delle cinque scuole dell’istituto Calasanzio. A dirigere 1.300 alunni e 300 fra docenti e addetti, Luisa Martiniello, al primo incarico. Dal suo insediamento, il 25 novembre 2015, al provveditorato sono arrivate più segnalazioni, da genitori e insegnanti.

Una protesta è scattata per il caso di un ragazzino di 11 anni che la scuola ha fatto uscire per la pausa pranzo perché aveva la «schiscetta» senza avvisare la famiglia.

«Almeno una telefonata dalla scuola potevano farmela, si tratta della sorveglianza di un minore — racconta il papà dello studente —. Avevo raccomandato a mio figlio di rimanere nell’istituto. La circolare inviata a casa dava ai ragazzi l’autorizzazione a uscire, non parlava di obblighi. Un’insegnante ci aveva detto che era possibile restare in classe».

 La preside è stata contestata anche sulle elezioni del nuovo Consiglio di istituto, a novembre, gestite secondo alcuni in modo non conforme al protocollo. E anche con il precedente Consiglio di istituto si erano verificati dissapori, sfociati nelle dimissioni del presidente a gennaio 2016 e di altri genitori a febbraio.
Il collaboratore della dirigente che si occupa di contabilità e gestione del personale Ata ha chiesto il trasferimento per «diversità del metodo di lavoro». Lo stesso pensano di fare molti insegnanti «storici» della scuola a indirizzo musicale.

Chi ha già cambiato racconta di un clima invivibile e di più irregolarità segnalate al provveditore. Dall’arrivo della preside poi è scattato il divieto di usare il cortile scolastico, il no alle feste di fine anno con torte portate da casa, un registro da firmare per chi entra ed esce, la sospensione delle prove dell’orchestra di ex studenti Pepita nei locali della struttura in piazza Axum.

La preside Martiniello risponde così alle accuse. «Una decina di persone che parla non rappresenta la voce di 2.500 genitori — commenta —. Cerco di applicare le norme. Il cortile è chiuso perché manca un documento di collaudo dopo i lavori conclusi nel 2014. Il registro?

Serve a regolare il flusso di persone. Il divieto alle torte da casa? Introdotto dopo la lamentela della mamma di uno studente celiaco. E a ostacolare le prove dell’orchestra era un problema di burocrazia, ora superato». Più delicata la questione del ragazzino messo alla porta con il panino. «I genitori avrebbero dovuto avvisarci, non lo hanno fatto.

Ho già spiegato al provveditorato, ci siamo confrontati anche con Milano Ristorazione sul comportamento da adottare e il ministero ha mandato una nota». La nota parla di sorveglianza garantita, a seguito di segnalazione dei genitori.

Ma le indicazioni sono di novembre, quindi dopo il disguido alla Negri. «I detrattori non raccontano i lati positivi», sottolinea la preside. «Dalle nuove iniziative con le onlus ai corsi di cinese e russo, sono progetti importanti in una scuola di integrazione come la nostra. Lavoriamo per il bene dei ragazzi».

* la schiscetta è un contenitore portavivande (pietanziera) per portare il pranzo da casa al lavoro.

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Sorgente: Corriere della Sera

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