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Affitto e mutuo schiacciano gli italiani – corriere.it

corriere.it – Affitto e mutuo schiacciano gli italiani. E 1 su 10 torna a vivere con mamma e papà. Emerge dal Rapporto 2017 dell’Eurispes: a metà delle famiglie del Paese non tornano i conti a fine mese e si taglia sulle spese sanitarie. Un cittadino su quattro si sente povero  – di Paolo Decrestina

1. Affitto e mutuo pesano: più di un italiano su 10 torna a casa dei genitori
Si torna da mamma e papà. Causa crisi. La conferma di una tendenza già conosciuta arriva dal Rapporto 2017 dell’Eurispes. Il ritorno sotto il tetto familiare si registra per il peso sempre più gravoso di affitto o mutuo. «Molti hanno dovuto mettere in atto strategie anti-crisi come tornare a casa dai genitori (13,8%)», o «in quella dei suoceri», si legge nel Rapporto Italia 2017. Quindi tra gli intervistati da Eurispes, su un campione stratificato, oltre uno su dieci ha fatto marcia indietro.
2. Metà delle famiglie non riesce a far quadrare i conti
Ma è un periodo (lungo) difficile per le famiglie italiane in generale. Secondo il rapporto dell’Eurispes «quasi la metà delle famiglie non riesce a far quadrare i conti» e «il 48,3% non riesce ad arrivare alla fine del mese», con un incremento «di circa un punto percentuale rispetto all’anno scorso, dove si registrava un 47,2%». Non è tutto; il 44,9% per arrivarvi è costretto a utilizzare i propri risparmi. Solo in una casa su quattro si è in grado di mettere qualcosa da parte. Nel dettaglio, «le rate del mutuo per la casa sono un problema nel 28,5% dei casi, mentre per il 42,1% di chi è in affitto lo è pagare il canone. Il 25,6% delle famiglie ha inoltre difficoltà a far fronte alle spese mediche».
3. Tengono i consumi ma si taglia sulle spese mediche
I consumi reggono ma si risparmia laddove sarebbe più necessario spendere. Il rapporto Eurispes registra piccoli miglioramenti sul fronte consumi, grazie a un potere d’acquisto che ha retto. La maggior parte degli italiani non ha accusato una riduzione della capacità di spesa (51,5% contro il 48,5% che invece ha lamentato una perdita). Una situazione ribaltata rispetto all’anno precedente, quando erano di più coloro che lamentavano un’erosione. Tuttavia, spiega l’Eurispes, «lascia riflettere il dato secondo cui sono aumentati i soggetti che hanno ridotto le spese mediche (38,1% contro 34,2%)», sottolinea lo studio. In generale, viene spiegato, «nel corso dell’anno si è comunque risparmiato su pasti fuori casa (70,9%), estetista, parrucchiere, articoli di profumeria (66,2%), viaggi e vacanze (68,6%)»
4. Un italiano su 4 si sente povero: lavoro e divorzio le cause
Quello che preoccupa gli italiani è anche la propria percezione di povertà. «Circa una persona su quattro afferma di sentirsi `abbastanza´ (21,2%) e `molto´ (3%) povero», si legge nel rapporto Eurispes, secondo cui le ragioni alla base del declino economico sono «la perdita del lavoro (76,7%), la separazione o un divorzio (50,6%), una malattia propria o di un familiare (39,4%)».
Ma tra le ragioni c’è anche «la dipendenza dal gioco d’azzardo (38,7%)» e «la perdita di un componente della famiglia (38%)». Dall’indagine di Eurispes emerge, inoltre, come il disagio economico sia sempre più diffuso. Ecco che, si spiega nel rapporto, «alla domanda `Conosce direttamente persone che definirebbe povere?´ Il 34,6% degli italiani risponde `alcune´, il 20,1% risponde `molte´, il 33,2% `poche, e solo il 12,1% segna ´nessuna’».
5. Per il 62,5% degli italiani le tasse non sono scese
Anche le tasse sono oggetto della ricerca di Eurispes. E anche in questo caso viene analizzata la percezione della pressione fiscale . Secondo Eurispes «la maggior parte degli italiani (62,5%) è convinta che le tasse non si siano abbassate nell’ultimo periodo». Ad esempio, si spiega, «il 44,6% dei cittadini è sicuro che l’annunciata chiusura di Equitalia e l’eliminazione, dai calcoli del debito, degli interessi non miglioreranno la situazione per cittadini ed imprese in difficoltà economiche»; contro un 32,8% che invece considera questi interventi come risolutivi.
«Sulla riduzione del canone Rai, il 51% si è detto convinto che sia stato diminuito, contro il 49% che ha risposto negativamente», sottolinea. E ancora, «sull’abolizione della Tasi-Imu (sulla prima casa) il `sì´ prevale» tra circa il 60% degli intervistati.

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Sorgente: Corriere della Sera

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