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Temporary Artistic Zone La CREPA

(NdR e un evento passato che riteniamo molto interessante sia nella formula che nelle motivazioni)

La Crepa – Temporary Artistic Zone

 


Rabbia, amore, desiderio, gioia e libertà…sono i sentimenti e le emozioni in genere assopite che per un giorno confluiranno all’interno di un contenitore, diventando il carburante naturale di qualcosa di nuovo, di un evento fuori dagli schemi…

Una TAZ…Zona Temporaneamente Autonoma. Una pratica di riappropriazione diversa dalla semplice occupazione dello spazio urbano, ma che temporaneamente lo ricostruisce e lo reinterpreta mettendo in discussione tutte quelle leggi che impediscono di vivere la città come spazio libero, “libero di essere concepito come territorio multiforme e multicolore”.

Firenze, come ormai tutte le città, è uno luogo inanimato, dove la gentrificazione e la pacificazione creata dalle autorità vigenti è arrivata all’estremo delle sue più vili funzioni.
Interi quartieri cambiano, vengono “riqualificati” nel nome del progresso e della funzionalità perdendo di fatto quell’intimo legame che si instaura tra il luogo e i suoi abitanti. Così i rapporti all’interno dello spazio urbano mutano, diventano materiali e superficiali, subordinati alle logiche frenetiche che caratterizzano la vita di tutti i giorni.

C’è chi a questo non si rassegna!!

Negli ultimi anni le cose stanno cambiando. Qualcosa di nuovo ha attraversato Firenze creando delle crepe che sempre più persone stanno alimentando. Spazi autogestiti e nuove occupazioni riempiono la città, rafforzando quell’idea di “comune” che contraddistingue il nostro immaginario. Lo stesso immaginario che per noi ha saputo rappresentare “Toselli” nei suoi sette mesi di vita.

Una casa, ma anche uno spazio aperto a tutti, dove l’autogestione, la condivisione di saperi e pratiche hanno portato alla sedimentazione di legami forti. La ciclo-officina, il laboratorio d’arte e le tante iniziative riempivano lo spazio occupato, che da un non-luogo si era rapidamente trasformato in una piazza, un museo a cielo aperto che sapeva far sognare e coinvolgere.

Poi l’edizione di quest’anno di“Inchiostri ribelli”…un “mondo colorato” che è stato capace di trasmettere attraverso le arti, un modo diverso di percepire l’esistente. Un evento fatto di colori, suoni, parole ed emozioni dove writers, scrittori, tatuatori e artisti di vario genere hanno potuto esprimersi e condividere le loro passioni. Cinque giorni di iniziative e concerti, uniti da un filo conduttore fatto di socialità e solidarietà…la stessa solidarietà esplosa durante lo sgombero di Toselli.

Questo evento nasce in risposta alle sentenze di primo grado per lo sgombero di via Toselli che ci saranno il 9 Dicembre 2016, a pochi giorni di distanza dalle sentenze del “processone”.
Il processo per Toselli vede coinvolte 12 persone accusate di aver difeso lo stabile e ciò che vi era dentro, sottoposte a misure cautelari per resistenza a pubblico ufficiale.

Le ripercussioni giudiziarie per quelle giornate di resistenza sono mirate a disintegrare un’esperienza e la possibilità di ricrearla. Noi abbiamo scelto di non fermarci, di far vivere quella forza, quella volontà, altrove.. in ogni spazio, in ogni crepa che continuerà ad aprirsi in questa città..

Quei giorni ci dimostrano che davanti alla violenza dello stato, fatta di lacrimogeni, insulti e percosse, c’è chi reagisce e decide di non abbassare la testa. Un immagine che parla di “resistenza”. Per trentasei ore i solidali si sono mobilitati fermando i flussi del capitale. Cortei e blocchi hanno animato le vie del quartiere, mentre tre compagni erano barricati sul tetto, accendendo in ognuno di noi la voglia di lottare, di reagire agli attacchi di una società che ci vorrebbe isolare.

Ci sono storie di repressione che somigliano a questa..sconvolgenti, brutali e spettacolari, mentre altre sono meno visibili ma non per questo meno opprimenti e crudeli.. quelle “quotidiane”.
Dispositivi e mezzi che ci circondano svolgono proprio questa funzione: organizzano e disciplinano ogni istante della nostra vita; dallo sbirro di quartiere all’insegnante, dai mille colloqui per lavori precari alle telecamere. Mezzi usati ad hoc per rendere l’esistenza alienata e sottomessa.

Non riuscire neanche a immaginare che esistano altri modi di organizzare le nostre vite, è forse il risultato massimo di questa repressione.

Scardinare questa convinzione è il primo atto di resistenza!

Oggi siamo pronti a dare una risposta ad una società che prova con ogni mezzo a isolarci, attraverso una pratica come la TAZ. “La Crepa”, come abbiamo deciso di chiamarla. Una crepa in questa normalità che ci appiattisce, uno squarcio liberato nel territorio metropolitano, una zona d’ombra del dispositivo di controllo cittadino, una finestra su altre forme di vita. Un evento, un modo di agire che parla di noi e della nostra voglia di stare insieme creando modi diversi di vivere l’esistente.

Una crepa che, siamo certi, non potrà che continuare ad allargarsi, facendo infine crollare questo mondo assurdo e cattivo.

Sabato 10 Dicembre 2016 Firenze stay tuned!

Ogni info a breve…
STAY TUNED
STAY ACAB

Sorgente: Temporary Artistic Zone La CREPA

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