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Strage di Berlino, la foto di Anis Amri a Milano. È caccia ai contatti in Italia – Rai News

27 dicembre 2016Anis Amri, il terrorista tunisino ucciso in una sparatoria a Sesto San Giovanni, il 22 dicembre ha fatto anche una tappa di circa un’ora a Bardonecchia, nel Torinese, prima di prendere un treno regionale per Torino e, dopo aver cambiato di nuovo treno, arrivare alla stazione Centrale di Milano. Il particolare emerge da fonti investigative. Da quanto si è saputo, infatti, il pool anti terrorismo della Procura di Milano, coordinato da Alberto Nobili, e gli agenti della Digos di Milano, hanno ormai delineato con chiarezza il percorso che Amri ha fatto per arrivare in Italia.Dopo l’attentato a Berlino, l’uomo ha viaggiato per l’Europa per far perdere le sue tracce. La mattina del 22 dicembre ha preso un treno ad alta velocità che dalla stazione di Lione lo ha portato a Chamberry, in Alta Savoia. Il treno ha proseguito fino a Bardonecchia, nel Torinese. Amri, forse per far perdere le sue tracce, è sceso dal Tgv anche se aveva fatto il biglietto fino a Milano. Dopo un’ora di attesa, ha preso un treno regionale per Torino, dove ha atteso un’altra ora prima di imbarcarsi sul treno regionale che lo ha condotto nella stazione di Milano Centrale intorno all’una di notte del 23 di dicembre. Due ore dopo era alla stazione ferroviaria di Sesto San Giovanni, dove avrebbe potuto prendere un autobus di linea diretto nel Sud Italia o in Nord Africa.La questura di Milano ha diffuso un fotogramma estratto dalle telecamere della Stazione Centrale che riprende Anis Amri il 23 dicembre scorso, poche ore prima che il terrorista tunisino, ritenuto responsabile della strage di Berlino, fosse ucciso in uno scontro a fuoco con la Polizia a Sesto San Giovanni. L’immagine – che mostra Amri mentre si dirige verso l’esterno della Stazione – è delle 00.58 del 23 dicembre e rappresenta un altro tassello nelle indagini degli investigatori che stanno ricostruendo gli spostamenti dell’uomo.Il ‘fantasma’ Anis Amri è arrivato in Italia dalla Francia apparentemente da solo. Che il tunisino non sia però un ‘lone wolf’, ma sia stato supportato da una rete nella sua azione a Berlino appare sempre più evidente. In Tunisia, intanto, è stato arrestato il nipote, che sarebbe stato convinto dallo zio a raggiungerlo in Germania per arruolarsi in una cellula tedesca dell’Isis. La Procura di Milano potrebbe chiedere all’autorità giudiziaria tunisina notizie a riguardo. Dalla Tunisia alla Germania, dalla Francia all’Italia, sono diversi dunque i Paesi coinvolti nel percorso del 24enne e costanti gli scambi informativi tra chi indaga. Gli investigatori tedeschi sono stati a Milano per un confronto. È la pistola calibro 22 usata a Sesto uno degli elementi da chiarire; l’ipotesi prevalente è che sia la stessa usata per uccidere l’autista polacco del camion usato a Berlino.Ma dalla Germania non sono ancora arrivati a Milano i dati sui proiettili per la comparazione. Si stanno poi passando al setaccio gli altri oggetti trovati addosso all’uomo: i biglietti ferroviari utilizzati e la scheda sim, che sarebbe ‘pulita’. Una preziosa miniera di informazioni è naturalmente il cellulare trovato nel camion, dal quale si può risalire ai contatti di Amri ed alle utenze chiamate negli ultimi giorni. All’attenzione ci sono poi i filmati delle telecamere nelle stazioni di Milano, Torino e Sesto per verificare i movimenti del tunisino. Finora, però, non sarebbero emersi elementi che indichino la presenza di persone che si siano avvicinate all’uomo. Le telecamere francesi hanno inquadrato Amri giovedì scorso, nella stazione Part-Dieu di Lione dove ha comprato un biglietto in contanti per Milano, con cambio a Chambery.Le domande sono sempre le stesse: perchè il killer è arrivato in Italia? Perché proprio a Sesto? Si sta quindi scavando nel suo passato da detenuto in diversi carceri siciliane, dove ha passato 4 anni, dal momento del suo sbarco a Lampedusa nel 2011. Si stanno passando al setaccio i nomi dei suoi compagni di cella (ne ha cambiati molti, visto anche che il soggetto era turbolento e veniva spostato di frequente) per capire se qualcuno risiede ora nell’area di Sesto. L’ipotesi è che l’uomo sia arrivato in Italia per procurarsi documenti falsi, che aveva già ottenuto in passato. Accertamenti e perquisizioni nelle prossime ore probabilmente interesseranno l’hinterland milanese, negli ambienti vicini al radicalismo islamico. E spunti importanti arrivano dalla Tunisia. Nel corso di un’operazione delle forze di sicurezza è stata smantellata una cellula terroristica composta da tre persone. Una delle tre è il nipote di Amri. Nell’interrogatorio il giovane avrebbe riferito che lo zio – con cui comunicava tramite Telegram – lo ha reclutato inviandogli anche una somma di denaro ed un documento falso per raggiungerlo in Germania ed arruolarsi nella rete tedesca dell’Isis, guidata dal salafita iracheno Abu Walaa, arrestato lo scorso 8 novembre. Tanto, dunque, come si vede, il materiale a disposizione di chi indaga. La difficoltà è quella di mettere insie

Sorgente: Strage di Berlino, la foto di Anis Amri a Milano. È caccia ai contatti in Italia – Rai News

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