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‘Stato Civile’, Simona e Stefania: “Minacciate sul web ma nessuna paura”

Simona Deidda e Stefania Mocci si sono unite civilmente il 1° ottobre. Protagoniste della prima puntata di Stato Civile, in onda su Rai3, trasmessa in replica il 26 dicembre, le due donne sarde sono da tre giorni bersaglio di post e tweet di ogni genere. “Si va dalla deprecazione all’insulto, dal manganellismo verbale alle minacce di morte. Senza contare le parole offensive rivolte a Desirée, la figlia dodicenne di Stefania”. A sottolinearlo è la versione online di Pride, il mensile gay italiano, facendo riferimento alla polemica, “suscitata da Mario Adinolfi e sostenuta da esponenti de Il Popolo della Famiglia, da alcuni movimenti cattolici e da politici come Carlo Giovanardi”, contro la trasmissione Stato Civile, poi rimbalzata sui social.’Stato Civile’ e i commenti al veleno, bufera social sul programma di Rai3Il trailer della loro storia, postato sulla pagina Fb di Rai3, risulta avere al momento 119.605 visualizzazioni, 435 condivisioni e 223 commenti, ricorda il mensile. Ma non si tratta affatto di un risultato positivo, qualora si consideri la tipologia delle persone che hanno condiviso e commentato il video. La maggior parte l’ha fatto con finalità denigratorie.”Già in occasione dell’unione civile abbiamo subito degli attacchi omofobi”, dice Simona Deidda, intervistata da Pride Online, precisando “ma non così violenti come quelli che dal 26 dicembre sono comparsi sulla pagina Fb di Rai3. Si possono leggere anche minacce esplicite (come quella di chi invita a fucilarci) e offese a Desirée”.”Nessuna paura – aggiunge Simona – In ogni caso ieri sera ho sentito la presidente del Mos (Movimento omosessuale sardo). Ho intenzione di tutelare sia me sia la mia famiglia sporgendo denuncia nei confronti di queste persone. I toni sono veramente esagerati e non è comunque tollerabile un’offesa del genere”.”Io e Stefania ci siamo conosciute il 25 agosto 2013. Era il giorno del mio compleanno. Lei si è presentata nel locale dove allora lavoravo… È iniziato tutto così”, racconta Simona. “Dopo una settimana – continua Simona – siamo andate a vivere insieme anche perché, avendo all’epoca entrambe 30 anni, avevamo deciso di rischiare. Alla fine il 1° ottobre ci siamo unite civilmente”.Simona ricorda che si sono sposate a Domusnovas, in Sardegna, dove è nata e vive con Stefania: “E’ un paesino di 5mila abitanti che, contrariamente a quanto si possa pensare, hanno accettato con tanta serenità e la nostra decisione. Noi siamo molto orgogliose dei nostri compaesani”. I media si sono poi interessato alla loro unione, la prima di due donne in Sardegna. “Stefy ha avuto sua figlia da un precedente matrimonio. Desirée ha 12 anni e vive con noi. È una bambina felice e serena, che vede il papà ogni fine settimana. Ha un ottimo rapporto con noi e con le nostre famiglie”, conclude Simona.

Sorgente: ‘Stato Civile’, Simona e Stefania: “Minacciate sul web ma nessuna paura”

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