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Sinistra – Sel e SI bocciano Giuliano, gelo dei bersaniani | l’Unità TV

unita.tv/ – Sel e SI bocciano Giuliano, gelo dei bersaniani. Cuperlo plaude: “È il momento di costruire ponti”

Prematura o meno, la mossa di Giuliano Pisapia – la proposta lanciata ieri su repubblica di un’alleanza progressista a sinistra del Pd, con cui presentarsi al voto e a cui Renzi dovrebbe «già da ora» lanciare un segnale – incontra il favore dei sindaci ma non fa breccia nella sinistra che al governo appena caduto ha fatto opposizione.

Il plauso di Sala, i primi passi

«Questioni tutt’altro che banali» quelle poste da Pisapia, certifica Renzi nel corso della difficilissima Direzione Dem di ieri. Progetto «interessante» secondo il successore di Pisapia, il sindaco Giuseppe Sala secondo il quale «il modello Milano di sinistra unita è l’unico possibile».

Anche se riconosce, «gli spazi politici sono ampi e stretti allo stesso tempo. Bisognerà vedere chi sono i compagni di viaggio».

«Il Pd deve essere pronto a dialogare. Esperienza dei sindaci per il governo del paese» twitta Matteo Ricci, primo cittadino di Pesaro e membro della segreteria nazionale Dem.

Parole «importanti, questo è il momento di ricostruire ponti», plaude anche Gianni Cuperlo, secondo cui Pisapia dimostra come «il Pd da solo non sia autosufficiente, ma sia l’unica possibilità per la guida del Paese».

Cuperlo del resto sarà con lo stesso Pisapia, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda (Sel), esponenti Pd come il sindaco di Bari Antonio Decaro ospite del primo cittadino di Bologna, il Dem Virginio Merola, per un incontro che ha l’obiettivo dichiarato di costruire un nuovo centrosinistra unito e un’alternativa di governo.

A partire da una nuova classe dirigente. «Il momento della verità» auspicato da Pisapia per la sinistra muoverebbe i suoi primi passi nella terra di Romano Prodi, che avrebbe incoraggiato l’iniziativa.

Merola del resto all’indomani del voto aveva annunciato l’incontro per «mettere al centro la lotta alle diseguaglianze e recuperare la frattura con i giovani.

Per ricostruire abbiamo bisogno della disponibilità di tutti a trovare una strada nuova e rinnovata per il centrosinistra italiano ».

Le barricate di Sel e SI

Ma se per Cuperlo «questo è il momento di costruire ponti, come io sto cercando di fare dentro il Pd» la reazione di Sel e Sinistra italiana evoca piuttosto muri e barricate.

I vendoliani trovano impossibile fare accordi con chi non mette sotto accusa Jobs Act, voucher e Buona Scuola, SI accusa senza mezzi termini l’avvocato milanese di voler fare da «stampella» al premier dimissionario.

Ragionamento che peraltro risuona anche in casa Dem per bocca di Enrico Rossi, presidente della Toscana e candidato alla segreteria del Pd: «Se il partito non cambia leadership quello di Pisapia rischia di apparire come un soccorso a Renzi portato fuori tempo e fuori contesto, un’operazione meramente ancillare e di servizio.

Ciò che occorre è una politica sociale ed economica diversa, siamo il Paese in Europa dove sono maggiormente cresciute le disuguaglianze, l’area della povertà e del precariato».

Il «Campo progressista» evocato dall’ex primo cittadino potrebbe aver un suo primo banco di prova il 18 dicembre a Roma, alla Casa delle Architetture dove secondo Pisapia si ritroveranno chi a sinistra «ritiene che il Partito democratico non possa che essere suo alleato, e voglia collaborare lealmente in un’ottica di centrosinistra assumendosi le sue responsabilità».

Non la pensa così il deputato di Sel Massimiliano Smeriglio: «Il 18 saremo a Roma insieme a tante altre realtà, ma non siamo interessati a fare la sinistra del partito della nazione, il referendum ha bocciato la narrazione renziana, Jobs Act, Buona Scuola e voucher sono tra le cause del disagio sociale».

«Pensare di costruire la sinistra del renzismo è fuori dalla realtà- riassume Nichi Vendola – la sinistra ha già trovato la sua unità, nel No al referendum», Nicola Fratoianni chiude il cerchio di fuoco di fila di Sel controil progetto di Pisapia bollandolo come «schema astratto», che prescide dall’analisi «della società e degli effetti prodotti dalle politiche renziani.

La Sinistra non può avere come unica ambizione quella di sostituire Alfano e Verdini».

Il nodo sembra rimanere dunque l’opposizione all’impostazione portata da Renzi al governo e nel Pd. «Non credo che il modello Milano, dove il centrosinistra ha vinto per il rotto della cuffia con Sala, sia l’unico e il massimo orizzonte possibile per la sinistra italiana – obietta ad esempio il bersaniano Michele Gotor -.

E mi chiedo se la scelta di Pisapia di votare «Sì» al referendum non possa rendere particolarmente complesso il compito che si prefigge».

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Sorgente: Sinistra – Sel e SI bocciano Giuliano, gelo dei bersaniani | l’Unità TV

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