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Sinistra europea, da venerdì a domenica il congresso a Berlino. Controlacrisi effettuerà alcune dirette radio. Qui l’editoriale di Paolo Andreozzi – ControLaCrisi.org

controlacrisi.org – Sinistra europea, da venerdì a domenica il congresso a Berlino. Controlacrisi effettuerà alcune dirette radio. Qui l’editoriale  – di Paolo Andreozzi

Da venerdì a domenica prossimi, a Berlino, si terrà il 5to Congresso del Partito della Sinistra Europea (o Sinistra Europea e basta: S.E.).

E’ un evento importante per la sinistra in Europa.

Controlacrisi lo seguirà con alcuni collegamenti in diretta con il corrispondente Pietro Lunetto e grazie alla collaborazione di Radioredonda. Prossimamente vi daremo date e orari dei collegamenti. Per il momento ospitiamo un intervento di Paolo Andreozzi.

“E’ un soggetto politico particolare, nato nel 2004 come coordinamento-contenitore di partiti socialisti (conseguenti) e comunisti (non-stalinisti) di tutto il continente, presente a Strasburgo e Bruxelles con 23 europarlamentari (iscritti al gruppo GUE/NGL).

Oggi ne fanno parte tra gli altri Rifondazione in Italia, Syriza greca, Linke tedesca, Front de Gauche francese, Izquierda Plural spagnola,

Bloco de Esquerda portoghese, e poi austriaci, belgi, danesi, boemi, slavi, baltici, scandinavi, turchi… Più altri partiti e movimenti (sempre di ispirazione socialista, comunista, libertaria, ambientalista, radicale…) in qualità di osservatori esterni.

Io sono iscritto individuale a S.E. da quest’anno (l’avevo chiesto già nel 2014, durante la campagna elettorale per le Europee, candidatura Tsipras, ma c’è voluto del tempo). E la cosa nuova e interessante è proprio questa delle iscrizioni individuali, cioè dell’estensione dell’appartenenza a S.E. dal mero automatismo per chi, Paese per Paese, sia iscritto ai partiti membri, a chi pur non avendo tessere nazionali lo stesso approva e sostiene gli obiettivi e le strategie del soggetto politico trans-nazionale.

I quali obiettivi e le quali strategie sono essenzialmente: il contrasto al neo-liberismo, vera guerra di classe dall’alto verso il basso, la prevenzione delle derive di estrema destra (nazionalismi, populismi, razzismi, neofascismi) in corso di fallimento anche delle ricette neo-liberiste per uscire dalla Grande Crisi, e la costruzione di un’Europa dei diritti sociali ed economici, del progresso culturale e civile, della tutela ambientale, dell’accoglienza e della solidarietà.

Leader più in vista di Sinistra Europea è Alexis Tsipras, presidente uscente il francese Pierre Laurent, tra i vicepresidenti (uscenti) la compagna spagnola Maite Mola che mi onoro di conoscere.

In soldoni, questo Congresso cercherà di definire una forma organizzativa più “da partito”, non solo da coordinamento-contenitore; e nei contenuti, di delineare il massimo antagonismo possibile all’austerity imposta dal neo-liberismo, e di (per far questo) definire una piattaforma utile ad alleanze sociali e politiche, intellettualmente oneste e tatticamente efficaci.

Ieri a Roma c’è stata una piccola riunione con all’ordine del giorno la raccolta di qualche spunto utile a chi dall’Italia andrà a Berlino e prenderà parte attiva al Congresso. Io non andrò ma c’ero. Ho ascoltato, e ho lasciato il mio spunto forse banale. Che riporto anche qui per ogni evenienza, in modo schematico (che per i grandi orizzonti, c’era ieri e ci sarà a Berlino chi ne sa più di me).

– La lotta all’austerity, come obiettivo principale, poteva andar bene due o tre anni fa; ma ora che almeno a parole si dicono anti-austerity perfino i moderati e i liberali, e che dell’anti-austerity fanno una bandiera greve (e disonesta, ma questo tanta gente non lo sa ancora) i populisti e le destre, Sinistra Europea non può più certo qualificarsi soltanto così.

– Bensì, semmai, con la denuncia più forte possibile, che arrivi bene alle orecchie della quota di popolo “nostra azionista di riferimento”, ossia la classe lavoratrice (stabile o precaria che sia), del fatto che proprio il fallimento dell’austerity neo-liberista sta precipitando il continente tra le braccia dei nazionalismi più beceri, dei populismi “altro-democratici” e delle destre più grette, e che Sinistra Europea è in trincea anzitutto contro tutti questi soggetti e non è disposta a nessunissimo patto di non-aggressione con loro neppure in virtù del dichiarato (da essi) anti-liberismo.

– Dal che discende che Sinistra Europea non deve attardarsi troppo su temi cari invece a queste forze mascherate da rivoluzionarie, in realtà conservatrici se non reazionarie pure, quali il sovranismo monetario (no Euro, per capirci) e lo strappo dei Trattati (no Europa, per capirci): i populisti e le destre, su questo, sono e saranno sempre più credibili della sinistra (conseguente) agli occhi di popoli e classi, e quindi è anche fallimentare tatticamente posizionarci eventualmente in tal modo; inoltre, nel merito, le tante forze afferenti a Sinistra Europea non sono affatto concordi sulla posizione da adottarsi su Euro e Unione: provare a centrare la nostra linea su questo, semplicemente ci divide.

– Invece, unirebbe nel merito e qualificherebbe nel metodo e nella comunicazione, una focalizzazione ideale e politica che mettesse al centro solo tre parole (le “mie solite” tre parole): pace, lavoro, democrazia.
Pace, in quanto se il neo-liberismo fallisce il passo successivo per il mantenimento del sistema sarà la distruzione di capitale su scala di massa, ossia la guerra.

Pace come direzione ostinata e contraria all’innalzamento dei muri, al respingimento dei popoli. Pace come presupposto fermo di denuncia contro l’utilizzazione di forze armate dei Paesi europei nei tanti teatri di guerra già attivi nel mondo.

Lavoro, e non solo reddito (di cittadinanza, di dignità o come lo si chiami), primo perché il reddito lo chiedono già a gran voce (anche questo) populisti e destre, e secondo (ma più importante) perché solo discutendo di lavoro, di modo di produzione, di cosa e perché si produce, si consuma, si smaltisce, di chi è proprietario di cosa e con che limiti e finalità sociali (come dice la nostra Costituzione), si fa sinistra.

Democrazia, perché ci interessa assai più la democrazia sostanziale, partecipata, che non l’efficienza e la governabilità (slogan dei moderati e dei liberali) o la possibilità di contare qualcosa cliccando col mouse sul web (“paradiso” dei populisti); invece la democrazia sostanziale e partecipata passa, questo sì, per la revisione dei Trattati (di cui il 25 marzo prossimo “festeggiamo” i sessant’anni) per renderli semmai più simili alla nostra Costituzione, non già la Carta più simile ai Trattati.

Pace, lavoro, democrazia.
Pa.La.De., a Berlino a dire la propria (io spero, confidando in chi andrà).
– Infine, sull’organizzazione di Sinistra Europea, se deve diventare un partito vero e proprio non c’è che un modo: una vera e propria campagna di tesseramento individuale di massa, che superi del tutto la natura “sommatoria” dello spazio politico perché ne nasca un soggetto ad alto tasso di autonomia; corollario a ciò: un’immediata riforma degli organismi interni tale che anche ai livelli di direzione acceda con pari dignità dei rappresentanti dei partiti membri (oggi presenti “per diritto” i vari leader nazionali, che però devono fare anche il proprio “mestiere” in patria) chiunque iscritto al partito come semplice cittadino. Non penso a me, ovviamente.

Ecco i miei spunti, condivisi ieri con la piccola (ma interessantissima) riunione romana.
Compagne e compagni d’Italia e d’Europa, buon 5to Congresso davvero!
E che sia buono, ce n’è tanto tanto bisogno”.

Sorgente: Sinistra europea, da venerdì a domenica il congresso a Berlino. Controlacrisi effettuerà alcune dirette radio. Qui l’editoriale di Paolo Andreozzi – ControLaCrisi.org

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