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Referendum, sulla Costituzione il giudizio delle urne – Corriere.it

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corriere.it/politica –  il focus: domenica si vota dalle 7 alle 23. Referendum, sulla Costituzioneil giudizio delle urneDalla fine del bicameralismo paritario alla revisione dei poteri delle Regioni, dalla cancellazione del Cnel alle regole sulla democrazia diretta: guida alla riforma   –  di Renato Benedetto

Un Sì o un No per cambiare, o per mantenere così come oggi sono scritti, 47 articoli della Carta fondamentale: la riforma della Costituzione che porta il nome di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi domani sarà sottoposta al voto dei cittadini italiani.

Arriva così a conclusione un percorso durato quasi tre anni. Iniziato con un patto tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, il 18 gennaio 2014, per fare del Senato una Camera delle autonomie e rivedere i rapporti tra Stato e Regioni, e passato per sei votazioni tra Camera e Senato prima del via libera definitivo dell’Aula lo scorso 12 aprile.

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Una dinamica parlamentare che non ha risparmiato scontri e divisioni, dopo la rottura del patto tra Berlusconi e Renzi — con Forza Italia che passa all’opposizione, mentre a sostegno delle riforme arrivano le truppe di Verdini — e le tensioni con la minoranza del Pd. Nei passaggi tra Camera e Senato, in effetti, la riforma ha subito qualche ritocco: sui rapporti tra Stato e Regioni, sulle competenze del Senato e, soprattutto, sulla sua elezione.

Proprio quest’ultimo rimane ancora un nodo da sciogliere, mentre si arriva al voto, della riforma. Lo scontro tra chi voleva un Senato a elezione indiretta — scelto dai consigli regionali, come previsto nella prima versione del testo — e chi premeva per dare ai cittadini la possibilità di indicare i futuri membri di Palazzo Madama è stata risolta con un compromesso e con un rinvio.

Il compromesso: i senatori sono eletti dai consiglieri regionali, ma tenendo conto delle indicazioni date dai cittadini alle Regionali.

Il rinvio: la legge elettorale per il Senato sarà definita da una legge ordinaria, ancora da scrivere. La scheda mostrata da Renzi martedì sera, come già è stato detto, è solo un’ipotesi, sostenuta dal Pd.

Qui a fianco sono riassunti, accanto al testo della Carta come è oggi (e resterebbe se vincesse il No), i punti principali della riforma per superare il bicameralismo perfetto e fare della Camera l’assemblea politica e del Senato l’Aula delle autonomie, con consiglieri regionali e sindaci, rivedere i rapporti tra Stato e Regioni, centralizzando diverse materie, cancellare le Province, già svuotate di competenze e fondi dalla legge Delrio, abolire il Cnel.

Non tocca la prima parte della Carta, i principi fondamentali, ma modifica aspetti importanti: l’iter delle leggi, la composizione del Parlamento, l’elezione del capo dello Stato, le competenze su sanità, trasporti, ambiente, lavoro, beni culturali.

Tutti temi che sono stati, in questi mesi, dibattuti in campagna elettorale, anche se spesso il dibattito è stato coperto da uno scontro politico che, con il testo, c’entra poco.

Sabato la campagna dovrebbe lasciare spazio al silenzio elettorale (non troppo rispettato, a dire il vero, negli ultimi appuntamenti). In attesa che domenica, dalle 7 alle 23, si aprano le urne.

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Sorgente: Referendum, sulla Costituzione il giudizio delle urne – Corriere.it

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