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Racconto di una manifestazione: Proteggiamo le persone, non i confini – Brainstorming Culturale Magazine

Roma non sta a guardare: diventa meticcia  A Roma, sabato 17 dicembre 2016, volontari e attivisti di Baobab Experience, insieme alle realtà sociali e alle organizzazioni solidali e alla cittadinanzatutta hanno manifestato per il rispetto dei diritti degli immigrati e dei rifugiati. L’unica soluzione possibile è un’accoglienza dignitosa! Questo l’obiettivo di sabato 

Una Roma reattiva e protagonista, paladina delle persone più fragili e dei diritti di tutti quelli che necessitano accoglienza, ha dato vita a un sabato multi colorato e multietnico. Un corteo dove migliaia di persone hanno partecipato e hanno manifestato con reale vicinanza per i diritti dei migranti transitanti e per i rifugiati di tutto il mondo.

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Roma non sta a guardare: diventa meticcia e palcoscenico di una manifestazione trasversale e partecipata.

La giornata di rivendicazione dei diritti dei migranti ha così inizio. L’appuntamento per volontari e migranti è a Piazzale Spadolini, dietro la Stazione Tiburtina: luogo di ritrovo per i migranti transitanti a Roma, ospiti del centro Baobab Experience che, grazie ad attivisti e volontari, garantisce loro tre pasti al giorno e procura il necessario – dai vestiti alle scarpe – oltre all’assistenza psicologica. Tuttora molti rifugiati, infatti, dormono nei centri di accoglienza, ma la soluzione non è definitiva: bisognerebbe adottare politiche di accoglienza più efficaci. L’Italia è il primo porto di sbarco per gli africani: non si più pensare al fenomeno migratorio come un problema, bensì vederlo come un’opportunità di crescita sociale e culturale per il nostro Paese.

L’appuntamento è, per tutti, Piazza della Repubblica, punto di partenza ufficiale della manifestazione. La moltitudine di gente pervenuta comunica un’atmosfera effervescente. Con immediatezza percepiamo ciò, con la consapevolezza che l’importante “è esserci”, pensiamo che la giornata sarà ricca e densa di emozioni.

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“Oggi si scende in piazza”, dunque. Voci, canti, balli, colori, suoni, rumori, musiche e cori ci avvolgono: tutto in nome della solidarietà. La manifestazione, infatti, è dedicata soprattutto a tutte le vittime dell’accoglienza fallita, del razzismo e dell’incompetenza della nostra classe politica.

Il pensiero è stato rivolto a  tutti i ragazzi e le ragazze, uomini, donne e bambini che sono morti in mare o che, dopo essere approdati vivi in Europa, per superare la frontiera, hanno perso la vita (come Abel, giovane eritreo morto nel tentativo di raggiungere il fratello  in un altro paese). L’ennesima tragedia sintomatica del fallimento totale dei valori europei  di  solidarietà e accoglienza. Ma noi, con il nostro grido – “Proteggiamo le persone, non i confini” – non vogliamo ne dimenticare ne possiamo perdonare i responsabili di queste morti.

Il corteo si è trasformato subito in una festa trascinante. La voglia di stare insieme è stata di forte impatto emotivo: molti gli striscioni e i cartelloni con le loro scritte emblematiche e significative, espressioni di vicinanza e solidarietà al mondo migrante, presente e distante. “Il mio sangue è rosso come il tuo”: il sangue scorre allo stesso modo dentro tutti gli esseri umani, e c’è bisogno di ricordarlo.

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“La loro sofferenza merita il  nostro aiuto”. “Empatia”: il sentimento chiave. Mettendoci nei panni di chi soffre, comprendiamo che non dovremmo tirarci indietro nel soccorrere chi ha bisogno. Secondo MEDU – Medici per i diritti umani – che da più di un anno e mezzo è affianco ai migranti transitanti di Roma, questo concetto vorrebbe significare non agire, che in gergo medico equivale all’omissione di soccorso.

Un’altra frase toccante e forte  – “Insieme verso il futuro contro i pregiudizi” – ci fa riflettere su quanto sia importante osservare “queste persone” con attenzione. Ogni giorno faticano a trovare un loro posto nella società, ma ci insegnano qualcosa riportandoci ai valori e alle emozioni che spesso dimentichiamo di vivere. Noi, però, le consideriamo amici e fratelli. Crediamo che il nostro futuro sia insieme a loro, affinché si crei una società aperta allo scambio umano, all’accoglienza, e all’abbraccio tra le persone, per progredire e migliorare.

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Uno dei cartelloni di Baobab Experience diceva: “We are not dangerous, we are in danger”Non siamo pericolosi, siamo in pericolo. Queste donne e questi uomini fuggono da guerre, dittature, violenze, ingiustizie per noi inconcepibili. Scappano dal pericolo più grande, la morte. Non sono pericolosi, loro.  Forse lo siamo noi.

Si è soliti pensare, infatti, che qualcosa che non conosciamo sia pericoloso; qualcosa con cui non abbiamo mai avuto un’esperienza diretta. Se imparassimo, invece, ad ascoltare, guardare negli occhi, e passassimo del tempo a conoscere i migranti prima di giudicarli, probabile che le paure svaniscano. “Proteggiamo le persone, non i confini” è servito proprio a questo: a conoscere e fare amicizia tra cittadini, giovani e bambini. Scendere in piazza per conoscersiriconoscersi come persone civili e solidali, poiché aiuta a vivere meglio.

dsc_6955Un altro cartello dice: “Le frontiere da abbattere, sono quelle nella mente dell’uomo”. Non esiste cosa più spaventosa di una mente chiusa e mal disposta, perché non permette di scoprire la verità dei fatti, allontanando così l’individuo dal confronto, dalla conoscenza, quindi dalla consapevolezza. L’apertura mentale è un abbraccio costante e lucido nei confronti della vita. Un’opportunità di crescita e di evoluzione per una società che spesso apporta segni di degrado umano.

Ancora: “Roma città aperta all’accoglienza”. Questa è la voce del popolo: le istituzioni devono prenderne atto e trovare una soluzione duratura e concreta nel rispetto delle persone, sempre e comunque.

Una richiesta semplice, invece, è: “Dignità per tutti”. Questa frase nasconde al suo interno la ragione della vita stessa. Non c’è vita senza dignità. “L’amore verso gli altri non ha confini”, invece è un’affermazione netta e una dichiarazione al tempo stesso. Non devono esserci barriere create dall’uomo per i propri interessi economici e per il proprio egoismo. Amare significa accogliere e non è limitato da alcun confine. La legge è stata creata per fare vivere meglio le persone, non per essere un vincolo alla nostra felicità.

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Al termine del corteo Roberto Viviani di Baobab Experience, oltre a sottolineare la trasversalità dell’evento, ha tenuto a ringraziare tutti i soggetti promotori della manifestazione come anche i soggetti aderenti. Prima degli interventi, lo stesso Viviani con la sua osservazione: “Una vera accoglienza è possibile, ci vuole solo umanità, ci vuole solo empatia a capire che siamo tutti sulla stessa barca”, esprime il fine ultimo di questo giorno di festa dedicata ai migranti. E ancora ACTION : “Noi siamo i partigiani della libertà. Evviva Roma città aperta”.

Siamo tutti sulla stessa barca. Da soli non siamo nessuno. Per vivere, infatti, abbiamo bisogno gli uni degli altri. I migranti soprattutto, sia per ricevere beni materiali, sia per scambi umanamente possibili. Noi, grazie alla loro presenza, non possiamo che ritrovare il senso dell’umanità che scaturisce da azioni semplici, di cura e di gentilezza. I diversi aspetti caratterizzanti vanno rispettati e accolti in un dialogo continuo, ogni giorno: questo è sinonimo di convivenza. Questa è la vera ricchezza.

Elisa Galletto

Foto: Filippo Cuffaro

 

Soggetti PromotoriBaobab ExperienceAction Diritti in MovimentoArci Roma ImmigrazioneAssociazione culturale “Laura Lombardo Radice”Cgil di Roma e del LazioRoma SocialPrideCSOA La Strada; Studenti Indipendenti – LINK, Miseria Ladra – Gruppo Abele/LiberaSlotmob Economia e felicità

Soggetti Aderenti: Amnesty International ItaliaMedici Senza FrontiereLasciateCIEntrareAssociazione AntigoneCoalizione Italiana Libertà e Diritti civili (Cild);  Greenpeace Italiail manifesto; Atletico DirittiA Buon DirittoCasetta Rossa Spa; Jugend Rettet e.V.Liberi NantesIntersosRadicali RomaMEDU – Medici per i Diritti UmaniLucha y SiestaStudenti Indipendenti facoltà medicina psicologia farmacia Sapienza; Sinistra ItalianaMedici Contro la TorturaPrc Federazione RomanaL’Altra Europa con Tsipras – Roma; Associazione Che GuevaraBlocchi Precari MetropolitaniEnergia per i diritti umani onlusPiccoli Maestri- scuola di lettura per ragazzi; CISV RomaA SUDCinecittà Bene ComuneAssociazione daSudParteCivileSunshine4Palestine;  Associazione Oltre il MareCollettivi Studenteschi Roma SudDiritti al Cuore OnlusAssociazione 21 luglioAssociazione OllebAssociazione sudCentro Il FiumeLegambiente BassasabinaIl Gusto della GentilezzaDiritti al Cuore OnlusMigr/AzioniTerra! onlusANGELO MAILeft; Wequal; Anddos-Gaynet RomaZeroviolenzaUDU – Unione degli UniversitariRete degli Studenti Medi; Cies Onlus; Associazione carte in regolaGiovani Democratici; BLACK REALITYAssociazione Famiglie ArcobalenoSlow Food Roma

 

 

Sorgente: Racconto di una manifestazione: Proteggiamo le persone, non i confini – Brainstorming Culturale Magazine

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