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Pd – Guardiamo dentro il No | Sergio Staino | l’Unità TV

unita.tv – Guardiamo dentro il No. Facciamo presto questo Congresso e rimettiamo in piedi il Partito

Trovo su Facebook un post di una cara amica, fra l’altro collaboratrice di questo giornale, indirizzato a M5S, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e a tutte le forze chiaramente di destra che hanno votato No.

Ne utilizzo qui alcune parti che ho trovato molto giuste e intelligenti. A tutti costoro essa chiede di non confondersi: «Non vi confondete.

Dentro quel 60% di No c’è un sacco di gente, che – banalmente – stava rispondendo alla domanda del referendum e votava No perché voleva stoppare, nel merito e nel metodo, una riforma costituzionale che non condivideva. Non vi stava firmando assegni in bianco, né dichiarando improvvisamente amore eterno.

Dentro quel No c’è un sacco di gente che ha sopportato le accuse di razzismo, populismo, destrismo, che si è lasciata associare al popolo della Brexit e a quello di Trump», così come chi ha votato Sì – e qui parlo io – ha dovuto sopportare le accuse di essere corrotti, venduti, traditori, antidemocratici e anche repubblichini.

Il cambiamento riparte dal 40%

Due corpi separati da questo referendum ma che rimangono profondamente uniti nei valori di libertà, incisività, attenzione all’altro e ricerca di un modo più sostenibile, civile, dignitoso e lungimirante di stare a questo mondo. E, per questo motivo, nessuno di questi si sognerà mai di votarvi.

«Caro PD – continua lei – guardaci anche tu dentro quel 60% di No. Con attenzione e disponibilità al confronto». E io aggiungo: se lo farai, come spero sia, ci troverai dentro (oltre a tanti colti filosofi, giuristi e magistrati ammalati di infinita vanità, ai gruppetti isterici del nuovo settarismo, ai politici in astinenza di poltrone e desiderosi di rivalsa) tantissime persone oneste, sensibili e attive nelle lotte di emancipazione degli umili e dei sofferenti.

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Accanto a queste troverai milioni di persone che non hanno sicurezza nel futuro, giovani costretti ad emigrare, famiglie che non sanno come mettere insieme il pranzo con la cena, coppie che non fanno figli per paura di quel che li potrebbe aspettare.

Sono questi gli elettori a cui dobbiamo guardare, sono questi che non abbiamo intercettato, sono questi che hanno votato No, non per indicazione di Berlusconi o Travaglio, ma perché non vedevano nella riforma costituzionale un qualche legame con i problemi della loro quotidianità. Questo credo sia l’errore che abbiamo compiuto, non tanto come Governo quanto come Partito.

Una risposta radicale di Gianni Cuperlo

E allora facciamo presto questo Congresso e rimettiamo in piedi il Partito. Andiamo nelle periferie, nei luoghi della povertà, nei luoghi della precarietà continua, e facciamo germogliare una nuova linfa vitale che partendo dal basso, dalle situazioni più umili e più diffuse, rigeneri la dirigenza del nostro PD e faccia volare il nostro paese così come anche tu, caro Matteo, hai sempre desiderato.

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Sorgente: Pd – Guardiamo dentro il No | l’Unità TV

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