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Obama a Putin: basta hackeraggio, possiamo reagire. Con me disoccupazione dal 10 al 4,6% – Il Sole 24 ORE

ilsole24ore.com – Obama a Putin: basta hackeraggio, possiamo reagire. Con me disoccupazione dal 10 al 4,6%  – di

Dal nostro corrispondente – È stato Vladimir Putin ad autorizzare le operazioni di hackeraggio sui server del partito democratico e la decisione della Casa Bianca di non pubblicizzare troppo la dinamica dei fatti negli ultimi giorni di una difficile campagna elettorale è stata presa proprio per non intervenire in una atmosfera politica già incandescente:”

Lo rifarei, non era giusto aumentare la tensione, ma ho dato un messaggio molto chiaro a Putin quando l’ho visto al G20 di settembre e dopo di allora abbiamo visto un calo delle attività ma il danno ormai era già stato fatto – ha raccontato Barack Obama ieri nella sua ultima conferenza stampa dell’anno – del resto – ha spiegato il Presidente, c’erano già ipotesi di complotto avanzate dal presidente eletto, non era il momento giusto…ma entro il 20 gennaio avremo un rapporto dettagliato preparato dalle agenzie di controspionaggio…per ciò che riguarda un coinvolgimento diretto di Putin posso solo dire che in Russia non succede molto senza che lui lo sappia, soprattutto quando si tratta di interferire in questioni di politica interna americana”.

Abbiamo visto un Barack Obama un po’ malinconico ieri nella conferenza stampa d’addio al 2016 ci ha dato una profonda riflessione sulla sua presidenza sui problemi politici americani, sulla debolezza a cui si espone il paese quando ci sono divisioni politiche interne che appaiono insanabili: Dobbiamo solo prendercela con noi stessi – ha detto Obama – la Russia è un paese più piccolo con una economia in rovina, incapace di esportare, ma è efficace nella provocazione, mi sorprende che il 37% dei repubblicani ritengano che Putin un ex agente del Kgb sia un buon leader”.

La Russia di Putin è stata la sua principale preoccupazione ieri, ha minacciato Mosca “smettetela perché anche noi possiamo fare cose a voi”. Se fino ad ora ritorsioni americane nei confronti del Cremlino non ci sono state, il 44esimo presidente Usa ha detto che possibili risposte alle azioni russe possono essere pubbliche o note soltanto alla Russia: “Alcune di loro saranno fatte in modo tale che [i russi] e non tutti se ne renderanno conto”.

Non ci sono dubbi che le relazioni sull’asse Washington-Mosca si siano “deteriorate”. Su questo Obama è stato chiaro. Lo è stato anche sullo stato della nazione nemica: “E’ un Paese più piccolo e più debole” rispetto alla prima economia al mondo. Parlando in una sala stampa gremita dalla Casa Bianca, interrotta per qualche minuto a causa di un malore di un giornalista, il presidente uscente ha aggiunto che l’economia russa “non produce nulla che la gente vuole” a parte il petrolio, il gas e le armi.

L’unico modo che Mosca può condizionare Washington “è se noi perdiamo traccia di chi siamo”, “se abbandoniamo i nostri valori”. Il 44esimo Commander in chief ha detto che “Putin può indebolirci così come sta cercando di indebolire l’Europa se accettiamo la nozione che va bene intimidire la stampa, imprigionare i dissidenti o discriminare le persone”.

Obama si è anche assunto le responsabilità per quel che sta capitando in Siria e parlando di economia ha sottolineato che “gli Usa “sono più forti, più prosperi e più rispettati”. Quando si preparava a entrare nello Studio Ovale, “il tasso di disoccupazione stava raggiungendo il 10%. Oggi è al 4,6%, il minimo di quasi un decennio”. Obama ha ricordato che c’è stata “la serie più lunga di sempre di creazione di posti di lavoro” e che “per la prima volta nella nostra storia, oltre il 90% di americani hanno una polizza assicurativa medica”: grazie alla riforma sanitaria da lui voluta nel 2010 siamo passati “da 44 milioni di americani senza assicurazione a 20 milioni in più che ora ce l’hanno”.

“Putin può indebolirci così come sta cercando di indebolire l’Europa se accettiamo la nozione che va bene intimidire la stampa, imprigionare i dissidenti o discriminare le persone”   –  Barack Obama 

Obama ha aggiunto che “il tasso di povertà lo scorso anno è sceso al passo più veloce di quasi 50 anni” e che il deficit è calato di due terzi. Il 44esimo presidente Usa ha ricordato anche i suoi successi diplomatici: “Abbiamo fatto in modo che l’Iran non abbia ottenuto armi nucleari” attraverso lo storico accordo siglato nell’estate 2015 ed entrato in vigore nel gennaio 2016 e “abbiamo aperto un nuovo capitolo con Cuba”, con cui le relazioni diplomatiche si stanno normalizzando. Non solo. “Abbiamo portato insieme quasi 200 nazioni per un accordo del clima [di Parigi] che potrà salvare questo pianeta per i nostri figli”, ha detto il leader Usa.

Barack Obama al termine della conferenza stampa di fine anno alla Casa Bianca (REUTERS/Jonathan Ernst). Ecco qui di seguito i temi chiave del suo intervento

Obama: su attacchi hacker ho detto a Putin di piantarla
La Russia “è responsabile dell’attacco hacker al partito democratico” e ho detto al presidente Vladimir Putin “di piantarla” quando l’ho visto a settembre. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nella conferenza stampa di fine anno, commentando quanto detto nei giorni scorsi dall’intelligence americana secondo cui Mosca avrebbe portato a termine attacchi pirata nel corso delle elezioni presidenziali americane avvantaggiando il presidente eletto Donald Trump. Obama ha ricordato che gli Stati Uniti hanno gestito l’hackeraggio russo nel giusto modo.

Obama: Clinton non è stata trattata in modo corretto in elezioni
Barack Obama crede che Hillary Clinton “non è stata trattata in modo corretto nel corso delle elezioni”. LO ha detto nel corso della conferenza stampa di fine anno in corso in questo momento alla Casa Bianca.

Obama, con Trump colloqui “cordiali”, a sua disposizione
Nella sua ultima conferenza del 2016, Barack Obama ha detto di avere avuto colloqui “cordiali” con Donald Trump. Durante le loro conversazioni, il presidente uscente ha fatto a quello eletto “suggerimenti specifici”.
“A parte i punti di disaccordo, mi ha ascoltato”, ha aggiunto il 44esimo Commander in chief, che il 20 gennaio prossimo passerà ufficialmente il testimone al suo successore. “Non so se implementerà” i suggerimenti forniti.
Obama si è detto “sempre disponibile per lui così come i miei predecessori lo sono stati” con i loro rispettivi successori. “Lo aiuterò nel modo migliore che posso”, ha aggiunto Obama.

Obama, Putin colpevole di attacco hacker? Aspettiamo indagine
Il presidente russo Vladimir Putin è colpevole dell’attacco hacker agli Stati Uniti da parte della Russia? Per Barack Obama è fondamentale “aspettare che vengano pubblicate le indagini” che sono ancora in corso in questi giorni. Ma il presidente americano ha ricordato che “non accade molto in Russia senza il via libera di Putin”. Obama poco prima aveva ricordato inoltre che è chiaro che ci sia Mosca dietro al cyberattacco.

Obama: repubblicani con Putin? Reagan si rivolterebbe nella tomba
Ronald “Reagan si rivolterebbe nella tomba” se potesse sentire che una buona fetta di repubblicani sta dalla parte del presidente russo Vladimir Putin. Lo ha detto Barack Obama, il 44esimo presidente Usa, riferendosi al 40esimo Commander in chief (un membro del Gop). Obama parlava durante la sua ultima conferenza del 2016, nella quale ha anche detto che “sono un presidente migliore di quando ho iniziato”.

Obama: Trump accetti indagine indipendente su hacker russi
Barack Obama ha detto a Donald Trump di accettare una inchiesta indipendente per stabilire in che modo gli hacker russi abbiano colpito gli Stati Uniti e il loro sistema elettorale. Così il presidente ha sottolineato la sua posizione sulla questione dell’attacco pirata russo parlando nella conferenza stampa di fine anno.

Obama si sente in parte responsabile per massacro in Siria
Barack Obama ha dichiarato di sentirsi in parte responsabile per il massacro che continua ad andare avanti in Siria. Lo ha detto il presidente nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca, l’ultima dell’anno. Allo stesso tempo il presidente ha detto di aver preso le decisioni migliori possibili nelle circostanze in cui si è trovato. “Non posso dire che siamo riusciti a risolvere la situazione (in Siria)”, ha detto Obama.

“Il sangue dei siriani è sulle mani del regime di Assad, della Russia e dell’Iran”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nella conferenza stampa di fine anno. Obama ha commentato in questo modo quanto sta avvenendo in Siria e in particolare in queste ore ad Aleppo, chiedendo “un osservatore imparziale”. Il mondo mentre parliamo è unito con orrore nell’aggressione selvaggia del regime siriano e della Russia e del regime dell’Iran nella città di Aleppo”, ha continuato il presidente. Obama ha definito le azioni dei tre governi contro i civili “intenzionali”.
Obama, Trump pensi a conseguenze su status quo Cina-Taiwan
Donald Trump dovrebbe pensare alle conseguenze di una politica che minaccia lo status quo tra Cina e Taiwan, l’isola che Pechino considera parte del suo territorio. Lo ha detto il presidente Barack Obama spiegando che per Pechino la questione di Taiwan “va al cuore” di come la Cina vede sé stessa. Il riferimento è alla rottura da parte del presidente eletto di un protocollo diplomatico Usa di lunga data, rottura avvenuta quando ha accettato una telefonata del lead

 

 

Sorgente: Obama a Putin: basta hackeraggio, possiamo reagire. Con me disoccupazione dal 10 al 4,6% – Il Sole 24 ORE

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