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MONDOCANE: NOOOOOOO !

“L’essenza del regime oligarchico non è l’ereditarietà da padre a figlio, ma la persistenza di una certa visione del mondo e di un certo modo di vivere… Un gruppo dirigente è un gruppo dirigente nella misura in cui può nominare i suoi successori… Non conta chi detiene il potere purchè la struttura gerarchica resti sempre la stessa”. (George Orwell “1984”)

Riproduco qui sotto uno spiritoso, ma anche sagace, commento, divertentemente drammatico, arrivato sul mio blog www.fulviogrimaldicontroblog.info da Marco V. E’ uno dei più convincenti, al di là delle indispensabili analisi del documento di controriforma renzista e della facile demolizione delle scempiaggini sloganiste diffuse dal clan Renzi-Boschi-Verdini, inviti a votare NO il 4 dicembre. Non va sottovalutato come l’operazione di questo grumo massonico-mafioso di servizio alla sua Cupola si inserisca nel disegno globalista dell’élite militar-finanziaria occidentale, con a capo gli Usa delle consorterie di potere che comprendono le grandi famiglie bancarie, le multinazionali di information technology, energia, alimentazione, armamenti-sicurezza,  servizi segreti, compresi quelli addetti al terrorismo, e i burattini che, via via, queste consorterie installano nella Casa Bianca.
L’Obama agonizzante viene spedito prima in Grecia, sia a contemplare l’effetto che fa rilanciare in faccia agli europei la riuscita distruzione di una nazione irrequieta ad opera dei tentacoli della piovra, FMI, BM e BCE, sia a tagliare al subalterno di Atene le dita che stavano allungandosi  a stringere mani in Russia. Poi si precipita a Berlino a rassicurare il valvassore della marca imperiale d’Europa sull’appoggio, Trump o non Trump, del potere occidentale al primato germanico. Primato garantito a condizione che si prosegua e potenzi la bellicosità anti-russa, e si sostengano i burogerarchi di Bruxelles in una verticalizzazione del potere che consenta la decimazione della popolazione lavoratrice, o ex-lavoratrice, e i conseguenti ulteriori trasferimenti di ricchezza dal basso al vertice.

Nato, TTIP, CESA  sono i pilastri sui quali, al di là di ubbìe isolazioniste come le prospetterebbe Trump, si fonda e si estende il dominio mondialista che non accetta arretramenti perché ne va della sua sopravvivenza. E anche per questo Obama ha sollecitato e ottenuto garanzie prospettando, in vista di eventuali incertezze collegate alle estemporaneità del nuovo presidente, un asse tra l’Eurogermania e coloro che negli Usa contano davvero. A sua volta, la tanto pompata “ultima” cena di Renzi da Obama a Washington doveva ribadire il ruolo dell’Italia di caporale di giornata nel Mediterraneo, tra i paesi del Sud cui è inflitta la scelta tra necrosi nazionale galoppante, vedi Grecia, e mercenariato coloniale da impiegarsi per il controllo delle regioni vicine.

Una funzione che esige la disponibilità di un potere fuori discussione e opposizione. Soubrette, comici e giullari renziani  lo chiamano “cambiamento”, come se tale concetto avesse un valore a prescindere, e ce lo vendono impacchettato da “governabilità” e “stabilità”. Mosse e definizioni copiate pari pari dal 1922 italiano e dal 1933 tedesco. Come l’Italicum è la coppia in peggio della Legge Acerbo che assegnò al Partito Fascista una maggioranza imbattibile. Ma con effetti di più perversa e profonda durata. Sul tipo del Patriot Act e successiva militarizzazione  della società americana, partoriti dall’autoattentato dell’11 settembre insieme alla fenomenale invenzione della guerra al terrorismo.

La posta in gioco con questo referendum, del cui esito non c’è da fidarsi dato che è sottoposto al “controllo” di uno come Angelino Alfano, è enorme per noi e per molti che per molto tempo verranno dopo di noi.  Anche perché non è alle viste l’ipotesi che, passando il Peggio-Del-Fascismo insito nella riforma e nella strategia del coacervo delinquenziale,  domestico e internazionale, che ha espresso Renzi, si produca dalla coscienza e forza delle masse una risposta capace di invertire la direzione e assumerne una inedita, antagonista.

Per chi è nato prima o dopo e non ha potuto far sentire la sua voce nell’ultimo sussulto eversivo di questo trasognato paese, dal 1968 al 1977, questa è l’occasione per rovesciare una secchiata di sabbia nell’ingranaggio della macchina che si sta mangiando la libertà. La prima, forse l’ultima nell’arco vitale concesso.

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Renzi avverte:
“Se al referendum vince il ‘NO’ torniamo indietro di 30 anni” Magari!  La Vespa,
la minigonna,
15 chili in meno, l’agilità,
fisico mozzafiato, denti perfetti.
Dove cazzo devo firmare?
Quando è sto’ cacchio di referendum?
Renzi ha detto che se vince il NO si torna indietro di 30 anni.
…Splendido!
Nel 1986…
– non esistevano i contratti cococo, progetto, jobsact, da dipendente a partita iva, voucher, …
– si andava in pensione ad una età decorosa
– c’era l’articolo 18 e le tutele per il lavoratore
– la benzina costava £1.258 tradotto in €0,65 al litro
– non c’erano suv tra le palle
– c’erano tanti concorsi per i posti pubblici
– la rai mandava in onda film in prima visione e trasmissioni senza interruzioni di pubblicità
– non c’era il ticket nella sanità pubblica
– a 25 anni ci si poteva permettere di metter su famiglia.
– i bambini giocavano per la strada.
– Berlusconi non era in politica e Renzi era il più preso per il culo dai suoi compagni alle elementari.
-non c’era la “buona scuola”, ma la scuola era buona davvero.
Allora che aspettate a votare NO!!!

Sorgente: MONDOCANE: NOOOOOOO !

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