Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

Mondo – La tragedia di Aleppo nel cuore del papa e del Natale | l’Unità TV

Papa Bergoglio: “Lasciamoci interpellare anche dai bambini che, oggi, non sono adagiati in una culla e accarezzati dall’affetto di una madre e di un padre”

L’immane tragedia siriana simboleggiata dalla battaglia e dalla distruzione di Aleppo, è stata fra i temi centrali toccati dal Papa in occasione di queste celebrazioni natalizie e, più in generale,Francesco ha richiamato di fronte al mondo e alla comunità internazionale, il desiderio di pace di tante popolazioni scosse da violenze, guerre, conflitti di varia natura, e ha ripetuto, questa mattina nel corso del suo messaggio natalizio e della benedizione ‘urbi et orbi’, in piazza San Pietro il senso ultimo dell’annuncio cristiano: “Il potere di questo bambino, figlio di Dio e di Maria, non è il potere di questo mondo, basato sulla forza e sulla ricchezza; è il potere dell’amore”. Da qui, come di consueto, il riferimento a diverse situazioni concrete, alle crisi che non trovano soluzione e vedono anzi l’inerzia della politica e della diplomazia.

“Pace agli uomini e alle donne nella martoriata Siria – ha scandito Francesco di fronte a circa 40mila fedeli accorsi ad ascoltarlo – dove troppo sangue è stato sparso. Soprattutto nella città di Aleppo, teatro nelle ultime settimane di una delle battaglie più atroci, è quanto mai urgente che rispettando il diritto umanitario internazionale si garantisca assistenza e conforto alla stremata popolazione civile, che si trova ancora in una situazione disperata e di grande sofferenza e miseria”. “È tempo – ha aggiunto – che le armi tacciano definitivamente e la comunità internazionale si adoperi attivamente perché si raggiunga una soluzione negoziale e si ristabilisca la convivenza civile nel Paese”. Le parole di oggi ricalcano in buona misura quelle già contenute nella lettera inviata dal Papa nei giorni scorsi al capo del regime siriano Bashar al Assad, attraverso il nunzio apostolico a Damasco, il cardinale Mario Zenari, nella quale fra l’altro si chiedeva – proprio nelle ore in cui si stava per concludere la battaglia-assedio di Aleppo – il rispetto della popolazione civile e del diritto umanitario internazionale, e di garantire l’accesso agli aiuti.

Nei giorni scorsi decine di migliaia di abitanti hanno abbandonato a fatica la città insieme a settori delle forze ribelli al regime, di matrice fondamentalista e non. Nel frattempo però sono state segnalate innumerevoli violazioni dei diritti umani messe in atto dalle forze del regime di Damasco e dalle forze militari russe e tutt’ora la situazione umanitaria resta gravissima, soprattutto per i più deboli, i civili e i bambini (a questo fa riferimento Francesco), mentre si rincorrono voci e notizie allarmanti, non sempre verificabili, di esecuzioni, vendette sparizioni. Ma Francesco, prima della benedizione ‘urbi et orbi’, ha voluto anche rivolgere un appello a palestinesi e israeliani; il conflitto in Terra Santa, infatti, per lunghi anni considerato il fattore centrale della crisi in Medio Oriente, da tempo è stato quasi dimenticato. “Pace alle donne e agli uomini dell’amata Terra Santa – ha affermato Francesco – scelta e prediletta da Dio. Israeliani e Palestinesi abbiano il coraggio e la determinazione di scrivere una nuova pagina della storia, in cui odio e vendetta cedano il posto alla volontà di costruire insieme un futuro di reciproca comprensione e armonia”. Francesco ha anche citato le crisi di Libia, Iraq e Yemen. Significativo anche il richiamo alla Nigeria “dove il terrorismo fondamentalista sfrutta anche i bambini per perpetrare orrore e morte”.

Numerosi sono stati gli altri scenari di crisi citati successivamente dal Papa; in America Latina il Venezuela, che vive una contrapposizione drammatica dal punto di vista sociale e politico, fra il presidente Nicolas Maduro e le opposizioni; e poi la Colombia Paese nel quale dopo vari decenni è finito il conflitto con la guerriglia in ragione di uno storico accordo di pace che ha portato al conferimento del premio Nobel per la pace al presidente del Paese, Juan Manuel Santos. In entrambi i casi il ruolo di mediazione esercitato dalla Chiesa è stato o può essere determinante. E ancora Francesco ha voluto ricordare le vittime del terrorismo con implicito richiamo anche al recente, sanguinoso attentato di Berlino.

Ma il vescovo di Roma ha allargato il discorso, e ha messo in evidenza come la pace non sia solo la cessazione dei conflitti, delle guerre, ma la ricostruzione di un tessuto civile e di giustizia in tanti contesti. “Pace – non a parole, ma fattiva e concreta – ai nostri fratelli e sorelle abbandonati ed esclusi – ha in tal senso affermato il Pontefice – a quelli che soffrono la fame e a coloro che sono vittime di violenze. Pace ai profughi, ai migranti e ai rifugiati, a quanti oggi sono oggetto della tratta delle persone”. “Pace ai popoli – ha aggiunto – che soffrono per le ambizioni economiche di pochi e l’avida ingordigia del dio denaro che porta alla schiavitù. Pace a chi è segnato dal disagio sociale ed economico e a chi patisce le conseguenze dei terremoti o di altre catastrofi naturali”. E ancora un pensiero è andato ai bambini, in particolare quelli che soffrono a causa delle guerre.

Tema che già nel corso della messa della vigilia, era stato affrontato con forza da Bergoglio: “Lasciamoci interpellare – aveva detto nel corso dell’omelia pronunciata nella basilica vaticana – anche dai bambini che, oggi, non sono adagiati in una culla e accarezzati dall’affetto di una madre e di un padre, ma giacciono nelle squallide ‘mangiatoie di dignità’: nel rifugio sotterraneo per scampare ai bombardamenti, sul marciapiede di una grande città, sul fondo di un barcone sovraccarico di migranti”.

Sorgente: Mondo – La tragedia di Aleppo nel cuore del papa e del Natale | l’Unità TV

Spread the love
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

adv