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Mediaset, l’Agcom apre un’istruttoria. Berlusconi: nessuna proprietà diversa da noi

L’ex premier dichiara guerra a Vivendi e invoca la magistratura. Il titolo chiude in rialzo del 2,8% con volumi fortissimi. Pier Silvio ha detto ai dipendenti: “Qui siamo e qui rimaniamo” . Venerdì la Consob incontra de Puyfontaine ma Vivendi pare avere le armi migliori

MILANO – “Nemmeno immagino una mediaset non guidata dalla mia famiglia”. Silvio Berlusconi alla presentazione del libro di Bruno Vespa attacca i francesi di Vivendi. “Io ho fatto tante cose ma una di quelle in cui mi sono impegnato di più è  la tv, Mediaset è stata la prima tv commerciale in Europa, un esempio della nuova era”. “Siamo in una strana situazione, non possiamo comprare più del 5% di azioni di Mediaset all’anno, le regole non ce lo permettono. Abbiamo già raggiunto questo limite, e quindi  i francesi hanno avuto buon gioco ad acquistare il 29%. Per arrivare al 51% spero che quei comitati per la difesa dell’italianità di Mediaset possano portarci a contare su circa il 20% delle azioni”.

Vivendi “forse per farci rinunciare alle cause che abbiamo intentato ha deciso un’azione di forza. Ci hanno fatto un ricatto, un estorsione e quindi siamo in una battaglia di fronte a questa scalata ostile e pensiamo di resistere. Non mantenere la parola è qualcosa che non si può accettare noi crediamo che la magistratura debba dare seguito alle nostre cause”. “Vivendi ha anche detto che credeva di essere in un 4 stelle mentre si è trovato in un fast food e questo ha svalutato Premium e Mediaset di fronte agli investitori. Abbiamo presentato degli esposti che secondo i nostri avvocati avranno l’approvazione della magistratura e quindi recuperiamo quello perso sul mercato

E Berlusconi non risparmia nemmeno i rivali di sempre, la Rai. “Soffriamo molto il dumping della Rai che con la Sipra”, la concessionaria per la pubblicità commerciale sulla Rai, “ha fatto crollare il mercato della pubblicità. La Rai, oltre a non fare servizio pubblico, interviene nel mercato della pubblicità danneggiando Mediaset”.

La giornata è stata di nuovo convulsa con grande attenzione del mercato sul titolo Mediaset (segui in diretta), che ha chiuso la giornata di Borsa in rialzo del 2,8% con fortissimi volumi di scambi (6% del capitale passato di mano). A scaldare il titolo sono state ancora le notizie riguardo alla scalata di Vivendi. Intanto l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, alla quale avevano fatto ricorso le televisioni di Cologno, ha deciso nella seduta odierna all’unanimità di aprire un’istruttoria sulla crescita dei francesi nel capitale.

Ieri è emerso che il gruppo Vivendi guidato da Vincent Bolloré è salito al 25,75% del capitale delle televisioni di Cologno, con diritti di voto che arrivano al 26,77%. Ma la famiglia Berlusconi spiega che non intende cedere: “Io, mio padre e la mia famiglia – ha assicurato ieri sera l’ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi nel consueto brindisi natalizio con dirigenti e dipendenti – non arretriamo di un passo. Noi siamo qui e qui rimaniamo”.

Gli ha fatto eco Silvio Berlusconi, che  oggi in Senato a chi gli chiedeva se per la tutela di Mediaset contro Vivendi si sarebbe rivolto al premier Gentiloni ha risposto: “Non mi sono mai occupato di queste cose. Lascio Mediaset ai miei figli che sono ben capaci di tutelare l’italianità di Mediaset”.

Il Biscione ha proseguito la sua strategia difensiva con un esposto all’AgCom in cui segnala l’illegittimità della condotta di Vivendi “in violazione della disciplina di settore” e in particolare “dell’art. 43 comma 11 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici”, (è l’articolo sulle posizioni dominanti) oltre al “possibile ostacolo alle strategie di sviluppo di Mediaset in ragione del collegamento incrociato con Telecom Italia”. Cologno segnala come Vivendi – superando il 10% e avendo al contempo il 24,2% di Telecom Italia – ha oltrepassato la soglia che stabilisce il collegamento tra società quotate. Per Mediaset quindi “si configura un rischio di paralisi delle attività di sviluppo industriale”.

Intanto venerdì gli uffici della Consob incontreranno il ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine,  nell’ambito della vicenda Mediaset, dato che Fininvest tra le altre cose aveva fatto anche un esposto alla Commissione per verificare che gli acquisti e le segnalazioni del gruppo francese fossero stati effettuati ner rispetto della legge.

Fininvest nei giorni scorsi aveva chiesto l’intervento della consob contro la scalata ostile di vivendi, dopo aver presentato all’authority un esposto per manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate nei confronti dei francesi.

Ma, come ricostruisce Repubblica in edicola, le armi di Arcore rischiano di essere spuntate. Sul mercato la holding Fininvest non può innalzare la sua quota fino ad aprile e la solidità finanziaria di Vivendi sconsiglia di andare al gioco dell’Opa. I francesi rischiano di avere la mano migliore. La guerra

ha infiammato la Borsa e ieri il titolo ha chiuso in crescita del 23,3% a 4,44 euro, tra scambi eccezionali. La Consob ha convocato in queste ore i rappresentanti di Vivendi, ma anche quelli di Fininvest o Mediaset potrebbero far visita all’Autorità dei mercati.

Sorgente: Mediaset, l’Agcom apre un’istruttoria. Berlusconi: nessuna proprietà diversa da noi – Repubblica.it

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