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Ma cosa pretendeva Renzi? | Gianni Bortolini

Il referendum costituzionale ha visto la vittoria schiacciante del No, la sconfitta del premier Renzi e le sue irrevocabili dimissioni. Se me l’aspettavo? Sì. E alla luce di tutto quello che è successo sotto il suo governo, mi chiedo, ma cosa pretendeva?

Ma cosa pretendeva?

Dopo aver dileggiato con arroganza la Cgil, la Fiom, l’Anpi, l’Arci, Libertà e Giustizia, e buona parte dell’associazionismo progressista.

Ma cosa pretendeva?

Dopo aver preso in giro i lavoratori dicendo che il Jobs act creava lavoro stabile, quando invece si è consentito alle aziende (in un momento in cui trovare lavoro è praticamente impossibile!) di licenziare selvaggiamente, di demansionare, di controllare a distanza.

Ma cosa pretendeva?

Con la precarietà che ormai dilaga, e con gli stipendi (anche quelli degli ingegneri) che si pagano con dei buoni che si comprano dal tabaccaio.

Ma cosa pretendeva?

Dopo aver fatto una riforma pasticciata come la “Buona scuola” che ha scontentato genitori e insegnanti.

Ma cosa pretendeva?

Dopo essersi scelto come interlocutori privilegiati multimiliardari come Marchionne: finanzieri e manager che in un anno guadagnano quello che un loro dipendente guadagna in mille anni!

Ma cosa pretendeva?

Dopo aver utilizzato la Costituzione (la Carta fondamentale di tutti gli italiani) come un randello per legittimarsi politicamente.

Ma cosa pretendeva?

Se persino molti che hanno votato Sì, l’hanno fatto non per convinzione, ma per conformismo (a volte), o per paura (più spesso): dello spread, dei mercati, dell’Europa, della Banca Centrale, di Berlusconi, Salvini e Grillo, della fine della sinistra in Italia, in Europa e nel mondo.

Ma cosa pretendeva?

Dopo aver trattato dei costituzionalisti emeriti come degli emeriti…

Ma cosa pretendeva?
Ma cosa pretendeva?
Ma cosa pretendeva?

Sorgente: Ma cosa pretendeva Renzi? | Gianni Bortolini

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